Smentendo un precedente accordo con Microsoft, l’azienda singaporiana Monica, che ha sviluppato l’agente di intelligenza artificiale Manus, ha annunciato di aver formalizzato un’intesa con Meta per portare il suo AI agent general purpose nell’ecosistema di Mark Zuckerberg. Nel post con cui presenta l’operazione, la startup asiatica precisa che alla chiusura dell’acquisizione non avrà più alcuna partecipazione cinese né attività operative in Cina. Nata tra Pechino e Wuhan, oggi la società ha sede a Singapore per le sue attività internazionali.
Fin dal suo lancio, avvenuto grazie a un’intuizione dei co-fondatori Xiao Hong (già dietro Nightingale Technology), Yichao “Peak” Ji e Zhang Tao all’interno del gruppo Butterfly Effect con finanziatori iniziali come Tencent Holdings, ZhenFund e Hsg, Manus si è concentrata sulla creazione di un agente di intelligenza artificiale generico, “progettato per aiutare gli utenti ad affrontare attività di ricerca, automazione e operazioni complesse”. Peraltro, va ricordato, che tra queste spiccano soprattutto la creazione di siti completi, la programmazione e il supporto al coding, le analisi di mercato e il trattamento dei dati.
In questo articolo:
- Meta punta su Manus e il suo AI agent
- Perché Meta vede valore in Manus
- Il 2026 sarà l’anno degli agenti di intelligenza artificiale
Meta punta su Manus e il suo AI agent
Esploso sul mercato a marzo e diventato virale sui social network cinesi a giugno, il primo AI agent “generalista” ha elaborato in pochi mesi più di 147.000 miliardi di token e generato oltre 80 milioni di computer virtuali per eseguire attività complesse, secondo i dati diffusi da Meta nella nota che presenta l’acquisizione. Pur essendo un’azienda relativamente giovane, grazie a questi numeri record da iperscalabilità Manus ha raggiunto un fatturato ricorrente annuo superiore ai 100 milioni di dollari.
Meta non ha comunicato i termini economici dell’accordo con Monica, ma secondo il Wall Street Journal il valore dell’operazione sarebbe compreso tra i 2 e i 3 miliardi di dollari. Il colosso di Menlo Park spiega che Manus continuerà ad essere operativo anche come offerta separata e che verrà integrato progressivamente nei suoi prodotti consumer e aziendali, da Facebook, Instagram e WhatsApp a Meta AI. Al momento l’agente di intelligenza artificiale è utilizzato quotidianamente da milioni di utenti e imprese in tutto il mondo: Meta prevede di estendere il servizio a molte altre aziende nell’immediato futuro.
Il 2026 sarà un anno cruciale per la monetizzazione dei prodotti di IA proattiva e l’acquisizione di Manus rappresenta uno spartiacque nella corsa globale all’intelligenza artificiale. Il mercato si sta allontanando dal puro sviluppo di modelli linguistici di grandi dimensioni e dai chatbot tradizionali e si avvicina a grandi passi ad agenti autonomi e multi-step in grado di eseguire lavori reali con un input umano minimo.
Per Meta l’AI agent made in Singapore è un prodotto che sta effettivamente generando profitti, utile per lanciare una gamma di dipendenti digitali disponibili su abbonamento e di agenti verticalmente specifici, con una strategia di prezzo basata sull’utilizzo e sulle prestazioni. Mentre molte Big tech si concentrano sul training di modelli più ampi, Meta integrerà direttamente nel suo ecosistema un prodotto che automatizza il flusso di lavoro su larga scala, differenziando la sua proposta di valore da concorrenti come OpenAI, Amazon, Microsoft e Google.
Perché Meta vede valore in Manus
Secondo Meta, Monica ha sviluppato uno degli agenti di intelligenza artificiale autonomi e multiuso più avanzati attualmente disponibili. Il gigante guidato da Mark Zuckerberg vede nell’acquisizione un valore sia immediato che a lungo termine: nel breve, Manus potenzierà Meta AI migliorando l’esecuzione delle attività, l’automazione del flusso di lavoro e il ragionamento del chatbot; in prospettiva, l’agente AI sarà centrale per lo sviluppo di un’intelligenza artificiale aziendale e per l’automazione d’impresa e commerciale.
“Siamo entusiasti di annunciare che Manus si unisce a Meta per offrire un agente leader a miliardi di persone e sbloccare opportunità per le aziende attraverso i nostri prodotti”, scrive Meta nel suo post. L’acquisizione si inserisce nell’ambito del suo impegno più ampio verso quella che ha descritto come una superintelligenza artificiale: una strategia che combina acquisizione di talenti, investimenti in infrastrutture e assorbimento costante di piattaforme specializzate per rafforzare la propria posizione competitiva di lungo periodo.
“Crediamo nel potenziale degli agenti autonomi e questo sviluppo rafforza il ruolo di Manus come livello di esecuzione, trasformando le funzionalità avanzate dell’intelligenza artificiale in sistemi scalabili e affidabili in grado di svolgere attività end-to-end in contesti reali”, aggiunge Manus. “Unirci a Meta ci consente di costruire su una base più solida e sostenibile senza cambiare il funzionamento di Manus o il modo in cui vengono prese le decisioni. Siamo entusiasti di ciò che il futuro ci riserva dalla collaborazione tra Meta e Manus e continueremo a sviluppare il prodotto e a servire gli utenti che hanno caratterizzato Manus fin dall’inizio”, conclude l’amministratore delegato Xiao Hong.
Il 2026 sarà l’anno degli agenti di intelligenza artificiale
Il mercato dell’intelligenza artificiale occuperà il 29% delle tecnologie innovative globali, stando al 2025 Technology and Innovation Report dell’Unctad, la Conferenza delle Nazioni Unite sul commercio e lo sviluppo. Gli occhi sono puntati in particolare sugli AI agents: per Hevolus il mercato dell’agentic AI raggiungerà i 200 miliardi di dollari entro il 2034, mentre una ricerca di DeepL rivela che il 69% dei leader aziendali sceglierà gli agenti autonomi per ottimizzare il trading.
La nuova frontiera dell’intelligenza artificiale è ormai quella degli agenti autonomi multiuso, capaci di pianificare ed eseguire compiti complessi con pochi input in modo indipendente. Proprio in questa direzione va l’interesse del mercato: in un sondaggio commissionato dal sito specializzato Techedge AI, sette organizzazioni su dieci a livello globale prevedono di integrare agenti AI come impiegati digitali entro la fine del 2026.
Un’analisi del portale Cfo.com di Informa TechTarget mostra come l’adozione degli agenti di intelligenza artificiale sia in forte crescita in tutto il mondo: nel corso del 2025 ha fatto segnare +64% nella regione Asia-Pacifico, +59% in Medio Oriente e Africa, +56% in America Latina, +47% in Europa e +46% in Nord America. I principali settori in cui gli agenti specializzati stanno operando sono il marketing, l’assistenza tecnica, il servizio clienti, la progettazione e la gestione delle risorse umane. Uno studio pubblicato dalla piattaforma Market.us stima che il giro d’affari dell’agentic AI raggiungerà i 196,6 miliardi di dollari entro il 2034 contro i 5,2 attuali: la crescita annuale sarebbe del 43,8% e quella complessiva del 3.680% in un solo decennio.









