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Materie prime: ecco perché è meglio investire nel platino e non nel palladio

Materie prime: ecco perché è meglio investire nel platino e non nel palladio

Nel mercato delle materie prime platino e palladio rischiano di viaggiare su due binari diversi. Il primo potrebbe vedere un eccesso di domanda sull’offerta, mentre il secondo sarebbe destinato al tramonto. La ragione deriva dal fatto che il platino risulta essere più economico rispetto al palladio in certe applicazioni industriali, il che significa che ha tutte le carte in regola per rimpiazzarlo. Secondo un rapporto trimestrale del Word Platinum Investment Council pubblicato questa settimana, il mercato globale del platino avrà un deficit di 556 mila once nel 2023, dopo aver chiuso i due anni precedenti con un eccesso di offerta. Nel contempo, la domanda globale nei settori automobilistico, industriale, della gioielleria e degli investimenti dovrebbe crescere del 24% rispetto al 2022, a fronte di un’offerta derivante dall’estrazione e dal riciclaggio in aumento appena del 3%.

Il direttore della ricerca presso l’istituto Edward Sterck afferma che l’aumento della domanda in parte deriva dalla sostituzione del palladio con il platino nei convertitori catalitici per le auto a benzina. Per questo, prevede che la richiesta di platino crescerà del 10% in questo ramo rispetto allo scorso anno, quantificabile in 540 mila once.

Il settore automobilistico è stato letale per il palladio. Secondo Nikos Kavalis, amministratore delegato di Metals Focus, dalla pandemia la domanda del metallo non si è più ripresa. Tra l’altro, l’aumento delle auto elettriche ne ha accelerato il declino, favorendo maggiormente la sostituzione con il platino. L’esperto afferma anche che quest’ultimo ha trovato supporto nella domanda di camion e autobus pesanti per via dell’inasprimento degli standard di emissioni nei mercati asiatici.

A questo si aggiunge la richiesta di platino come catalizzatore nella generazione di elettricità attraverso le celle a combustibile a idrogeno. “Nel medio-lungo termine la domanda totale di platino per l’economia dell’idrogeno diventerà davvero significativa”, ha affermato Sterck.

 

Materie prime: il platino sovraperformerà il palladio

Le quotazioni dei futures sul platino si aggirano oggi intorno ai 950 dollari l’oncia, segnando un calo del 18% negli ultimi 12 mesi. Il palladio viaggia sui 1.365 dollari l’oncia, al minimo dal 2019, con un crollo nell’ultimo anno di circa il 59%. Questo significa che gli investitori preferiscono di gran lunga il platino nonostante le perdite. Gli analisti ritengono che la forbice di rendimento potrebbe allargarsi con la crescita della domanda di investimenti per il platino.

Secondo il rapporto del World Platinum Investment Council, la domanda di barre fisiche e monete dovrebbe raddoppiare quest’anno, mentre il deflusso delle partecipazioni in ETF con sottostante il platino sarebbe destinato a rallentare. A giudizio di Jeff Klearman, gestore di portafoglio di GraniteShares, i prezzi del platino si muoveranno verso l’alto a causa di “una economia e un mercato del lavoro statunitensi resilienti e delle aspettative di un aumento dell’attività economica cinese”.

AUTORE

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Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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