Materie prime: margini più alti con guerra Russia-Ucraina - Borsa e Finanza

Materie prime: margini più alti con guerra Russia-Ucraina

Materie prime: margini più alti con guerra Russia-Ucraina

Il rally delle materie prime ha generato guadagni importanti lo scorso anno per gli operatori del settore, con alcuni che hanno registrato numeri da record. Ad esempio Vitol, il più grande commerciante indipendente di petrolio del mondo ha realizzato un profitto netto di oltre 4 miliardi di dollari lo scorso anno. Mentre Mercuria, che commercia petrolio fisico e altri prodotti energetici, ha guadagnato 1,25 miliardi di dollari. Anche Trafigura e Glencore hanno vantato risultati eccezionali.

Il punto ora è se quanto visto lo scorso anno potrà ripetersi con in corso la guerra Russia-Ucraina. La risposta non è scontata. Anzi, vi potrebbero essere questioni legate alla liquidità. L’aumento dei prezzi delle commodities ha portato nel contempo a una maggiore richiesta di margine per la copertura delle vendite future. Questo ha determinato che alcuni hanno dovuto chiedere maggiori finanziamenti per proteggersi da movimenti bruschi del mercato o addirittura sono stati costretti a ridurre l’attività.

In sostanza, chi fa trading su materie prime deve gestire il rischio derivante dalla volatilità del mercato. Di conseguenza, accede nei mercati finanziari a termine prendendo posizioni corte per coprire gli accordi di fornitura delle materie prime. L’oscillazione delle quotazioni delle materie prime, derivante dalle tensioni soprattutto per quanto sta succedendo nell’Est Europa, ha fatto salire il margine in contanti che viene richiesto per sostenere tali posizioni. Ovviamente l’importo viene restituito una volta che le merci sono consegnate, tuttavia nel frattempo bisogna avere la liquidità necessaria per avviare l’operazione o accedere a linee di finanziamento.

In definitiva, tutto il meccanismo può funzionare fino a quando le banche continuano a finanziare le richieste di margine delle aziende. Alcune società di trading come Trafigura e Mercuria hanno ottenuto delle linee di credito aggiuntive dagli istituti finanziari in questo mese. La prima è riuscita ad avere 2,3 miliardi di dollari in più, la seconda si è assicurata circa 2 miliardi di dollari.

Le società di grandi dimensioni alla fine vengono fuori meglio da questa situazione che, seppur temporanea, crea parecchio disagio. Altri commercianti più piccoli hanno dovuto ridimensionare la loro attività e l’impatto sul mercato fisico delle materie prime si è fatto sentire notevolmente, con il flusso di beni che è stato compromesso. Secondo il Chief Financial Officer di Trafigura, Christophe Salmon, l’aumento di capitale che occorre per mantenere il flusso di materie prime in tutto il mondo con la guerra Russia-Ucraina in corso finirà per spingere fuori mercato i trader meno attrezzati.

 

Materie prime: l’importanza delle banche nelle richieste di margine

L’aumento dei margini richiesti potrebbe essere un banco di prova importante per il settore bancario, in merito alla capacità di prestare soldi alle società che operano nel commercio delle materie prime. Questo è sempre stato un campo molto proficuo per le banche, ma il rischio di insolvenza della controparte per effetto dell’eccessiva volatilità dei prezzi potrebbe limitare in maniera considerevole l’esposizione.

Di certo tutto il processo potrebbe spingere in alto i costi di finanziamento e mettere ancora di più fuori mercato le aziende non competitive o ridurre i guadagni per le altre che rimangono operative. Secondo Christopher LaFemina, analista di Jefferies, che segue da vicino le vicende di Glencore, nella situazione attuale i guadagni dell’azienda devono essere rivisti. Per il 2022 l’esperto prima pensava che i profitti potessero superare il record di 3,7 miliardi di dollari dello scorso anno; alla luce della nuova situazione ritiene più probabile che requisiti di margine più elevati e una gestione del rischio più rigorosa facciano calare gli utili attesi nella fascia alta di prezzo compreso tra 2,2 e 3,2 miliardi di dollari.

 

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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