Mario Draghi: ecco lo stipendio nelle sue varie cariche - Borsa e Finanza

Mario Draghi: ecco lo stipendio nelle sue varie cariche

Lo stipendio di Mario Draghi, nelle sue varie cariche

Qual è lo stipendio di Mario Draghi? Il 13 febbraio 2021 Mario Draghi è diventato Presidente del Consiglio dei Ministri della Repubblica Italiana, un incarico accettato dal Presidente Sergio Mattarella per dare vita ad un governo misto formato da tecnici indipendenti e dagli esponenti di quasi tutto l’arco parlamentare eletti alle politiche del 4 marzo 2018. Ma quanto guadagna? Quanto ha guadagnato nella sua carriera nelle diverse posizioni che ha ricoperto? Qual è il suo patrimonio?

Draghi non è un politico. È arrivato a Palazzo Chigi dopo un lungo percorso da economista, docente, banchiere e dirigente pubblico. Dopo gli studi alla Sapienza di Roma con il mentore Federico Caffè, il PhD al Massachusetts Institute of Technology e la brillante carriera accademica, Draghi diventa direttore generale del Tesoro italiano dal 1991 al 2001. In quel periodo è protagonista della stagione delle privatizzazioni dell’apparato industriale e bancario pubblico e sovrintende all’emissione dei famigerati derivati di Stato. Passato a Goldman Sachs nel 2002, nel 2005 riceve la nomina di Governatore della Banca d’Italia, ruolo che ricopre fino al 2011 quando assume la carica di Presidente della Banca Centrale Europea. Proprio a capo della BCE, durante la crisi del debito sovrano, si contraddistingue per l’applicazione del Fiscal Compact (una versione ancora più rigorosa del Patto di stabilità e crescita istituito dal trattato di Maastricht) e del programma OMT (Outright Monetary Transactions) per preservare l’euro.

Una delle prime decisioni di Draghi da premier è stata quella di rinunciare al compenso per la carica di Presidente del Consiglio. Ma perché ha fatto questa scelta e qual è il patrimonio accumulato dall’uomo del “Whatever it takes”?

 

Gli stipendi di Mario Draghi nel tempo

La carriera accademica di Draghi comincia con le cattedre di Politica economica e finanziaria all’Università di Trento e di Macroeconomia all’Università di Padova. Poi è professore incaricato di Economia matematica all’Università Ca’ Foscari di Venezia e per dieci anni, dal 1981 al 1991, è professore ordinario di Economia e politica monetaria presso la Facoltà di Scienze Politiche Cesare Alfieri dell’Università di Firenze. Oggi uno stipendio da Professore Ordinario è tra i 3.300 e i 4.000 euro al mese. Dal 1984 al 1990 l’economista ricopre pure la carica di Direttore esecutivo presso il Consiglio di amministrazione della Banca Mondiale. Mediamente il salario di un Executive Director della World Bank è tra i 190.000 e i 280.000 dollari all’anno.

Nel decennio 1991-2001 non c’è ancora l’amministrazione trasparente con la pubblicazione online delle retribuzioni dei dirigenti del Ministero dell’Economia e delle Finanze. Il principio della trasparenza arriva nel 2013. Al MEF il direttore generale del Tesoro è uno di quelli che guadagnano di più: lo stipendio è di 518.978 euro annui. La base è di 51.399 euro, la “posizione parte fissa” è pari a 33.633 euro e quella “parte variabile” a 347.517, ai quali si aggiungono 83.000 euro di retribuzione da risultato e 3.499 euro alla voce “altro”. In sostanza, il direttore generale del Tesoro guadagna più del ragioniere generale dello Stato, dei capi dipartimento e dei dirigenti della Ragioneria.

