Mastrolia: “Con NewPrinces costruiamo un campione europeo del food”

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Trasformare un’azienda familiare in un gruppo da oltre 7 miliardi di ricavi non è un traguardo casuale, ma il risultato di una visione chiara e coerente. “Sin dall’inizio abbiamo avuto un focus preciso: crescere per linee esterne. Dal 2004 abbiamo creduto che la strategia migliore fosse quella di acquisire grandi asset dalle multinazionali, valorizzando fabbriche, marchi e competenze. Nel 2008 abbiamo compiuto due acquisizioni decisive, lo stabilimento Buitoni di Sansepolcro e Newlat, che hanno rappresentato una svolta. Da lì in avanti non ci siamo più fermati”, racconta a Borsa&Finanza, Angelo Mastrolia, presidente di NewPrinces

D’altronde, la filosofia di Mastrolia è quella di un imprenditore industriale che ha saputo interpretare i trend globali del settore alimentare, puntando su una logica di integrazione industriale e partnership strategiche. “Abbiamo costruito un modello che non si limita a comprare brand, ma che integra know-how, capacità produttiva e gestione efficiente degli stabilimenti. Siamo, prima di tutto, una manufacturing company, e questo ci distingue nel panorama europeo del food”.

in questo articolo:

  • NewPrinces: da gruppo familiare a piattaforma integrata europea
  • Numeri solidi e risultati record
  • L’integrazione di Princes e il valore della quotazione a Londra
  • La sfida Carrefour Italia
  • NewPrinces e il futuro: innovazione, sinergie e nuove acquisizioni

 

NewPrinces: da gruppo familiare a piattaforma integrata europea

Negli anni NewPrinces ha ampliato progressivamente la propria presenza internazionale, prima con acquisizioni in Francia e nel Regno Unito, poi con il grande passo rappresentato dall’acquisizione del Princes Group Ltd, storico colosso britannico del settore alimentare. Operazione che lo stesso Mastrolia ha definito un punto di svolta. “Abbiamo acquisito un gruppo inglese di grande tradizione, e dopo un anno e mezzo siamo riusciti a portarlo alla quotazione sul mercato principale della Borsa di Londra, un traguardo senza precedenti per un gruppo italiano”, aggiunge con orgoglio.

Secondo Mastrolia, l’identità del gruppo oggi si fonda su un modello ibrido e flessibile, capace di operare su più livelli: “Abbiamo saputo ritagliarci un ruolo che copre sia il private label, sia il B2B, sia il brand. Lavoriamo come partner delle multinazionali, offrendo soluzioni produttive integrate che permettono loro di mantenere competitività e capacità industriale. È un equilibrio virtuoso: cresciamo noi, ma cresce anche l’intero ecosistema”.

Numeri solidi e risultati record

I risultati dei primi nove mesi del 2025 confermano la forza e la solidità del modello industriale di NewPrinces. I ricavi consolidati si attestano a 1,9 miliardi di euro, con un effetto cambio euro/sterlina negativo del –5,8% rispetto al 2024. L’Ebitda adjusted è cresciuto del 20,2%, raggiungendo 157,4 milioni di euro, e l’Ebitda margin è salito all’8,1% dal 6,2% del periodo precedente. Il risultato operativo normalizzato è aumentato del +140%, passando da 33,5 a 80,4 milioni di euro, mentre l’utile netto reported ha toccato 106,2 milioni, inclusi i proventi da business combination.

Anche sul fronte finanziario, i numeri parlano chiaro. La posizione finanziaria netta consolidata adjusted si è attestata a 332 milioni di euro, in miglioramento di 13,7 milioni rispetto a fine 2024, nonostante importanti investimenti – tra cui l’acquisto del Royal Liver Building di Liverpool e della sede Cross Green di Symington’s – per un valore complessivo di 83 milioni di sterline. “Abbiamo saputo unire investimenti e solidità – sottolinea Mastrolia –. Il rendimento medio di queste operazioni supera l’11%. Sono investimenti che danno valore nel tempo, rafforzano la presenza nel Regno Unito e consolidano la nostra struttura industriale”.

