Il lusso europeo nel 2026: prospettive di crescita e performance in Borsa

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Il settore del lusso europeo continua a essere uno dei pilastri delle Borse del Vecchio continente, con marchi come Lvmh, Hermès, Kering e Richemont che dominano non solo il mercato dei beni di alta gamma ma anche l’attenzione degli investitori globali. In un contesto macroeconomico in evoluzione, questo comparto riflette tanto la resilienza del consumo premium quanto le sfide di un ciclo economico in cerca di un nuovo orientamento.

 

In questo articolo:

 

  • La storica importanza del lusso per le Borse europee
  • Lusso: l’andamento in Borsa nel 2026 rispetto agli anni precedenti
  • Trimestrali in corso e in arrivo: cosa dicono i numeri
  • Come investire con i certificati

 

La storica importanza del lusso per le Borse europee

Fin dai primi decenni del XXI secolo, il settore dei beni di lusso ha giocato un ruolo strategico negli indici azionari europei. Brand come Lvmh a Parigi o Hermès a Parigi e Zurigo sono saliti alla ribalta non solo per la loro capacità di generare margini elevati ma anche per la loro influenza sulla performance complessiva dei principali listini. Il comparto dei beni personali e di consumo durevole ha spesso agito da ancora difensiva durante i periodi di volatilità macro, grazie alla forza dei marchi e alla fedeltà dei clienti ad alto reddito. Storicamente, durante le crisi globali come la pandemia, questi titoli si sono ripresi più rapidamente rispetto ad altri settori industriali, aiutando indici come il Cac 40 francese e il Dax tedesco a limitare le perdite complessive. L’importanza del lusso è sancita dal peso che questi gruppi hanno sugli indici principali, influenzando la direzione dei mercati europei su sentiment globale e flussi di investimento internazionale.

 

L’andamento in Borsa nel 2026 rispetto agli anni precedenti

Nei primi mesi del 2026, il settore lusso ha mostrato segni di vivacità dopo un triennio complesso. Una fase di stagnazione e contrazione nel 2024–2025, dovuta alla debolezza della domanda in alcune aree chiave (in particolare in Cina) e a un contesto macro più incerto, è seguita da prospettive positive di crescita organica nel 2026, con gli analisti che stimano una crescita delle vendite dell’ordine del 5–6% per il settore nel suo complesso. Secondo Barclays, la crescita organica attesa quest’anno sarà più robusta rispetto alla performance piatta attesa per il 2025, anche se il broker mantiene una visione neutrale complessiva con rating divergenti sui singoli nomi. Richemont e Moncler sono visti con rating “overweight”, mentre altri gruppi come Kering e Swatch rimangono “underweight” in funzione delle dinamiche di mercato e delle aspettative di utili.

Questa proiezione evidenzia un ritorno alla crescita dopo anni in cui il settore ha sofferto, soprattutto a causa della discesa della domanda cinese e di una competizione più intensa in segmenti entry-level. Tuttavia, molti titoli del lusso europeo restano scambiati a multipli superiori alle medie storiche, suggerendo che parte del recupero sia già riflesso nei prezzi delle azioni, ma con le revisioni degli utili che devono ancora consolidarsi.

 

Trimestrali in corso e in arrivo: cosa dicono i numeri

La stagione delle trimestrali relativamente al lusso europeo ha portato con sé indicazioni contrastanti finora. Per esempio, Lvmh ha riportato risultati trimestrali deludenti con un decremento delle vendite organiche nella divisione fashion & leather goods peggiore delle aspettative, provocando una reazione negativa dei mercati. Questa lettura indica che la ripresa non è omogenea tra i grandi gruppi e riflette i timori che il settore stenti ancora a uscire completamente da un ciclo di rallentamento.

Al contrario, alcuni marchi più specializzati o con esposizione geografica diversa hanno evidenziato performance più resilienti: dati disponibili sui conti evidenziano che Brunello Cucinelli ha riportato una crescita delle vendite nel quarto trimestre con incrementi a due cifre in molte aree geografiche, in particolare negli Stati Uniti e in Asia, suggerendo che il segmento di ultra-lusso può essere più immune alle oscillazioni del ciclo.

In generale, la comunità finanziaria guarda con attenzione ai prossimi report trimestrali di altri grandi gruppi europei, con l’idea che i dati su vendite e utili di questi mesi costituiranno un punto di svolta per confermare se 2026 sarà davvero l’anno della tanto attesa ripresa strutturale del settore. I report che integrano segnali su stabilizzazione della domanda in Cina o nuove strategie di mercato nei principali mercati occidentali saranno fondamentali per dare più visibilità sulle prospettive di crescita e utili per i titoli del lusso.

 

Come investire con i certificati

Per investire nel lusso, Vontobel mette a disposizione un certificato Multi Cash Collect con Barriera quotato al Sedex e identificato dal codice Isin DE000VK2MGQ4. Lo strumento segue le performance azionarie del gruppo di abbigliamento britannico Burberry, del colosso italiano delle auto Ferrari, dei giganti francesi della moda Hermes e Lvmh e del leader svizzero degli orologi The Swatch Group. Il certificato prevede il pagamento di una cedola mensile di 1,20 euro su un valore nominale di 100 euro. Il rendimento annuo così risulta del 14,40%. Tutto ciò segue il meccanismo del worst-of, ossia pone la condizione che nessuna delle azioni del paniere scenda mai sotto la barriera fissata al 60% del livello Autocall. Se alla data autocall tutte le azioni sono sopra lo strike price, il certificato si chiude anticipatamente rimborsando il nominale più l’ultima cedola. Alla scadenza finale (7/5/2027), se anche una sola azione tocca la barriera, il rimborso finale segue l’andamento del titolo peggiore, con conseguente perdita del capitale investito. Se tutti i titoli che compongono il paniere quotano a un valore superiore o pari alla barriera, il certificato restituisce il valore nominale e il premio relativo all’ultimo mese. (inserzione sponsorizzata). Se vi interessano altre idee operative, visitate il monitor certificati di Tuttocertificati.it (appartenente alla stessa società che controlla la testata Borsa&Finanza).

 

 

 

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Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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