Libretti postali dormienti: come evitarne l'estinzione - Borsa e Finanza

Libretti postali dormienti: come evitarne l’estinzione

Libretti postali dormienti: come evitarne l'estinzione

Nel 2003 a Romagnano Sesia, in provincia di Novara, un uomo di nome Antonio, affetto dal morbo di Alzheimer, è morto in solitudine in una casa di riposo. Soltanto molto tempo dopo si è scoperto che aveva lasciato ai due figli 41.000 euro su un conto aperto in una piccola banca del vercellese. I familiari non ne sapevano nulla, anche perché tredici anni dopo quei soldi mai reclamati sono finiti nelle casse dello Stato come previsto dalla legge. Ora tuttavia, attraverso la Consap – la Concessionaria Servizi Assicurativi Pubblici, società in house controllata totalmente dal Ministero dell’Economia e delle Finanze – gli eredi possono recuperare quella somma.

È uno dei tanti casi di conti dormienti che si verificano soprattutto quando i legittimi proprietari sono morti da molti anni e gli eredi non sanno nulla di risparmi accumulati perché magari non sono state lasciate indicazioni specifiche nel testamento. Alcuni sono depositi anche piuttosto consistenti e nella stragrande maggioranza dei casi appartengono appunto a risparmiatori defunti con figli o parenti lontani e rimasti all’oscuro di questo tesoretto. Nel decennio dal 2007 al 2017 sono arrivati dai risparmi “dimenticati” oltre 2 miliardi di euro per le casse pubbliche. Nel 2008 la cifra record è stata di 673 milioni, scesa progressivamente fino a 107 milioni nel 2017.

La maggior parte di conti dormenti sono libretti postali e Poste Italiane si sta attivando in merito per permette agli utenti di salvare questi risparmi “trascurati”. Ma come bisogna muoversi per scongiurare in tempo il rischio dell’estinzione?

 

Cosa sono i libretti postali dormienti

I libretti postali dormienti sono i depositi (conti correnti, polizze, assegni circolari, libretti e certificati di deposito nominativi e al portatore, fondi di investimenti o altri strumenti finanziari) non movimentati dal titolare (o dai suoi legittimi eredi) per 10 anni e con un saldo superiore a 100 euro. L’altra condizione per considerare un libretto dormiente è che non sia stato sottoposto a procedimenti o blocchi operativi, ovvero che l’istituto di riferimento – nel caso specifico le Poste – non ne abbia impedito in qualche modo e per qualsiasi ragione la movimentazione delle somme.

Ai sensi dell’articolo 1, comma 343, della legge n. 266/2005, i saldi dei libretti dormienti vengono trasferiti a un Fondo apposito gestito da Consap. È una sorta di “salvadanaio dei salvadanai”. Questo quadro normativo è disciplinato dal Regolamento di cui al D.P.R. 22 giugno 2007 n. 116. Nel complesso si stima che le somme accumulate in questi libretti valgano milioni di euro. Alcuni ritengono addirittura che i soldi dimenticati degli italiani arrivino a miliardi di euro.

 

Dopo quanto tempo un libretto postale diventa dormiente

Un libretto postale, che sia un deposito di denaro o uno strumento finanziario, diventa dormiente se sul conto non è stata effettuata alcuna operazione o movimentazione da almeno 10 anni. Il mancato intervento deve essere del titolare o di una terza persona da questo delegata. Inoltre sono considerati dormienti i rapporti bancari che hanno un saldo attivo superiore a 100 euro.

In questi casi, tutte le banche sono obbligate per legge ad avvisare i propri clienti quando un libretto entra in stato di dormienza. Per i rapporti nominativi, la comunicazione deve avvenire tramite l’invio di una comunicazione al titolare. Per i rapporti al portatore, deve essere pubblicato un elenco sul sito o nelle filiali aperte al pubblico all’interno della banca. È quello che Poste Italiane ha fatto per i libretti postali dormienti.