Operazioni e dati che difatti non hanno risentito delle grandi sfide macro-economiche e geopolitiche. “Abbiamo scelto di concentrarci sull’Europa”, spiega Mastrolia. “È un mercato maturo, dove abbiamo radici industriali solide e possiamo operare con maggiore equilibrio. Gli Stati Uniti non sono esclusi dal nostro orizzonte, ma preferiamo muoverci con prudenza, valutando opportunità mirate. La nostra priorità resta l’Europa, dove vediamo ancora ampi margini di consolidamento”.

L’integrazione di Princes e il valore della quotazione a Londra

L’integrazione con Princes Group procede secondo i piani e rappresenta, secondo Mastrolia, un passaggio determinante. “Oggi l’organizzazione lavora come un’unica squadra. Le sinergie industriali e operative stanno emergendo, e la quotazione a Londra ha reso evidente il valore del lavoro fatto. Siamo stati i primi in Italia a quotare un gruppo industriale nel mercato principale di Londra: è stato un processo complesso”, afferma il presidente di NewPrinces, “ma ha aperto la strada a ulteriori sviluppi futuri e ha dato una visibilità
globale al gruppo”. Peraltro, oggi il gruppo tra i suoi investitori vanta tra i più grandi nomi internazionali, come JP Morgan e BlackRock.

La sfida Carrefour Italia

Uno dei passaggi più strategici di questa nuova fase è l’ingresso diretto nel settore retail attraverso l’acquisizione di Carrefour Italia e Plasmon, due operazioni che, nelle parole di Mastrolia, rappresentano l’evoluzione naturale di un percorso industriale. “Il mondo del food si sta muovendo verso nuovi modelli. I grandi retailer, come Lidl, stanno investendo nella produzione diretta, integrando la supply chain. Anche noi crediamo in un modello che unisca industria e distribuzione, per essere più vicini al consumatore e controllare tutta la filiera”.

Peraltro, non bisogna dimenticare, spiega Mastrolia, che l’operazione Carrefour Italia parte da basi finanziarie solide: un contributo da parte del gruppo francese di 237,5 milioni di euro a sostegno del rilancio industriale e della continuità operativa e ulteriori 200 milioni che NewPrinces si impegna a investire al closing per innovazione logistica, rinnovamento del brand e  rilancio della rete, composta da oltre mille punti vendita sul territorio nazionale. “Abbiamo acquisito un asset importante, senza debiti e con una rete di valore. È un progetto industriale che potrà creare nuove sinergie e portare il gruppo verso un livello di integrazione unico nel panorama europeo”.

 

NewPrinces e il futuro: innovazione, sinergie e nuove acquisizioni

Il 2026 si annuncia come un anno di ulteriore crescita e consolidamento. “Ci aspettiamo un andamento positivo del business, con il mantenimento della forza dei margini”, afferma Mastrolia. “Stiamo lavorando a diversi dossier, tutte società europee, per lo più straniere”. 

E se dopo il closing di Carrefour e Plasmon, il gruppo “potrà beneficiare in modo significativo di queste integrazioni sia dal punto di vista finanziario sia industriale”, l’obiettivo di lungo termine è chiaro: costruire un gruppo alimentare europeo capace di coniugare dimensione industriale, solidità finanziaria e prossimità ai mercati.

“NewPrinces oggi è più forte, più internazionale e più strutturato. Continueremo a investire, innovare e crescere, mantenendo salde le nostre radici e una visione industriale di lungo periodo. Il futuro passa da qui: da un’industria che sa guardare avanti, senza perdere di vista ciò che la rende credibile e autentica”, conclude Mastrolia.

Immagine di Massimiliano Carrà

Massimiliano Carrà

Classe 1994 e laureato in scienze della comunicazione a Palermo (sua città natale), si è specializzato a Milano sostenendo un Master in Radio e New Media Management & Content al Sole 24 Ore. Iscritto dal 2020 all'Ordine dei Giornalisti pubblicisti, dopo le esperienze in Radio 24, Class Editori, Money.it, Forbes Italia e Il Giornale è entrato nel 2025 in Borsa&Finanza, dove si occupa di approfondimenti macro-economici, startup, interviste e imprenditoria. Ama lo sport, la letteratura, il cinema e il mare. Gli piace visitare posti nuovi e scoprire nuove culture.

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