Nello stesso periodo dell’incarico da direttore generale del Tesoro, Draghi è inoltre Presidente dello European Economic and Financial Committee, un ruolo che vale 27.436,90 euro al mese. Dal 2002 al 2005 è invece Vice Presidente e Managing Director di Goldman Sachs International e per l’ultimo anno ne diventa pure membro del Comitato esecutivo. Uno dei più grandi gruppi bancari di investimento e titoli al mondo offre ai suoi MDs globali salari che oscillano tra i 400.000 e i 500.000 euro annui, a seconda dell’esperienza e del PNL potenziale del Paese di riferimento.

Dal 29 dicembre 2005 al 31 ottobre 2011 Draghi ricopre la carica di Governatore della Banca d’Italia. Dopo la nomina, vende le sue azioni Goldman Sachs e ne affida il ricavato a un blind trust. La decurtazione del 10% dei compensi lordi percepiti dai cinque membri del Direttorio della Banca Centrale Italiana avviene soltanto nel 2010 in ossequio alle norme di contenimento della spesa pubblica. Fino al 2011 il Governatore guadagna 495.000 euro all’anno.

 

Lo stipendio di Draghi alla BCE

Nell’aprile del 2006 Draghi viene eletto Presidente del Financial Stability Forum, diventato Financial Stability Board dalla primavera del 2009. Cinque anni dopo, il 1° novembre 2011, l’economista diventa Presidente della Banca Centrale Europea. Occupa questa carica fino al 31 ottobre 2019, sommandola a quella di Governatore onorario della Banca d’Italia da febbraio 2012. Alla BCE lo stipendio base di Draghi è di 385.860 euro all’anno dal 2009 al 2015, poi cresce dell’1% nel 2016 arrivando a 389.760 euro annui. Nel 2017 il salario del Presidente della BCE aumenta ancora: 396.900 euro all’anno, diventati 401.400 euro annui nel 2018. Nel 2019, fino al 31 ottobre con la fine del suo mandato e il passaggio di consegne a Christine Lagarde, arrivata direttamente dal Fondo Monetario Internazionale, Draghi vanta uno stipendio di 339.950 euro, pari a 33.995 euro al mese per dieci mensilità.

Gli stupendi del board della BCE nel 2016 e 2017
Gli stupendi del board della BCE nel 2016 e 2017

Perché Mario Draghi ha rinunciato allo stipendio da premier?

Mario Draghi non percepisce alcun compenso per il lavoro che svolge in qualità di Presidente del Consiglio. Nella sezione del sito del Governo dedicata all’Amministrazione Trasparente, alla voce “Compensi connessi all’assunzione della carica”, appare la dichiarazione pubblica in cui Draghi afferma di “non percepire alcun compenso di qualsiasi natura connesso all’assunzione della carica” di Presidente del Consiglio dei Ministri.

“È un segnale positivo e di disponibilità la rinuncia di Draghi allo stipendio”, fa sapere in merito il vicepresidente di Forza Italia Antonio Tajani. “Penso che la politica, prima delle buone azioni, debba dare il buon esempio e questo è un buon esempio, di cui il sottoscritto e tutti gli italiani devono ringraziare questo Presidente del Consiglio. Non era tutto scontato e tutto dovuto”, commenta il senatore del Movimento 5 Stelle Danilo Toninelli.

Dal 5 maggio 2021 il premier rinuncia quindi e rinuncerà a ogni emolumento e ricoprire il suo incarico a titolo gratuito. Pubblicamente Draghi vuole dare un esempio scegliendo la frugalità per non gravare sulle casse dello Stato con costi ulteriori. Dai dati pubblicati online sempre dal governo sull’Amministrazione Trasparente relativamente a redditi e patrimoni dei componenti dell’esecutivo, si comprendono in maniera più approfondita i motivi dietro questa decisione.

