Maire vola nel 2025: record di utili e NextChem valutata 4 miliardi

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Il 2025 si chiude per Maire come un anno storico. Non solo per i numeri, ma perché conferma la trasformazione della società da contractor di impianti a piattaforma tecnologica integrata, in grado di coniugare ingegneria, innovazione e sostenibilità. I risultati conseguiti, con ricavi, utili e margini in crescita robusta, segnano una nuova fase per il gruppo, in cui l’integrazione tra competenze ingegneristiche tradizionali e tecnologie proprietarie diventa sempre più la chiave del valore competitivo.

 

In questo articolo:

 

  • Maire, i numeri del bilancio 2025
  • Guidance 2026 e piano al 2035
  • NextChem: tecnologia in primo piano (valutazione prospettica)
  • Maire, backlog solido e reazione del titolo in Borsa
  • Guerra e rischio geopolitico: un contesto da monitorare

 

Maire, i numeri del bilancio 2025 

Come riferito dalla società durante il Capital Markets Day, il 2025 si è chiuso con ricavi consolidati pari a 7,1 miliardi di euro, in crescita del 20,3% rispetto al 2024, mentre l’ebitda ha raggiunto 500,1 milioni (+29,4%) con un margine del 7,0%, in espansione rispetto al 6,5% dell’anno precedente. Anche il risultato netto ha toccato quota 284,5 milioni (+33,9%), il più alto della storia del gruppo, con un miglioramento del margine netto al 4,0% dei ricavi. “Il 2025 è stato un anno di ulteriore crescita per Maire. Abbiamo raggiunto risultati record, superando le nostre guidance in termini di ricavi ed ebitda, e confermando la solidità e resilienza del nostro modello industriale. Questo è ancor più vero oggi, alla luce del contesto energetico e geopolitico sempre più complesso, in particolare in Medio Oriente dove, con priorità la sicurezza delle nostre persone, non si registrano impatti significativi sulle nostre attività”, ha dichiarato Alessandro Bernini, ceo del gruppo. 

Il consiglio di amministrazione ha proposto inoltre di distribuire agli azionisti un dividendo di 0,585 euro per azione, pari complessivamente a circa 187,6 milioni di euro e corrispondente a un pay‑out del 66% sull’utile consolidato. Questa misura non è solo un semplice dato finanziario: rappresenta l’intento di condividere con gli azionisti i benefici della crescita e al tempo stesso di confermare solidità patrimoniale e generazione di cassa stabile.

 

Guidance 2026 e piano al 2035

Guardando al 2026, i vertici di Maire hanno indicato una guidance prudente ma in linea con la continuità di crescita: ricavi compresi tra 7,5 e 7,7 miliardi di euro, un Ebitda tra 545 e 575 milioni con margini tra il 7,3% e il 7,5%, e investimenti stimati tra 250 e 300 milioni di euro, comprensivi del prezzo di acquisizione di Ballestra e potenziali altre operazioni di M&A bolt‑on (si verificano quando una società grande acquisisce aziende più piccole operanti nello stesso settore).

Peraltro, Maire anche ha aggiornato il suo piano strategico estendendolo al 2035, con target significativi. La visione è quella di ricavi consolidati oltre i 13 miliardi di euro entro il 2035, con ebitda margin atteso tra 10% e 11%, quasi raddoppiando i livelli di fine 2025. Gli investimenti cumulati nel decennio sono stimati tra 1,2 e 1,4 miliardi di euro, destinati in gran parte all’espansione del portafoglio tecnologico e a operazioni di crescita esterna nelle aree chiave. Nel nuovo piano, Maire punta anche a una significativa espansione del peso di NextChem nel mix di redditività: si stima che la divisione potrà rappresentare fino al 45% dell’ebitda di gruppo entro il 2035, consolidando il suo ruolo di traino del modello industriale. Il nostro piano decennale punta a quasi raddoppiare i ricavi di gruppo entro il 2035 e a raggiungere un margine ebitda fino all’11%, mantenendo una solida struttura finanziaria e un dividend pay-out ratio del 66%. È un percorso ambizioso, ma fondato su competenze distintive, eccellenza operativa e una chiara capacità di tradurre la complessità del mercato in soluzioni industriali concrete e scalabili”, ha aggiunto Bernini.

