Leonor Fini: le 5 opere record vendute all’asta

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Il mercato dell’arte sta impazzendo per Leonor Fini, con opere record all’asta nell’arco degli ultimi cinque anni. L’artista italo-argentina brilla sempre di più nelle vendite all’incanto, ultima in ordine di tempo l’asta Art Moderne organizzata da Millon Auction Group a Parigi, dove Le regard absent, un olio su carta applicata su tela, è passato di mano a 38.000 euro da una stima tra i 10.000 e i 15.000 euro e Portrait féminin del 1941 ha fatto ancora meglio, toccando quota 180.000 euro da una stima di 50.000-60.000 euro.

 

Leonor Fini: le 5 opere record vendute in asta

È soprattutto Sotheby’s la casa che ha realizzato le migliori vendite legate alla sfuggente, affascinante e ricercatissima maestra del Surrealismo, con una selezione di lavori di ogni tipo (dipinti, acquerelli, carte) e in tutte le tappe della sua carriera. Nata a Buenos Aires nel 1907, cresciuta a Trieste prima di spostarsi a Milano e poi a Parigi, dov’è scomparsa nel 1996, pittrice e disegnatrice autodidatta, libera e anticonformista, Fini è da tempo al centro di una forte rivalutazione sul mercato: ecco quali sono le sue 5 opere record, frutto di lunghe battaglie di rilanci.

 

L’envers d’une géographie

Nei primi anni Sessanta, il lavoro di Leonor Fini subisce un drastico cambiamento: dal linguaggio cupo e surreale degli anni Trenta e Quaranta, passa a soggetti colorati, vivaci e luminosi, con sfondi floreali che risuonano con lo spirito dell’epoca. È del 1965 questo olio su tela che continua ad affascinare con le sue figure femminili ipnotiche, tra sogno e mistero. Messo all’asta nella Modern and Contemporary Evening Auction featuring The Now del marzo 2024 da Sotheby’s a Londra, il quadro fa fermare il martello a 571.500 sterline.

L'envers d'une géographie di Leonor Fini
L’envers d’une géographie (foto: Sotheby’s)

 

Autoportrait au turban rouge

Sono numerosi gli autoritratti che Fini realizza nel corso della carriera, tra cui un famoso Dama dal cappello rosso del 1968 oggi custodito nella collezione del Museo Revoltella, Galleria d’arte moderna di Trieste. Al periodo tra il 1938 e il 1941 risale invece questo intimo e potente autoritratto con turbante rosso, che evoca il ritratto di uomo con turbante rosso di Jan van Eyck e una fotografia del 1937 di Dora Maar. Nella vendita di Sotheby’s a Londra del giugno 2023 chiamata Modern and Contemporary Evening Auction, featuring Face to Face: A Celebration of Portraiture, la tela fa alzare le palette fino a 711.200 sterline.

Autoportrait au turban rouge di Leonor Fini
Autoportrait au turban rouge (foto: Sotheby’s)

 

Les Stylites

“Le finestre diventano luce, le ragnatele tende preziose di nuvole e stelle, i rami secchi doppieri accesi, e la sera una grande serata; perché Leonor (come le ho detto mille volte e come non mi stancherò mai di dirle) unisce in sé due grazie: l’infanzia e la maestà”, dice di lei Elsa Morante. L’esplorazione delle intimità e delle dinamiche umane è al centro di questo quadro del 1976, dipinto in una fase di maturazione sia delle tematiche esplorate che del suo stile grottesco e sublime. Nella Modern Evening Auction del novembre 2024 da Sotheby’s a New York, l’opera arriva a toccare il prezzo di 720.000 dollari.

Les Stylites di Leonor Fini
Les Stylites (foto: Sotheby’s)

 

La Terrasse

Nel 1931 Leonor Fini si stabilisce a Parigi ed entra in contatto con l’arte di Salvador Dalí e con i grandi protagonisti della stagione surrealista. Pur non aderendo al movimento, complice il palese sessismo mostrato da André Breton e i suoi amici, l’italienne de Paris espone con il gruppo a Londra e a New York nel 1936. Due anni più tardi, nel 1938, realizza questo olio su tela che sancisce la lezione appresa dal Surrealismo, ma anche la sua totale indipendenza, rendendola una delle figure più originali e misteriose dell’arte del Novecento. Nella Impressionist and Modern Art Day Sale del giugno 2020 da Sotheby’s a New York, il quadro passa di mano per 980.000 dollari.

La Terrasse di Leonor Fini
La Terrasse (foto: Sotheby’s)

 

Autoportrait au scorpion

“La realtà, il quotidiano, possono rivelare aspetti strani e meravigliosi. Tutto sta nel saper guardare le cose con occhi diversi e niente potrà più sembrarci banale o di facile comprensione”, ripete Fini, performer ante-litteram, maga, amazzone e sciamana oltre che semplice pittrice e illustratrice. Nel suo bestiario umano di ibridi, sfingi e gatti, trova posto nel 1938 questo accattivante autoritratto con scorpione, iconica affermazione del suo potere artistico e del suo sguardo innocente e al tempo stesso malizioso. Nella Impressionist and Modern Art Day Sale del maggio 2021 da Sotheby’s a New York, la tela parte da una stima di 600.000-800.000 dollari e a forza di rilanci raggiunge 2,3 milioni di dollari: a oggi il record d’asta per l’artista.

Autoportrait au scorpion di Leonor Fini
Autoportrait au scorpion (foto: Sotheby’s)

 

Fuori dalla Top 5 rimangono altre opere di Leonor Fini con ottime performance all’incanto. Rasch, Rasch, Rasch, meine Puppen Warten del 1975 strappa 504.000 sterline nella vendita (Women) Artists del marzo 2022 da Sotheby’s a Londra. Donna del lago del 1953 arriva a 499.000 sterline nella Impressionist and Modern Art Day Sale del marzo 2021 da Sotheby’s a Londra. Sempre da Sotheby’s ma a New York, Le Train del 1975 è aggiudicato a 444.500 dollari nella Modern Evening Auction del maggio 2024. In Europa sono più che positivi i risultati di La prima ballerina assoluta del 1969 (360.000 euro nella vendita Surrealism and its Legacy dell’ottobre 2024 da Sotheby’s a Parigi), L’Escarpolette (Jeux de vertige) del 1971 (220.500 euro nella Art Impressionniste et Moderne Evening Auction dell’aprile 2022 da Sotheby’s a Parigi) e L’amitié del 1958, battuto per 200.000 euro nell’asta 547 del marzo 2022 da Il Ponte a Milano.

Immagine di Alessandro Zoppo

Alessandro Zoppo

Ascolta musica e guarda cinema da quando aveva 6 anni. Orgogliosamente sannita ma romano d'adozione, Alessandro scrive per siti web e riviste occupandosi di cultura, economia, finanza, politica e sport. Impegnato anche in festival e rassegne di cinema, Alessandro è tra gli autori di Borsa&Finanza da aprile 2022 dove si occupa prevalentemente di temi legati alla finanza personale, al Fintech e alla tecnologia.

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