 

Quanto guadagna adesso Mario Draghi? Il suo patrimonio

L’ultima dichiarazione dei redditi di Draghi è quella del 2021 in merito al periodo d’imposta 2020. In quell’anno Draghi dichiara un reddito complessivo di 527.319 euro: il suo reddito imponibile è di 525.514 euro, l’imposta lorda è pari a 219.141 euro. Nella dichiarazione dei redditi 2020, relativa quindi al periodo d’imposta 2019, il suo reddito complessivo risulta più alto, pari a 583.470 euro, con redditi imponibili per 581.665 euro. I familiari non hanno dato il consenso alla pubblicazione dei loro dati reddituali.

Nel corso del 2019, ultimo anno da capo dell’Eurotower, Draghi percepisce 498.000 euro di redditi da lavoro dipendente e assimilati e 82.189 euro di compensi da lavoro autonomo per attività “non esercitate abitualmente”. Il suo patrimonio conta dieci immobili, di cui alcuni in comproprietà e uno in comunione dei beni, e sei terreni e fabbricati.

Oltre a un appartamento a Roma in una palazzina novecentesca in viale Buozzi tra i Parioli e il rione Prati, il banchiere possiede altre nove proprietà, tra cui una tenuta da 24 vani con vigneto a Moiano, comune di Città della Pieve in provincia di Perugia; una villa al mare a Lavinio sul litorale romano; un terzo di villa da 13 stanze con terreni per 8.500 metri quadrati a Stra in provincia di Venezia; due immobili a Londra: un appartamento e una seconda proprietà di pregio nel distretto residenziale di Knightsbridge dal valore superiore ai 2 milioni di euro. In questa casa, che non appare nella dichiarazione dei redditi perché trasferita alla SFG International LLC della moglie, risiederebbe il figlio Giacomo, passato da trader per Morgan Stanely a manager per LMR Partners.

Il patrimonio immobiliare di Draghi ammonterebbe ad almeno 15 milioni di euro, anche se è difficile quantificare il valore storico ed artistico delle ville venete della famiglia. Figlio di Carlo, banchiere ai piani alti di Bankitalia, IRI e Banca Nazionale del Lavoro, Draghi è infatti sposato con Maria Serenella Cappello, esperta di letteratura inglese discendente di un’antica famiglia nobile padovana: Bianca Cappello fu sposa del Granduca di Toscana Francesco de’ Medici.

Dall’ultima dichiarazione dei redditi del capo del governo emerge inoltre una partecipazione di 10.000 euro nella società semplice Serena, un’immobiliare di Città della Pieve costituita nel 2007 con la moglie e i figli Giacomo e Federica per farvi confluire le proprietà di famiglia. Infine, stando a quanto rivela Il Fatto Quotidiano, Draghi è andato in pensione nel 2006 all’età di 59 anni con quota 99, sommando 40 anni di lavoro e il riscatto della laurea ottenuta nel 1970. Il suo assegno pensionistico liquidato dall’Inpdap, l’ente previdenziale dei funzionari pubblici ora passato sotto l’INPS, ammonta a 14.843,56 euro lordi, ovvero 8.614,68 euro netti al mese.

Il compenso del Presidente del Consiglio

Draghi ha rinunciato al compenso da Presidente del Consiglio, ma la legge italiana prevede un’indennità per il capo del Governo pari a 114.000 euro lordi all’anno, 80.000 euro netti. Lo stipendio mensile di un premier è quindi di 6.700 euro. Giuseppe Conte, il precedente Presidente, non aveva rinunciato al suo compenso come Draghi ma lo aveva decurtato del 20% portandolo a 91.800 euro lordi. Conte aveva quindi rinunciato a circa 2.000 euro di stipendio lordo mensile, pari a circa 23.000 euro annui. Anche Paolo Gentiloni, il predecessore di Conte, non percepiva stipendio da Presidente del Consiglio, ma perché ne riceveva già uno da parlamentare e l’articolo 3 della legge 54/2013 vieta di “cumulare il trattamento stipendiale”.

