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Leonardo: vicina vendita di Oto Melara. Nuovi top per l’azione?

Leonardo: vicina vendita di Oto Melara. Nuovi top per l'azione?

In una seduta debole per Piazza Affari si mette in luce il titolo Leonardo, nel giorno in cui la tedesca Rheinmetall, confermando i rumors delle ultime settimane, ha avanzato un’offerta non vincolante per acquisire il 49% di Oto Melara, la storica società italiana produttrice di armamenti. Secondo Reuters l’offerta di Rheinmetall valuterebbe il 49% di Oto Melara tra 190 e 210 milioni di euro, il che implica una valorizzazione complessiva che può raggiungere quasi i 430 milioni di euro. La decisione di vendere Oto Melara, decisa dal gruppo guidato da Alessandro Profumo, è arrivata dopo la decisione di considerare “non core” la partecipazione.

 

Necessario il via libera del governo italiano

Oto Melara è una società storica produttrice di armamenti pesanti come cannoni da guerra e, in quanto tale, considerata strategica. Per questo il Governo italiano ha il potere di bloccare l’operazione o condizionarla. Nel caso in cui l’acquisizione non trovasse ostacoli, proseguirebbe la sua espansione in Italia di Rheinmetall, che proprio nel Belpaese valuterebbe la costruzione del veicolo Lynx a cui è interessato lo stesso esercito italiano i cui mezzi da combattimento sono in fase di rinnovo.

Oltre ai rumors sull’interesse per una valorizzazione di Oto Melara, ora confermata, altri rumors muovono in questi giorni il titolo Leonardo, in particolare la possibilità di chiudere un accordo con l’Egitto per la vendita di 24 Eurofighter per una cifra vicina i 3 miliardi di euro.

 

Azioni Leonardo: analisi tecnica e strategie operative

Le notizie odierne impattano positivamente sull’andamento dell’azione Leonardo. I prezzi  si sono spinti verso i massimi di periodo in area 10,50 euro. L’eventuale rottura al rialzo di questi livelli andrebbe a rafforzare il trend primario innescatosi nel mese di marzo dalla soglia dei 6 euro, in direzione dei prossimi target situati sui 10,65 euro e successivamente in direzione dei 10,88 euro dove verrebbe chiuso il gap ribassista lasciato aperto il 24 febbraio 2020. Questo livello è un target intermedio prima di un eventuale test sui massimi del 2019 in area 11,90 euro. Al contrario, segnali di debolezza si avrebbero con discese sotto i 9,5 euro con i target più ravvicinati situati sulla soglia dei 9 euro. Nel caso in cui queste aree supportive non dovessero arrestare le vendite si avrebbe un ulteriore accelerazione ribassista in direzione degli 8,75 euro e successivamente 8,55 euro.

 

 

AUTORE

Pietro Origlia

Pietro Origlia

Pietro Origlia, trader indipendente, ha iniziato ad interessarsi dei mercati finanziari all'inizio del 2000, facendone poi una professione tra il 2005-2006. Specializzato nel trading multiday (azioni, valute e materie prime) opera essenzialmente sul mercato italiano. Ha partecipato a vari eventi e manifestazioni in qualità di relatore. Dal 2017 è anche Giornalista Pubblicista. Da gennaio 2022 è entrato a far parte della redazione di Borsa&Finanza.

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