Mediobanca: correzione potrebbe essere alle spalle, cosa fare in Borsa? - Borsa&Finanza

Mediobanca: correzione potrebbe essere alle spalle, cosa fare in Borsa?

L'ingresso della sede di Mediobanca in Piazzetta Cuccia a Milano

Le politiche di remunerazione dei vertici dividono Mediobanca. Per verificarlo basta guardare tra i verbali dell’assemblea dei soci dell’istituto di Piazzetta Cuccia svoltasi lo scorso 28 ottobre. Se sui temi all’ordine del giorno “Approvazione del bilancio” e “Distribuzione del dividendo” non ci sono stati voti contrari, sulle politiche di remunerazione dei vertici di Piazzetta Cuccia, dal consiglio d’amministrazione ai dirigenti apicali, fino al collegio sindacale si sono avute astensioni e voti contrari. Uno scenario che apre a molte soluzioni per la composizione del puzzle che porterà a eleggere il nuovo Cda della banca. L’attuale AD,  Alberto Nagel, forse non può essere così sicuro di una riconferma e di una fiducia che a parole il Cda esprime ma che sembra vacillare su alcuni temi.

 

Ecco chi ha votato contro

Allianz, Bce e Morgan Stanley sono i soci di Mediobanca che hanno detto no al punto  2a) “Politica di remunerazione ed incentivazione del Gruppo Mediobanca 2022-2023”, approvato dal 38,1% del capitale, con il voto di opposizione dell’1,6% e il 19,8% di astensioni su un totale del 60,4% del capitale presente. L’elenco degli azionisti contrari vede la presenza di molti fondi di Allianz e Aviva, addirittura la Bce (circa 53mila azioni), fondi di Morgan Stanley e Nordea, la Banca Popolare Cinese e moltissimi fondi di Ubs. Fra gli astenuti la parte del leone è stata fatta dalla Delfin degli eredi di Leonardo Del Vecchio.

Anche il punto 2b) “Relazione sulla politica in materia di remunerazione e sui compensi corrisposti nell’esercizio 2021-2022” ha avuto vita difficile: approvato dal 38,8% dei soci portatori del capitale, con oltre l’1% di contrari e il 19,7% di astenuti anche qui con la holding dei Del Vecchio in prima fila. Assente alla riunione Francesco Gaetano Caltagirone che ha in mano il 5,6% della banca guidata da Nagel.

 

Mediobanca: pressione ribassista potrebbe essere terminata

Il titolo Mediobanca quotato alla Borsa di Milano sembra essere impostato al rialzo nel breve termine, anche grazie alla performance positiva registrata nella seduta di venerdì (+0,68%). Dopo un’apertura in Gap up (subito ricoperto nell’intraday), infatti, le quotazioni hanno dapprima intrapreso un andamento fortemente ribassista che le ha portate a realizzare un minimo sul livello 9,036, per poi invertire drasticamente la rotta fino a superare i precedenti massimi di giornata chiudendo sul finale a quota 9,182 euro.

Tale movimento ha permesso all’azione di creare un pattern di analisi candlestick assimilabile al “Dragonfly Doji”, indicante una generalizzata tendenza rialzista del mercato. A cui si aggiunge che la stessa configurazione si era manifestata anche nella seduta di giovedì 8 dicembre. Quindi, è probabile ritenere che la recente pressione ribassista che ha accompagnato i corsi dopo lo stacco del dividendo (21 novembre) sia terminata e che le quotazioni siano pronte per una inversione di tendenza, anche in considerazione del fatto che, proprio, venerdì, hanno visto da vicino l’importante supporto in area 9 euro.

L’impostazione algoritmica, comunque, vede i prezzi stazionare ancora al di sotto dell’indicatore Supertrend mentre sia l’indicatore Parabolic Sar che la media mobile a 25 sono diventati ribassisti a fine novembre. Anche l’indicatore Macd ha appena incrociato il proprio Signal. Inoltre, è da segnalare come l’indicatore RSI sia posizionato nell’area di “neutralità” vicino al livello 46. Dal punto di vista operativo, pertanto, l’ingresso in posizioni long è consigliabile al superamento del livello 9,184 con target nell’intorno dei 9,438 euro, mentre le posizioni ribassiste potranno essere aperte solo alla violazione di quota 9,036 con obiettivo molto vicino al livello 8,750.


L’andamento di breve termine del titolo MEDIOBANCA

AUTORE

Alessandro Aldrovandi

Alessandro Aldrovandi

Alessandro Aldrovandi, trader specializzato nella negoziazione per conto proprio di futures, azioni ed ETF, italiani ed esteri, sia con strategie discrezionali che quantitative. È autore di alcune pubblicazioni sulle tecniche di trading, organizza periodicamente corsi di formazione ed è stato più volte relatore nei principali convegni dedicati alla finanza e agli investimenti sia in Italia che all’estero. Interviene spesso nelle trasmissioni televisive sul canale finanziario ClassCNBC e pubblica articoli per varie testate giornalistiche. Offre anche servizi di consulenza generica.

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