Negli ultimi anni il mercato del lusso in Europa ha attraversato una fase di discontinuità, dopo la grande spinta post-pandemia. L’euforia iniziale ha lasciato il posto a una selezione più stringente: i consumatori sono diventati più attenti, i prezzi meno aggressivi e la domanda – specialmente dalla Cina – più volatile. Tuttavia, secondo alcuni osservatori, il 2026 potrebbe segnare una nuova fase, con una ripresa moderata delle vendite e utili in crescita. Sul mercato, intanto, si registrano movimenti significativi, in grado di cambiare gli equilibri, come quello messo a segno da Prada che oggi ha completato l’acquisizione di Versace. In questo articolo:
- Prada chiude il capitolo Versace con un’operazione da 1,3 miliardi di euro
- Lusso: JPMorgan Chase punta su questi titoli
Prada chiude il capitolo Versace con un’operazione da 1,3 miliardi di euro
Prada ha completato l’acquisizione di Versace per circa 1,3 miliardi di euro, una mossa che molti considerano storica per il lusso italiano. Il marchio fondato da Gianni Versace nel 1978 torna sotto controllo italiano dopo essere stato in mano a gruppi stranieri.
Secondo gli analisti, l’operazione rappresenta non solo un consolidamento di brand iconici, ma anche una diversificazione del portafoglio del gruppo: accanto a Prada e al marchio giovane Miu Miu, Versace aggiunge una forte identità e una notorietà internazionale che può dare nuova spinta nel segmento più alto e prestigioso del business.
Il ritorno di Versace in Italia può rappresentare un segnale per l’intero sistema moda del Paese: un progetto ambizioso, che punta a trasformare Prada in un player stile conglomerato del lusso, ossia più grande, vario e competitivo a livello globale. Gli analisti ritengono che nel breve termine, l’acquisizione potrà generare pressioni sui margini per via dei costi di integrazione e delle sinergie da implementare. Tuttavia, sul medio-lungo, offrire ricavi più diversificati, maggiore forza negoziale e una rinnovata spinta creativa e commerciale.
Lusso: JPMorgan Chase punta su questi titoli
Il 2026 si profila come un anno di reset e selezione per il lusso europeo, mentre la domanda globale si stabilizza, i consumatori diventano più consapevoli e attenti al valore e non solo al nome del brand.
In questo contesto, JPMorgan Chase ha elaborato una lista dei marchi che potrebbero emergere come vincitori in quanto combinano heritage, creatività, strategia retail mirata e controllo della supply‐chain. A tutto ciò si aggiunge un elemento chiave: la crescente disuguaglianza di performance all’interno del settore. Ecco una panoramica dei 10 titoli del lusso che la banca americana indica come preferiti per il 2026.
Richemont
Richemont è la prima scelta della banca americana. Il colosso svizzero è valutato “overweight”, con target price per le azioni di 200 franchi svizzeri. Ciò implica un rialzo circa del 15% rispetto alla chiusura della seduta del 1° dicembre 2025 alla Borsa di Zurigo. Cartier e Van Cleef & Arpels continuano a dimostrare un forte momentum del marchio nel monitoraggio della heatmap della banca.
Ferretti Group
Il gruppo nautico italiano è visto come un “self-help play”: anche se i margini restano sotto pressione, Ferretti potrebbe beneficiare di una domanda selettiva e di un’offerta di fascia alta, attirando una clientela ad alto reddito in un contesto di stabilizzazione del lusso. JPMorgan mantiene il rating “overweight” sulle azioni con un target price di 4,75 euro, che implica una potenzialità di rialzo di circa il 64% rispetto alla chiusura del 1° dicembre 2025 alla Borsa di Milano.
Prada
Con il supporto di Miu Miu e l’acquisizione di Versace, il gruppo ha una base più larga e diversificata. JPMorgan apprezza il potenziale upside – target price HK$ 73 (+58% rispetto ai valori attuali alla Borsa di Hong Kong) – anche tenendo conto della pressione sui margini dovuta al consolidamento.
Brunello Cucinelli
Secondo gli analisti, la casa italiana ha un forte appeal presso clienti con elevato patrimonio e dovrebbe continuare una crescita a doppia cifra, grazie a una catena produttiva e distributiva gestita con rigore. Brunello Cucinelli è confermato “overweight” con un target price di 130 euro ad azione e un potenziale rialzo del 41%.
Ermenegildo Zegna
Anche per Ermenegildo Zegna le aspettative sono positive. La banca prevede che le iniziative retail porteranno benefici nel 2026, e una pulizia del wholesale aiuterà a migliorare i margini. Potenziale upside moderato (+14% a 12 dollari a Wall Street), ma solido nella logica di portafoglio.
EssilorLuxottica
Oltre agli occhiali tradizionali, gli analisti puntano molto sulla tecnologia “wearable” in collaborazione con Meta Platforms. La partnership potrebbe contribuire per il 6% delle vendite nel 2026, e rappresentare una leva di crescita non convenzionale per un gruppo che unisce moda e tech. L’obiettivo di prezzo è di 345 euro, che comporta un incremento del 12% dai prezzi attuali a Piazza Affari.
Pandora
Il produttore di gioielleria mantiene una valutazione cauta (rating “neutral”), con potenziale di upside discreto indicato attorno al 17% a 900 corone danesi alla Borsa di Copenaghen. Le stime non prevedono grandi sorprese, ma per alcuni investitori potrebbero rappresentare un impiego di capitale relativamente stabile e a basso rischio.
Hermès
Hermès è uno dei marchi più iconici e richiesti al mondo. JPMorgan assegna un target price di 2.400 euro e un potenziale di crescita del 12% alla Borsa di Parigi. Il livello di prezzo e le aspettative già incorporate nei modelli riducono il margine di rialzo, ma la casa rimane un porto sicuro per chi cerca qualità e stabilità.
Moncler
Specializzato in outerwear e con l’etichetta street-premium di Stone Island, Moncler è visto come “overweight” da JPMorgan, con target price a 70 euro (potenziale +20%) alla Borsa italiana. La crescita è attesa grazie all’espansione in Usa, a una miglior domanda in Cina e alla ripresa della spesa dei viaggiatori.
Hugo Boss
Hugo Boss rappresenta il fanalino di coda nelle preferenze di JPMorgan, che ha abbassato le stime per l’anno fiscale 2026. Ora la Big Bank americana prevede un calo delle vendite dell’1% e dell’Ebit del 3% rispetto alle previsioni precedenti. In ragione di ciò, mantiene un rating “neutral” sulle azioni con un obiettivo di prezzo di 40 euro (spazio di rialzo dai prezzi attuali del 4%).









