Meta Platforms nel mirino dell’Ue, e intanto taglia sul Metaverso

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Meta Platforms ha chiuso la seduta del 4 dicembre a Wall Street in forte rialzo, sebbene al di sotto dei massimi di giornata. Le contrattazioni sono state condizionate da due forze contrastanti: da un lato l’indagine avviata dall’autorità antitrust dell’Unione europea in merito alle funzionalità di intelligenza artificiale integrate in WhatsApp Messenger, app controllata dalla Big tech di Menlo Park; dall’altro, il taglio dei costi sul Metaverso, progetto sul quale l’azienda ha investito per anni fior di miliardi senza ottenere profitti.

 

In questo articolo:

 

  • Meta Platforms nel mirino dell’Ue
  • Arrivano i tagli nel Metaverso

 

Meta Platforms nel mirino dell’Ue

L’Europa ha assunto una posizione dura nei confronti di Meta Platforms riguardo alla nuova politica dell’azienda che limiterebbe l’accesso a WhatsApp da parte di altri fornitori di intelligenza artificiale. Secondo la Commissione europea, il comportamento di Meta potrebbe costituire un abuso di potere volto a soffocare i concorrenti innovativi. Per questo motivo, l’antitrust potrebbe imporre misure provvisorie per “bloccare il lancio della nuova politica di Meta sull’AI di WhatsApp”, ha affermato Teresa Ribera, responsabile del regolatore Ue. “Stiamo indagando se tutto ciò possa essere illegale secondo le regole della competizione e se dovremmo agire rapidamente per prevenire qualsiasi possibile danno irreparabile alla concorrenza nello spazio dell’AI”, ha aggiunto.

Attraverso un portavoce di WhatsApp, il gruppo tecnologico respinge le accuse, definendole “infondate” e precisando che i sistemi dell’azienda non erano progettati per supportare chatbot AI sulle sue piattaforme. Il portavoce ha inoltre sottolineato come il settore dell’AI sia altamente competitivo, con le persone che hanno “accesso ai servizi in molteplici modi, inclusi store di app, motori di ricerca, servizi mail, integrazioni di partnership e sistemi operativi”.

 

Arrivano i tagli al metaverso

La buona notizia per gli investitori di Meta è arrivata dalla decisione dell’azienda di tagliare in maniera drastica i fondi destinati al metaverso, come richiesto da tempo da alcuni azionisti. I dirigenti dell’azienda hanno discusso un piano che prevede una riduzione fino al 30% degli investimenti nel mondo virtuale, inizialmente accolto con grande entusiasmo ma poi scivolato ai margini dell’interesse del pubblico. Tale decisione comporterà con ogni probabilità una serie di licenziamenti a partire dal 2026.

Il progetto del metaverso è iniziato nell’autunno del 2021 all’interno dell’unità aziendale Reality Labs. L’obiettivo è quello di costruire un mondo virtuale immersivo, combinando realtà aumentata, realtà virtuale e social networking. Tuttavia, la spesa è enorme e sin dall’inizio alcuni osservatori hanno sollevato dubbi sulla sua profittabilità. Secondo alcune stime, finora l’azienda ha bruciato più di 70 miliardi di dollari e ulteriori perdite si profilano all’orizzonte. Meta sostiene che i ritorni arriveranno nel lungo termine, ma l’erosione della liquidità continua a preoccupare gli investitori.

Gli sforzi dell’azienda sono stati inoltre ostacolati da problemi tecnici, questioni di sicurezza e da un generale calo di interesse degli utenti. Per questo, il gruppo guidato da Mark Zuckerberg ha deciso di dirottare parte dei fondi verso dispositivi indossabili alimentati dall’AI, come gli occhiali intelligenti. “All’interno del nostro portafoglio complessivo Reality Labs stiamo spostando parte dei nostri investimenti dal Metaverso verso occhiali e dispositivi indossabili con AI, dato lo slancio esistente. Non abbiamo in programma cambiamenti più ampi di questo”, ha dichiarato un portavoce di Meta.

Immagine di Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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