Il distacco tra lo stipendio da premier e quello delle altre cariche più importanti dello Stato è notevole. Il Presidente della Repubblica percepisce 239.000 euro lordi all’anno, ma Mattarella ha deciso di ridursi lo stipendio, rinunciando a 60.000 euro e pareggiando il suo compenso al trattamento pensionistico che riceve dall’INPS per gli anni da professore universitario: 179.000 euro annui. I parlamentari (deputati e senatori) guadagnano invece 216.000 euro lordi annui. Nello specifico, in quest’ultimo caso, i senatori percepiscono 14.634,89 euro al mese, i deputati 13.971,35 euro. I deputati hanno un’indennità netta di 5.000 euro al mese, una diaria di 3.503,11 euro e un rimborso per spese di mandato di 3.690 euro. A queste cifre si sommano i rimborsi per i trasporti (da 3.323,70 a 3.995,10 euro ogni tre mesi) e il rimborso telefonico di 1.200 euro all’anno. I senatori hanno un’indennità lorda di 11.555 euro al mese. Lo stipendio netto è di 5.304,89 euro, ai quali si aggiungono 3.500 euro di diaria, un rimborso per spese di mandato di 4.180 euro e vari rimborsi pari a 1.650 euro mensili. A questi importi, per entrambe le cariche alla Camera e al Senato, va aggiunto un assegno di fine mandato, pari all’80% dell’importo mensile lordo dell’indennità moltiplicato per il numero di anni di mandato effettivo.

 

Lo stipendio dei ministri

I ministri politici, ovvero quelli eletti in Parlamento e nominati dal Presidente del Consiglio quando quest’ultimo accetta dal Presidente della Repubblica il compito di formare un governo, non percepiscono un doppio salario: hanno diritto al normale stipendio da senatore o da deputato, ovvero 14.634,89 euro o 13.971,35 euro al mese. I ministri tecnici, ossia quelli indipendenti nominati dal premier e non eletti in Parlamento, guadagnano meno: 9.203,54 euro lordi che diventano 4.500 euro netti al mese, uno stipendio tagliato del 3,7% nel 2019 rispetto all’iniziale compenso previsto. Sul totale lordo vanno considerate le trattenute per la pensione e il fondo di credito.

 

Lo stipendio del Presidente della BCE

Il Presidente dell’EBC, la European Central Bank, guadagna in media uno stipendio da 396.900 euro all’anno, vale a dire 33.000 euro al mese. Un salario che è aumentato nel corso degli anni, circa il 12% in dieci anni, considerando che all’epoca di Jean-Claude Trichet, il predecessore di Draghi in carica dal 2003 al 2011, la BCE rendeva noti soltanto i compensi dei sei componenti dell’Executive Board: 378.240 euro per il Presidente, 324.216 euro per il Vice Presidente e 270.168 euro per gli altri membri. Con i benefici pensionistici e le prestazioni di indennità giornaliera di residenza e rappresentanza, l’importo del Presidente arriva a toccare 470.000 euro.

Per fare un paragone, il chairman della Federal Reserve statunitense Alan Greenspan al tempo di Trichet guadagnava 171.900 dollari annui, mentre Joseph Sam della Hong Kong Monetary Authority arrivava a 950.000 euro. Per restare in Italia, l’allora Governatore della Banca d’Italia Antonio Fazio, l’ultimo reggente della Banca Centrale Italiana con nomina vitalizia e costretto a dimettersi nel 2005 perché coinvolto nel caso delle scalate Unipol BNL e Antonveneta, guadagnava 620.000 euro all’anno.

Nel 2020, l’anno della pandemia, la Presidente della BCE Lagarde ha visto lievitare ulteriormente e in modo notevole il suo compenso: 416.016 euro, l’1,98% in più rispetto a quanto previsto nel 2019 per la posizione di Presidente. Tra investimenti azionari, proprietà e accordi commerciali, i media statunitensi stimano che la politica francese abbia un patrimonio netto di 245 milioni di dollari.

 

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