Mediobanca conquistata, Generali come prossimo obiettivo per Monte Paschi?

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L’Offerta pubblica di acquisto e scambio lanciata da Montepaschi su Mediobanca ha travolto ogni aspettativa, segnando una svolta storica per i mercati finanziari italiani. Sotto la guida di Luigi Lovaglio, il gruppo senese ha mostrato una determinazione insolita, conquistando oltre il 62% delle adesioni e la fiducia della Borsa: in una sola settimana il titolo MPS ha messo a segno un rialzo del 14%.

L’operazione, sostenuta da Delfin (21%) e da Francesco Gaetano Caltagirone (11%), consolida un nuovo asse azionario che, con il 6% del MEF, ridisegna gli equilibri di potere nel sistema bancario nazionale.

Il traguardo del 66,7% del capitale permetterà a Rocca Salimbeni di integrare Mediobanca sotto un’unica strategia, valorizzando circa 700 milioni di euro di sinergie operative. Ma il vero tesoro emerso sono i 2,9 miliardi di crediti fiscali (le DTA) e i 920 milioni di dividendi da Generali entro il 2027: un mix di flussi che rafforzerà solidità patrimoniale e capacità di investimento nei prossimi anni, creando nuove opportunità di trading e di valorizzazione per gli azionisti.

 

“MedioMonte”: un nuovo modello di banca italiana

Dietro i numeri, si intravede un progetto più ambizioso: costruire un polo bancario moderno, capace di competere su scala europea. La nuova entità – ribattezzata informalmente “MedioMonte” – intende preservare l’anima di Mediobanca nel Corporate & Investment Banking, che oggi genera un quarto dei ricavi, ma aprendosi alle mid cap e ai mercati dove banche d’affari come Lazard e Rothschild operano da tempo.

 

Parallelamente, il business del credito al consumo di Compass rappresenta un nodo strategico. La sua eventuale dismissione aprirebbe la strada a risorse fresche, ma Lovaglio sembra preferire un’integrazione organica con la rete Montepaschi, creando sinergie commerciali e partnership potenzialmente europee. Nel segmento del risparmio gestito, la coesistenza tra Mediobanca Premier e Widiba punta a coprire l’intero spettro della clientela, dal private banking tradizionale alle piattaforme digitali.

 

Azioni MPS: segnali tecnici di forza sul grafico

Sul fronte dei mercati, l’andamento del titolo MPS conferma la fiducia degli investitori. Dopo il superamento della media mobile a 200 giorni nel 2023, la banca senese ha avviato un trend rialzista culminato a maggio 2025 con il test della resistenza a 8,4 euro. Il successivo consolidamento sopra i 7 euro ha rafforzato la base tecnica per un nuovo impulso positivo.

Il superamento definitivo degli 8,4 euro aprirebbe spazi verso 8,9 euro, in linea con la trendline discendente dai massimi del 2023 e 2024. Un posizionamento long sopra quota 8,2 euro, con stop loss a 7,5, può quindi rappresentare un’operazione coerente per chi punta su ulteriori rialzi nel medio periodo. Un segnale che il mercato sembra pronto a scommettere ancora sulla nuova governance e sulla rinascita del sistema bancario tricolore.

 

 

Immagine di Luca Fiore

Luca Fiore

Giornalista dal 2007, ha scritto per i maggiori siti di informazione finanziaria attivi in Italia e la sua grande passione sono i viaggi. Da fine agosto 2022 fa parte della redazione di Borsa&Finanza.

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