 

NextChem: tecnologia in primo piano (valutazione prospettica)

Accanto ai risultati industriali, uno degli aspetti più rilevanti emersi nel dialogo con il management riguarda la valutazione prospettica di NextChem, la controllata dedicata alle tecnologie sostenibili che già nel 2025 ha portato ricavi per circa 495 milioni e un ebitda di 122,2 milioni (margine 24,7%), con stime per il 2026 di 670-700 milioni in termini di ricavi e 150-165 milioni di ebitda.

Secondo i vertici, NextChem potrebbe avere una valutazione di mercato potenziale intorno ai 4 miliardi di euro, riflettendo il valore delle tecnologie proprietarie nella chimica sostenibile e nella decarbonizzazione dei grandi impianti industriali. Le opzioni sul tavolo includono l’ingresso di partner industriali o finanziari, e – sebbene l’ipo non sia esclusa – Bernini ha chiarito che non si tratta di una scelta obbligata: “Siamo aperti anche a rinunciare all’ipo se emergeranno alternative migliori, perché la priorità resta quella di sostenere la crescita di NextChem e massimizzarne il valore nel lungo periodo”. 

Intanto, come dichiarato dalla stessa società, NextChem si è aggiudicato un contratto da 485 milioni di euro in Africa occidentale, per lo sviluppo di tre complessi industriali basati su tecnologie proprie per idrogeno, ammoniaca, urea e metanolo. Questi progetti, che includono licensing, design process package (PDP) e fornitura di apparecchiature critiche, rappresentano un passo ulteriore nella penetrazione internazionale delle tecnologie sviluppate dall’azienda e segnano una significativa crescita nella pipeline dei progetti a maggiore valore aggiunto.

 

Maire, Backlog e reazione del titolo in Borsa

Sul lato della sicurezza operativa e delle prospettive future, il gruppo ha chiuso il 2025 con un backlog di circa 12,7 miliardi di euro, rafforzato ulteriormente da nuovi ordini per circa 4,7 miliardi nei primi due mesi del 2026. Questo backlog garantisce visibilità di medio‑lunga durata sui flussi di ricavi e conferma un buon livello di pipeline commerciale anche in mercati geograficamente diversificati.

La reazione del mercato non si è fatta attendere. Nel giorno della diffusione dei risultati, il titolo Maire ha chiuso a 14 euro, segnando un progresso di circa il 6,79%, mostrando un forte interesse degli investitori verso i conti migliori delle attese, la guidance positiva e l’aggiornamento strategico al 2035. Il livello massimo intraday ha superato i 14,10 euro, mentre la seduta ha evidenziato una dinamica positiva rispetto alla volatilità media delle Mid Cap italiane. Oggi, al momento della scrittura, è ancora in rialzo anche se marginale (+0,21%).

 

Guerra e rischio geopolitico: un contesto da monitorare

Se i numeri indicano una traiettoria di crescita, il contesto globale rimane caratterizzato da tensioni geopolitiche e incertezze. Le aree di conflitto, in particolare quelle legate alle risorse energetiche o ai nodi logistici critici, continuano a influenzare le dinamiche dei costi delle materie prime, dei tempi di consegna e della pianificazione strategica degli investimenti. In questo contesto, la società ha comunicato che “tutto il personale, inclusa la forza lavoro dei subappaltatori, opera in condizioni di sicurezza e i progetti nell’area del Golfo proseguono in accordo con le direttive ricevute dai clienti”. Maire ha inoltre “attivato tempestivamente i propri protocolli di sicurezza e mantenendo un costante contatto con le autorità locali”. 

Immagine di Massimiliano Carrà

Massimiliano Carrà

Classe 1994 e laureato in scienze della comunicazione a Palermo (sua città natale), si è specializzato a Milano sostenendo un Master in Radio e New Media Management & Content al Sole 24 Ore. Iscritto dal 2020 all'Ordine dei Giornalisti pubblicisti, dopo le esperienze in Radio 24, Class Editori, Money.it, Forbes Italia e Il Giornale è entrato nel 2025 in Borsa&Finanza, dove si occupa di approfondimenti macro-economici, startup, interviste e imprenditoria. Ama lo sport, la letteratura, il cinema e il mare. Gli piace visitare posti nuovi e scoprire nuove culture.

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