In una giornata caratterizzata da vendite per Piazza Affari, spicca il crollo di Salvatore Ferragamo in scia ai conti presentati dalla maison fiorentina. Nonostante un primo trimestre in linea con le attese, il mercato si è concentrato sia sul rallentamento del canale wholesale che sulle difficoltà presenti sul mercato cinese.
Nello specifico, l’azienda ha chiuso i primi tre mesi del 2026 con vendite in calo del 5,5% a 209 milioni di euro. In un contesto geopolitico ed economico volatile e complesso, il canale DTC è cresciuto del 5,5% a 161 milioni di euro. Da sottolineare che tutte le aree geografiche hanno registrato performance positive ad eccezione del Giappone.
Al contrario, si è assistito a un calo del 19% del canale wholesale, le cui vendite sono state pari a 42 milioni di euro. Nel corso della conference call con gli analisti, il management ha sottolineato che la diminuzione è dovuta al fatto che l’azienda si sta concentrando sul retail diretto, tagliando di conseguenza molti rivenditori. Altro passaggio importante della conference call ha riguardato la situazione presente sul mercato cinese, dove le vendite rimangono ancora deboli e lontane dal target volute dalla società.
Dal punto di vista geografico, il Nord America ha visto ricavi in aumento del 18,8%, mentre l’Europa si è confermata l’area più debole con un calo del 19% soprattutto per la maggiore esposizione al wholesale. Anche l’Asia-Pacifico e il Giappone hanno registrato performance negative, rispettivamente del 5% e -4%. Positiva invece l’America Latina, che ha chiuso il trimestre con una crescita del 7%
Azioni Salvatore Ferragamo: analisi tecnica e strategie operative
Andiamo ora a vedere come si stanno comportando le azioni Salvatore Ferragamo sulla Borsa italiana. Con volumi quattro volte la media giornaliera mensile, è una seduta caratterizzata dalle vendite, con un calo del 15,5% in area 6,85 euro. Con una struttura grafica di medio periodo che torna a indebolirsi, la perdita dei 6,65 euro, dove troviamo la media mobile di lungo periodo, dovrebbe far proseguire la fase discendente.
In questo caso il prossimo target sarebbe posto sui 6,2 euro e successivamente la soglia dei 6 euro. Sotto tali supporti le azioni andrebbero prima a chiudere il gap-up lasciato aperto lo scorso 10 marzo a 5,925 euro e a seguire andare a testare i minimi del 2026 a 5,785 euro. Nel caso in cui anche questi ultimi livelli non dovessero arrestare la spinta ribassista, si avrebbe un ulteriore indebolimento del quadro grafico di fondo.
Al contrario il recupero delle prime aree resistenziali di breve termine in area 7,05 euro, dovrebbero porre le basi per una nuova fase rialzista. Il primo target di questo movimento sarebbe posizionato sui 7,50 euro e successivamente i 7,835 euro, dove verrebbe chiuso il gap-down lasciato aperto in queste ore. Sopra tali aree si assisterebbe a un ulteriore rafforzamento della gamba rialzista, con possibili allunghi verso gli 8,10 euro e a seguire gli 8,5 euro. Lasciandosi alle spalle queste ultime aree aumenterebbero le chance per andare a mettere sotto pressione i top di periodo situati a 8,75-8,80 euro, dove transita l’indicatore daily del Supertrend
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