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Macy’s: deludono le vendite nel primo trimestre. Azione verso nuovi minimi?

Macy's: deludono le vendite nel primo trimestre. Azione verso nuovi minimi?

A Wall Street nella seduta odierna dovrebbero proseguire le vendite sul titolo Macy’s, che poco fa ha comunicato i dati riguardanti il periodo gennaio-marzo 2023. Nello specifico la catena di grande distribuzione statunitense ha registrato nel primo trimestre vendite in calo del 7% rispetto allo stesso periodo di 12 mesi fa a 4,98 miliardi di dollari, sotto le attese degli analisti a 5,04 miliardi di dollari. Su questi numeri ha impattato l’alta inflazione che ha spinto i consumatori a limitare le spese. Buoni segnali sono invece arrivati dal margine lordo che è cresciuto dal precedente 39,6% all’attuale 40%.

Nel dettaglio le vendite comparabili hanno evidenziato un calo del 7,9% su base proprietaria e del 7,2% su base se si aggiungono le vendite su licenza. Per quanto riguarda invece l’utile netto, è passato dai 286 milioni di dollari agli attuali 155 milioni di dollari, con profitti per azione in discesa dai precedenti 0,98 dollari a 0,56 dollari. Nello specifico, le vendite più deboli hanno interessato lo store Bloomingdale’s e la catena di prodotti di bellezza Bluemercury.

In scia a questi numeri l’azienda ha rivisto al ribasso l’outlook per quanto riguarda l’anno in corso. Ora Macy’s si attende vendite comprese tra i 22,8-23,2 miliardi di dollari rispetto ai precedenti 23,7-24,2 miliardi di dollari. In discesa è previsto anche l’utile per azione, nel range 2,70-3,20 dollari, rispetto alle precedente guidance (3,67-4,11 dollari per azione).

 

Azioni Macy’s: analisi tecnica e strategie operative

Andiamo ora a vedere cosa ci suggerisce l’analisi tecnica sull’azione per le prossime giornate. Dopo aver chiuso nella seduta di ieri su nuovi minimi di periodo, anche la giornata odierna non dovrebbe discostarsi da quella precedente, con i prezzi impegnati nel test dei 13 dollari. Dal punto di vista operativo una discesa sotto questi supporti farebbe proseguire la fase correttiva innescatasi a inizio 2023 verso i supporti situati sulla soglia dei 25 dollari, e avrebbe un obiettivo successivo sui 12 dollari e poi 11,45 dollari. Dal punto di vista operativo la violazione di quest’ultimi livelli spingerebbe velocemente il titolo sui minimi di dicembre 2020 situati sulla soglia dei 10 dollari.

Al contrario un primo segnale di positività si avrebbe con il ritorno dei corsi sopra la soglia dei 15 dollari, con primi target sui massimi delle ultime ottave situati sui 15,85-15,90 dove troviamo l’indicatore giornaliero Supertrend. L’eventuale superamento di queste aree resistenziali, accompagnato da buoni volumi, dovrebbe far proseguire il rimbalzo verso i 16,50 dollari e a seguire l’area dei 18 dollari. Nel caso in cui anche questi livelli dovessero essere lasciati alle spalle, si avrebbe un miglioramento del quadro grafico che aprirebbe le porte per ulteriori allunghi fin verso la media mobile di lungo periodo situata sui 19,30-19,35 dollari.

AUTORE

Pietro Origlia

Pietro Origlia

Pietro Origlia, trader indipendente, ha iniziato ad interessarsi dei mercati finanziari all'inizio del 2000, facendone poi una professione tra il 2005-2006. Specializzato nel trading multiday (azioni, valute e materie prime) opera essenzialmente sul mercato italiano. Ha partecipato a vari eventi e manifestazioni in qualità di relatore. Dal 2017 è anche Giornalista Pubblicista. Da gennaio 2022 è entrato a far parte della redazione di Borsa&Finanza.

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