Prima OpenAI, ora Anthropic: nel giro di pochi mesi Amazon si è impegnata a investire fino a 75 miliardi nelle due startup che si contendono la leadership nell’intelligenza artificiale generativa. L’accordo con la creatrice di Claude, annunciato lunedì, prevede un impegno fino a 25 miliardi da parte del gruppo di Seattle e una contropartita altrettanto rilevante: Anthropic spenderà oltre 100 miliardi in tecnologie Aws nel prossimo decennio, adottando i chip Trainium come infrastruttura centrale per i propri modelli. Un’intesa che definisce la traiettoria computazionale della startup ma allo stesso tempo alimenta il dibattito sugli accordi circolari che intrecciano sempre più strettamente i protagonisti del settore.
In questo articolo:
- Amazon, i termini dell’accordo con Anthropic
- Anthropic, una traiettoria di crescita senza sosta
- Intelligenza artificiale e il nodo degli accordi circolari
Amazon, i termini dell’accordo con Anthropic
Secondo una nota diffusa dalla società di intelligenza artificiale, l’investimento prevede un versamento immediato di 5 miliardi di dollari, a cui si aggiungono fino a 20 miliardi condizionati al raggiungimento di specifici obiettivi commerciali. La cifra si somma agli 8 miliardi già versati da Amazon in round precedenti, portando l’esposizione complessiva del gruppo in Anthropic a 33 miliardi. Sul fronte infrastrutturale, Anthropic si impegna a utilizzare i chip personalizzati di Amazon, dalla famiglia Graviton e Trainium2 fino a Trainium4, con opzione di acquisto sulle generazioni successive non appena disponibili. Nel secondo trimestre è prevista l’attivazione di una quota significativa di capacità Trainium2, mentre la capacità scalabile su Trainium3 è attesa entro fine anno, per un totale di circa 1 gigawatt.
L’obiettivo di lungo periodo è raggiungere 5 gigawatt complessivi, destinati all’addestramento e all’esecuzione dei modelli linguistici Claude. L’accordo include l’utilizzo di capacità aggiuntiva tramite Amazon Bedrock e l’espansione dell’inferenza in Asia e in Europa, per servire la crescente base di clienti internazionali della startup, che conta già oltre 100.000 utenti su Aws. Andy Jassy, ceo di Amazon, ha dichiarato che l’impegno di Anthropic sui chip Trainium “riflette i progressi compiuti insieme sui semiconduttori personalizzati“, sottolineando come tali chip offrano “prestazioni elevate a costi significativamente inferiori”.
Anthropic, una traiettoria di crescita senza sosta
A febbraio Anthropic ha chiuso un round Serie G da 30 miliardi di dollari, inizialmente stimato tra 10 e 20 miliardi, poi ampliato per una domanda superiore alle attese, portando la propria valutazione a 380 miliardi di dollari, più del doppio rispetto ai 183 miliardi della Serie F di settembre 2025. Il round è stato guidato dal fondo sovrano singaporiano GIC e da Coatue Management, con la partecipazione di Microsoft, Nvidia, JPMorgan Chase, BlackRock, Sequoia Capital, Qatar Investment Authority e Mgx. Il nuovo accordo con Amazon non modifica la valutazione della società.
Dario Amodei, ceo e co-fondatore di Anthropic, ha dichiarato che Claude è “sempre più essenziale per il lavoro degli utenti” e che l’accordo con Amazon è funzionale a costruire l’infrastruttura necessaria per stare al passo con una domanda in rapida crescita. La partnership si inserisce in una strategia di espansione che punta a rafforzare la posizione di Anthropic sia sul fronte dei modelli orientati alla programmazione e alla progettazione, sia su quello della capacità computazionale distribuita a livello globale.
Intelligenza artificiale e il nodo degli accordi circolari
L’investimento in Anthropic si affianca all’annuncio, fatto da Amazon all’inizio dell’anno, di un impegno fino a 50 miliardi di dollari in OpenAI, posizionando il gruppo di Seattle come uno dei principali finanziatori delle due maggiori startup di intelligenza artificiale generativa. Amazon prevede circa 200 miliardi di dollari di spese in conto capitale nel corso dell’anno, in larga parte destinate all’IA, confermando il proprio ruolo di fornitore di infrastrutture cloud centrali per il settore, anche in assenza di modelli proprietari di larga adozione — come Nova — in grado di competere con i concorrenti diretti.
La struttura degli accordi, ha aperto un dibattito tra gli analisti, che la inquadrano nella categoria dei cosiddetti accordi “circolari”, in cui le società si intrecciano simultaneamente come investitrici e clienti reciproche. I critici segnalano il rischio di pratiche assimilabili al round-tripping, in cui scambi finanziari incrociati possono gonfiare i ricavi senza riflettere domanda economica effettiva. Il noto conduttore televisivo Jim Cramer, nonchè ex gestore hedge fund, ha respinto tali preoccupazioni, definendo l’accordo “non un circolo vizioso” aggiungendo che si tratta solamente di partnership dove tutti “traggono vantaggio”.









