Mercati emergenti: i fondi d'investimenti affrontano un'ondata di deflussi - Borsa e Finanza

Mercati emergenti: i fondi d’investimenti affrontano un’ondata di deflussi

Mercati emergenti: i fondi d'investimenti affrontano un'ondata di deflussi

Il 2022 sarà un anno difficile per i mercati emergenti, secondo alcuni analisti. Bank of America ritiene che i gestori di fondi esposti a tali mercati vedranno gli utili diminuire in un ambiente molto incerto, caratterizzato da aspettative sui tassi d’interesse più elevati, dal dollaro USA forte e naturalmente dalla guerra Russia-Ucraina. Secondo l’Institute of International Finance, nel mese di marzo si sono registrati 9,8 miliardi di deflussi netti dai mercati emergenti, con gli investitori stranieri che hanno ritirato denaro soprattutto dai fondi obbligazionari e azionari cinesi per via della situazione particolare che sta vivendo il Paese con la regolamentazione e la ri-esplosione dei casi di contagio da Covid-19.

L’istituto ha riferito che i mercati cinesi in questi anni hanno ricevuto afflussi esteri nonostante alcuni shock specifici come i dazi statunitensi e l’arrivo del Coronavirus, tuttavia in questo momento si sta registrando una rotazione del mercato con una dinamica senza precedenti. L’aumento del prezzo delle materie prime e valutazioni a sconto hanno invece attirato gli investitori verso l’America Latina, soprattutto in quei Paesi come il Brasile che esportano molto. Al riguardo, in tutta l’area si sono avuti nel mese scorso afflussi netti per 10,8 miliardi di dollari.

 

Mercati emergenti: chi sono i fondi più colpiti dai deflussi

Uno dei gestori di fondi dei mercati emergenti più colpiti è il britannico Ahsmore Group, quotato al FTSE 250 e che amministra oltre 87 miliardi di dollari. Ahsmore ha visto un calo di 3,2 miliardi di dollari di asset in gestione già nella seconda parte del 2021, con il prezzo delle sue azioni crollato di circa il 40% fino a oggi. A contribuire molto alla discesa l’esposizione su Evergrande per 500 milioni di dollari, che ha coinvolto il gruppo londinese nella crisi immobiliare cinese. La situazione si è intensificata da quando la Russia ha invaso l’Ucraina, dal momento che nelle settimane precedenti il fondo aveva puntato grosse somme sugli asset russi.

Il direttore finanziario di Ashmore, Tom Shippey, ha affermato che il modello di business dell’azienda è orientato ad affrontare i diversi cicli economici e che la situazione di Evergrande continua a essere seguita da vicino. Tuttavia, se il comitato d’investimento continua ad avere una posizione è perché pensa che ci sia valore da raccogliere, ha ribadito. Bank of America ha ridotto le sue previsioni degli utili per Ashmore del 6-9% per il primo trimestre del 2022 e prevede un calo degli asset in gestione di un ulteriore 11%.

Un altro gestore in sofferenza è Abrdn, con sede a Edimburgo, Scozia. La causa è determinata anche qui dall’esposizione al mercato immobiliare cinese, con alcune categorie come il debito societario e l’alto rendimento che hanno sottoperformato. Tuttavia, la società d’investimento è più diversificata rispetto ad Ahsmore e ha una più spiccata concentrazione in mercati azionari più stabili, il che secondo BofA ha attenuato l’impatto della crisi cinese.

La banca d’affari americana prevede deflussi in media del 4% per questo trimestre, in armonia con l’andamento pluriennale. Il capo del reddito fisso di Abrdn, Edmund Goh, ha rimarcato il fatto che vi siano preoccupazioni effettive per le ricadute dal settore immobiliare cinese, però le obbligazioni cinesi in dollari USA sono ancora un asset interessante, ancor più dopo i crolli di questi mesi che hanno portato a valutazioni molto scontate. In questo, ha precisato Goh, non ci sarà un grande bisogno da parte del Governo cinese di forzare ancora la mano sugli sviluppatori immobiliari. Negli ultimi 12 mesi il fondo che fa parte del FTSE 100 ha perso circa un terzo del suo valore.

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

Post correlati

TerraUSD: venduti 85.000 Bitcoin per cercare di salvarla dal collasso

Vodafone: balza l’utile netto, azioni pronte a volare?

Azioni value: ecco come hanno preso il sopravvento sui titoli growth

DiaSorin: analisti apprezzano accordo con Brahms, cosa fare con azioni?

Junk bond Asia: in 18 mesi bruciati 100 miliardi bruciati, ecco perché

Lascia un commento