MediaWorld non è più tedesca: acquisita dai cinesi di JD.com

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MediaWorld diventa ufficialmente di proprietà cinese. Il colosso dell’e-commerce JD.com ha acquisito l’85,2% di Ceconomy, la holding che controlla in Europa la catena di negozi di elettronica.

L’operazione – dal valore di circa 2,2 miliardi di euro -rappresenta la più significativa espansione fisica nel Vecchio continente da parte del gruppo cinese e potrebbe aprire un nuovo capitolo per il mercato europeo della distribuzione tecnologica.

 

In questo articolo:

 

  • I dettagli dell’operazione
  • MediaWorld: la storia e la presenza in Italia

 

I dettagli dell’operazione

JD.com ha annunciato di aver raggiunto l’85,2% di Ceconomy grazie a un’offerta pubblica di acquisto conclusa con la consegna di oltre 290 milioni di azioni pagate in contanti. Più nel dettaglio, il gruppo cinese ha rilevato il 59,8% del capitale e dei diritti di voto, percentuale che si somma al 25,35% già in mano a Convergenta – la holding d’investimento della famiglia Kellerhals, fondatrice di Ceconomy – con la quale è stato siglato un accordo di partnership.

“Apprezziamo la forte risposta degli azionisti che hanno scelto di accettare l’offerta di JD.com”, ha dichiarato l’amministratore delegato di Ceconomy, Kai-Ulrich Deissner. “Questo traguardo ci avvicina alla creazione dell’azienda che vogliamo essere in futuro, a vantaggio dei nostri clienti e dei nostri dipendenti. Con JD.com come partner potremo accelerare la nostra crescita e rafforzare la nostra posizione di piattaforma omnicanale leader in Europa”.

Il closing dell’operazione è previsto per la prima metà del 2026, dopo il completamento delle autorizzazioni regolamentari europee ancora in sospeso.  Al completamento dell’Oopa, sarà dato corso al delisting di Ceconomy. A settembre è già arrivato il via libera dell’antitrust tedesca.

 

MediaWorld: la storia e la presenza in Italia

Le radici di MediaWorld affondano nella storia di MediaMarkt, la catena tedesca di elettronica fondata nel 1979 a Monaco di Baviera. L’idea dei suoi fondatori – tra cui la famiglia Kellerhals – era innovativa: grandi superfici dedicate unicamente alla tecnologia, prezzi competitivi e un assortimento ampio come nessun rivenditore dell’epoca.

Il modello funzionò e, nel giro di pochi anni, MediaMarkt si espanse in tutta Europa, affiancata poi dal marchio “gemello” Saturn. Negli anni, il gruppo divenne MediaMarktSaturn Retail Group, il più grande rivenditore di elettronica del continente, deciso a presidiare i principali mercati dell’Europa occidentale con un approccio incentrato su grandi punti vendita, prezzi aggressivi e forte attenzione alle novità tecnologiche.

L’arrivo in Italia risale al 24 ottobre 1991, con l’apertura del primo negozio a Curno, in provincia di Bergamo. Per risultare più vicino ai consumatori italiani, MediaMarkt adottò un nuovo nome: MediaWorld. Fin da subito, il brand si impose come riferimento per chi cercava tecnologia e innovazione, dai primi computer domestici ai televisori a schermo piatto, fino agli smartphone e agli elettrodomestici smart. Con il tempo,

Mediaworld ha costruito una presenza capillare, diventando una delle insegne più riconoscibili del retail tecnologico italiano. Secondo quanto comunicato dall’azienda il mese scorso, oggi il gruppo conta 141 punti vendita distribuiti su tutto il territorio nazionale e un canale online sempre più integrato ai negozi fisici, in un modello omnicanale che evolve insieme alle nuove abitudini dei consumatori.

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Immagine di Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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