Un libretto postale
Conti dormienti, la chiamata di Poste Italiane per riavere i soldi sui libretti

 

Cosa fare se si ha un libretto dormiente

La prima soluzione è interrompere lo stato di dormienza. Il titolare o gli eredi possono evitare l’estinzione eseguendo un movimento sul conto in addebito o in accredito o comunicando alle Poste che il libretto non è da considerarsi dormiente. Nel caso in cui il cliente sia titolare di più rapporti, per interrompere la dormienza è sufficiente che ne movimenti anche uno solo.

Le scadenze da tenere a mente per mettersi in regola sono due: il 21 giugno e il 20 ottobre. Poste Italiane mette a disposizione sul suo sito ufficiale l’elenco consultabile di tutti i conti dormienti, divisi per periodo di tempo (dal 2008 al 2013, dal 2014 al 2018, dal 2019) e ordinati in base al numero identificativo dell’ufficio postale dove sono stati aperti. Il titolare di un libretto dormiente che vuole recuperare i fondi sul conto ha tempo fino al 20 ottobre 2022: entro questa data deve recarsi presso qualsiasi ufficio postale per dare disposizioni in merito e consentire il censimento anagrafico del proprio libretto. Se il titolare non ha dato istruzioni sul da farsi entro il 20 ottobre, a partire dal 21 ottobre Poste Italiane procede all’estinzione del libretto. I soldi presenti sul conto andranno a finire nel Fondo del Consap istituito dalla Finanziaria 2006.

Poste Italiane ha inviato avvisi ai titolari di questi libretti nei quali viene segnalata la dormienza: i clienti che hanno ricevuto questa comunicazione e vogliono evitare l’estinzione, hanno la possibilità di rispondere inviando una replica all’indirizzo riportato nella lettera ricevuta, confermando quindi il possesso e la disponibilità del libretto, oppure possono movimentare il conto effettuando un’operazione a valere, dal prelievo all’accredito di un importo, che dimostri la vitalità del libretto entro il termine indicato nella stessa comunicazione. Il termine entro il quale muoversi è di 180 giorni dalla ricezione della comunicazione. Per ulteriori informazioni, le Poste hanno attivato il numero verde gratuito 800003322.

La seconda data cruciale è il 21 giugno 2022: le Poste hanno scelto il giorno del solstizio d’estate per l’estinzione dei libretti postali dormienti. Questa scadenza vale per i titolari dei libretti già risultati dormienti alla data del 30 novembre 2021. Poste Italiane lo specifica in una nota.

Entro il 21 giugno 2022 i titolari dei libretti risultati ‘dormienti’ alla data del 30 novembre 2021, sono invitati a dare disposizioni presso qualsiasi ufficio postale e consentire il censimento anagrafico del proprio libretto, al fine di evitare, successivamente a quest’ultima data, l’estinzione del libretto e la conseguente devoluzione delle somme ivi depositate al Fondo sopra citato.

 

Come recuperare i fondi dei libretti postali dormienti

La chiusura dei libretti postali non comporta in automatico la perdita dei soldi presenti sul conto. C’è tempo 10 anni per inoltrare la richiesta di rimborso e rivendicare il contenuto dei libretti. I rapporti dormienti sono infatti in stand-by nel Fondo Consap: passati i 10 anni vengono incamerati dallo Stato. Per procedere con la domanda di rimborso, non c’è bisogno di rivolgersi a un mediatore, che sia un agente finanziario, un avvocato o un altro professionista.

Le domande possono essere inviare a Consap Spa online via portale (la società mette a disposizione un modello da scaricare e un sistema a cui accedere con SPID, ma alla fine della procedura sul web la documentazione originale cartacea va comunque trasmessa tramite raccomandata con ricevuta di ritorno) oppure con raccomandata a/r presso la sede della società: Consap Spa – Servizio interventi bancari ausiliari, Via Yser 14, 00198 Roma.

I documenti necessari da includere insieme alla domanda sono la copia del documento di identità e della tessera sanitaria, ai quali aggiungere nei casi specifici l’attestazione di devoluzione, i titoli al portatore e le deleghe alla riscossione. È un proprio diritto rivendicare e recuperare le somme dormienti nella completa interezza. I numeri sono incoraggianti: tra il 2010 e il 2016 sono state finalizzate 39.780 istanze di rimborso per un totale di 215,6 milioni di euro restituiti.

 

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