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Mercati emergenti: sui bond meglio una strategia diversificata

Un bimbo indica con la mano un punto su un mappamondo

L’asset class obbligazionaria è sotto la lente degli investitori per le opportunità che si sono create nell’ultimo anno. Il processo di “rinascita” dei bond è stato doloroso, legato al forte e rapido rialzo dei tassi di interesse attuato dalle Banche centrali, ma ora si avvicina la svolta e i rendimenti delle obbligazioni hanno raggiunto livelli elevati. In particolare, le obbligazioni dei mercati emergenti sono tra le scelte preferite degli investitori istituzionali. Secondo i dati di uno studio condotto da Vontobel nel primo trimestre del 2023 su oltre 200 investitori istituzionali in Europa, Nord America e Asia-Pacifico, il 75% è ottimista sulle prospettive delle obbligazioni dei mercati emergenti e dichiara di voler aumentare l’esposizione all’asset class nel corso dei prossimi due anni.

 

Mercati emergenti, la svolta delle Banche centrali

A comandare, alla fine, sono sempre loro, le Banche centrali. Quelle dei mercati emergenti hanno iniziato prima di quelle dei paesi sviluppati (BCE, Fed e BoE) a rialzare i tassi di interesse. Dunque potrebbero anticiparle nell’inversione di rotta sui tassi. L’asset class obbligazionaria emergente ne trarrebbe beneficio e in particolare il segmento di emissioni in valuta locale che al momento è detenuto, stando ai dati della ricerca di Vontobel, solo dal 23% degli investitori istituzionali interpellati, in calo dal 47% del 2022. Il 44% ha un’esposizione al debito sovrano in valuta forte (39% nel 2022) mentre la maggioranza, il 52%, possiede obbligazioni corporate emergenti.

L’orientamento sta però cambiando, tanto che il 38% degli investitori istituzionali prevede di aumentare la propria esposizione al debito sovrano in valuta locale. La ragione è l’attesa di un apprezzamento di valore (71% del campione).

“Gli investitori devono posizionarsi ora o rischiano di perdere un punto di ingresso interessante, soprattutto per quanto riguarda la valuta locale, che negli ultimi anni è stato un segmento poco amato e poco performante ma che ora appare molto più promettente” ha commentato Simon Lue-Fong, responsabile della Fixed Income Boutique di Vontobel.

Il consiglio è però di evitare di concentrarsi su un solo segmento dell’asset class. “Gli investitori tendono ad attenersi al segmento del debito dei mercati emergenti che conoscono. Come dimostra la nostra analisi, solo pochissimi investitori allocano su tutto il set di opportunità del reddito fisso EM, mentre molti si limitano a uno o al massimo due segmenti dell’universo” ha aggiunto Lue-Fong.

Tuttavia la platea di investitori interessati a investire in fondi blend, ossia che investono in tutti i segmenti dell’asset class, sta crescendo: il 16% del campione ha risposto di aver scelto questa tipologia di prodotto rispetto a quasi nessuno lo scorso anno mentre il 70% intende investirvi o aumentare l’allocazione nei prossimi 24 mesi. Maggiore diversificazione, migliore gestione del rischio, aumento dei rendimenti e della generazione di reddito, posizionamento flessibile sulla curva dei rendimenti sono, a parere di Vontobel, i vantaggi di questa tipologia di fondi.

AUTORE

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Alessandro Piu

Giornalista, scrive di economia, finanza e risparmio dal 2004. Laureato in economia, ha lavorato dapprima per il sito Spystocks.com, poi per i portali del gruppo Brown Editore (finanza.com; finanzaonline.com; borse.it e wallstreetitalia.com). È stato caporedattore del mensile Wall Street Italia. Da giugno 2022 è entrato a far parte della redazione di Borsa&Finanza.

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