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Lock-up IPO: cos’è e come funziona

Lock-up IPO: cos'è e come funziona

Nelle operazioni di offerta pubblica iniziale, la società che si appresta a diventare pubblica può stabilire una clausola particolare che prende il nome di lock-up IPO. A seguito di ciò, la società emittente e alcuni azionisti hanno degli obblighi particolari. Vediamo in questa guida quali sono e cosa comportano per le azioni.

 

IPO: cos’è e come funziona

Prima di tutto però è importante definire cosa sia un’offerta pubblica iniziale o IPO. Si tratta di un processo attraverso cui una società decide di quotarsi in Borsa offrendo al pubblico le proprie azioni. L’offerta può avvenire in tre diversi modi:

  • con un’offerta pubblica di sottoscrizione o OPS, in cui la società emette nuove azioni oltre quelle esistenti sul mercato per l’ingresso di nuovi soci che si aggiungono a quelli in essere. Quindi si ha un vero e proprio aumento di capitale;
  • con un’offerta pubblica di vendita o OPV, dove l’emittente cede una parte delle proprie azioni possedute al mercato. In questo caso non si ha un aumento di capitale, ma solo un turnover di soci;
  • con un’offerta pubblica di vendita e sottoscrizione o OPVS, in cui la società in parte emette nuove azioni e in parte cede quelle esistenti. Si ha quindi un procedimento misto tra OPS e OPV.

Lock-up IPO: definizione e caratteristiche

Con il lock-up IPO, la società emittente non può emettere nuove azioni e alcuni azionisti devono astenersi dal vendere le azioni detenute per un certo periodo dopo la conclusione dell’offerta pubblica. Questa clausola è una forma di garanzia nei confronti dei sottoscrittori, in quanto nuove emissioni o cessioni potrebbero generare un eccesso di offerta rispetto alla domanda già da subito, determinando un calo del prezzo in Borsa nelle fasi iniziali.

Nel prospetto informativo deve essere riportato che la società sta utilizzando la clausola di lock-up, in modo da dare un segnale al mercato ben preciso circa l’eventuale andamento del prezzo delle azioni. Infatti, da un lato chi acquista le azioni sa che l’offerta sarà limitata per un certo periodo di tempo; dall’altro, l’acquirente si prepara allo scenario in cui il prezzo delle azioni subisce uno scossone al termine della finestra temporale di lock-up a seguito di un possibile disinvestimento di massa.

 

Lock-up IPO: tipologie

Esistono due tipologie di lock-up che l’ordinamento di Borsa italiana stabilisce in relazione alle offerte pubbliche iniziali:

  • lock-up obbligatorio, in cui per le società attive da meno di tre esercizi e che fanno domanda di quotazione in Borsa, gli azionisti che hanno acquisito le azioni nei 12 mesi antecedenti la data di presentazione della domanda stessa si impegnano a non vendere, offrire o costituire in pegno azioni per un periodo di 12 mesi e relativamente a un quantitativo almeno pari all’80% del pacchetto detenuto;
  • lock-up volontario, in cui sono gli stessi azionisti che si impegnano in via del tutto volontaria a non cedere sul mercato tutto o parte delle proprie azioni per un determinato periodo di tempo. Normalmente, i possessori di azioni stabiliscono di non vendere i loro titoli per un periodo che può variare dai 90 ai 180 giorni successivi all’emissione. Gli accordi vengono realizzati attraverso una scrittura privata tra le parti, non essendo stabilita dall’ordinamento alcuna specifica formalità.

AUTORE

Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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