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Licenziamenti: negli USA anche la FED taglia i dipendenti

Un uomo chiude una scatola poggiata su una scrivania

Al fenomeno delle “grandi dimissioni” che ha caratterizzato il 2022 si contrappone ora un’ondata di licenziamenti che, iniziata nel settore tecnologico, si estende a quelli più tradizionali come quelli dell’auto. Se ne è parlato nell’approfondimento settimanale della Weekly Note di Vontobel (QUI per iscriversi gratuitamente).

 

L’ultima in ordine di tempo è stata Ford che, a causa degli scioperi che stanno colpendo il settore auto, ha licenziato 330 dipendenti negli stabilimenti di Chicago e Lima, in Ohio, portando a 930 i “layoffs” dall’inizio delle agitazioni. Qualche settimana fa è stata la volta di GM che ha lasciato a casa oltre 2 mila addetti in Kansas e Ohio. Se in questi casi la motivazione è riconducibile alla protesta, quello dei licenziamenti è un tema particolarmente caldo sull’altra sponda dell’Atlantico, anche perché in netta contrapposizione con un mercato del lavoro che si conferma solido.

Iniziati nel comparto hi-tech, dove i ripetuti incrementi dei tassi varati dalla Fed si sono fatti sentire con più forza, i licenziamenti si sono rapidamente estesi ai settori tradizionali. Terminata la stagione delle “grandi dimissioni” nel 2022, big del calibro di Amazon (-27.000), Meta (-21.000), Google (-12.000) e Microsoft (-10.000) hanno annunciato riduzioni di organico. Il fenomeno si è consolidato nell’anno corrente: secondo le stime elaborate da Layoffs.fyi, le società tecnologiche nel 2023 hanno ridotto la forza lavoro di 238 mila unità.

Negli altri settori, tra le operazioni più corpose troviamo quella che ha coinvolto la catena CVS, che taglierà 5.000 posizioni, Roku ha annunciato un piano che prevede 3.600 licenziamenti, la forza lavoro di Farmers Insurance scenderà di 2.400 unità mentre quella di T-Mobile di 5 mila. Il fenomeno coinvolge anche le grandi banche: dopo aver ridotto il personale di First Republic di mille unità, JPMorgan a marzo ha fatto sapere che taglierà 500 posizioni, la forza lavoro di Morgan Stanley scenderà di 3 mila unità e per quella di Wells Fargo è stata annunciata una sforbiciata di 525 unità. Per la prima volta in 13 anni, anche la Fed licenzierà: la banca guidata da Jerome Powell nel 2023 taglierà 300 posti di lavoro.

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