La seconda metà del 2025 si apre sotto il segno del cambiamento. In uno scenario economico internazionale segnato da tensioni geopolitiche, dazi e nuove dinamiche monetarie, La Financière de l’Échiquier (Lfde) ha identificato cinque opportunità chiave sui mercati azionari.
In questo articolo:
- Cambio della guardia sui mercati azionari
- Small cap, difesa e sanità: tre pilastri per il rilancio
- Europa e mercati emergenti da preferire agli Usa
- Azionario Usa troppo sbilanciato
Cambio della guardia sui mercati azionari

Nel corso della presentazione dell’outlook di Lfde, il direttore degli investimenti Michel Saugné ha sottolineato come il 2025 stia segnando un’inversione di tendenza rispetto al decennio precedente dominato dai listini statunitensi. Le Borse europee sono tornate centrali grazie a valutazioni contenute, politiche fiscali espansive (come il piano di spesa tedesco in infrastrutture e difesa) e una Bce più accomodante rispetto alla Fed.
In parallelo, i mercati emergenti vivono una fase di rinnovato vigore, favorita dalla debolezza continua del dollaro e dalla riallocazione dei capitali in uscita dagli Stati Uniti. India e Sud-est asiatico si profilano come nuove aree di crescita, più stabili e sostenibili rispetto al recente passato. L’ampliamento dell’universo di investimento non si limita all’aspetto geografico. Michel Saugné, nel corso della presentazione, ha individuato anche alcuni settori che, all’interno anche dello stesso mercato azionario Usa, hanno potenzialità maggiori rispetto a quelli che hanno corso finora, in particolare la tecnologia. Alla fine ne sono risultate cinque opportunità di investimento:
- Azionario Europa
- Mercati emergenti
- Small & mid cap
- Settore difesa
- Settore healthcare
Small cap, difesa e sanità: tre pilastri per il rilancio
Tra le cinque direttrici strategiche illustrate da Michel Saugné, un posto di rilievo è riservato alle small e mid cap europee. Penalizzate negli ultimi anni, queste società tornano oggi interessanti per la loro esposizione domestica, i bilanci solidi e il legame diretto con i piani di stimolo continentali. “Ci aspettiamo un ritorno delle small cap in Europa – ha commentato il direttore degli investimenti di Lfde – in quanto più concentrate sui mercati domestici e quindi al riparo dalle tensioni geopolitiche e commerciali globali”.
Altrettanto interessante rimane il comparto della difesa, nonostante abbia già messo a segno corposi rialzi in un trend iniziato in occasione dell’attacco russo all’Ucraina. Il settore beneficia di un’espansione senza precedenti: le spese militari europee sono cresciute del 16% nel 2023, e oltre 50 società quotate sono coinvolte in progetti strategici di sovranità tecnologica. Inoltre, proprio nei giorni scorsi si è raggiunto un accordo, in seno alla Nato, per portare la percentuale di spesa in armamenti al 5% del Pil nei prossimi dieci anni.
Il settore sanitario, infine, pur penalizzato temporaneamente da politiche americane restrittive e dal timore di interventi di Trump sui prezzi dei farmaci, si conferma una scommessa di lungo periodo, sorretta da macrotrend strutturali come l’invecchiamento demografico, l’innovazione biotech e le potenzialità delle applicazioni dell’intelligenza artificiale.
Europa e mercati azionari emergenti da preferire agli Usa
Secondo Michel Saugné, i mercati azionari europei si trovano in un ciclo favorevole promettente. Dopo anni di sotto-performance rispetto agli Stati Uniti, le Borse del Vecchio continente beneficiano dei multipli contenuti, di utili in ripresa e un contesto di politica economica espansiva, ben rappresentata dai programmi di riarmo e spesa infrastrutturale sia della Germania, definiti “game changer” da Saugné, che dell’Unione europea nel suo complesso.
I mercati emergenti, invece, beneficiano di una rotazione geografica dei capitali, alimentata dal dollaro debole e da tassi Usa meno competitivi. India e sud-est asiatico appaiono ben posizionati per inaugurare una fase di crescita stabile e diversificata. All’interno di questo agglomerato da non dimenticare la Cina che, secondo il direttore degli investimenti di Lfde, sarà determinante nel ridefinire l’equilibrio dei mercati finanziari globali.
Azionario Usa troppo sbilanciato
Gli Stati Uniti non possono essere tralasciati nelle strategie di investimento. Tuttavia Saugné consiglia di maneggiarli con cautela. Il ritorno di Trump alla Casa Bianca, la prospettiva di un maxi piano fiscale da 3.000 miliardi di dollari e l’eccessiva dipendenza dell’S&P500 dagli utili futuri rendono il mercato azionario Usa meno appetibile. Le stelle Big tech faticano a brillare come prima.
“Negli Stati Uniti il peso sul mercato azionario degli investitori retail oggi raggiunge il 50%” ha affermato Saugné, preoccupato da questa democratizzazione a base di piattaforme come Robin Hood. Il rischio che in un contesto simile si creino delle bolle, inevitabilmente, cresce. “Pensiamo ce ne siano molte in questo periodo – prosegue -. L’investitore retail statunitense sta beneficiando di una crescita delle Borse in essere dalla fine del Covid”.
La cautela sul mercato azionario Usa non deve distogliere l’attenzione dallo sviluppo di nuovi settori, attività nella quale gli Stati Uniti primeggiano. In questo scenario, Saugné individua nella robotica umanoide alimentata dall’intelligenza artificiale la prossima grande rivoluzione. “Entro il 2035, si prevedono oltre 100 milioni di unità installate in logistica, assistenza e sanità” ha concluso.









