Dopo essere entrata in una fase correttiva a fine 2025, durante la quale il titolo è sceso di oltre il 27% , Meta sembra ora posizionata per un ripristino della fiducia. La solidità dei risultati del quarto trimestre dovrebbe contribuire a ripristinare la fiducia degli investitori, con un potenziale di rialzo verso la fascia tra 840 e 850 dollari, che sembra realizzabile nei prossimi 12 mesi. Lo evidenzia un’analisi di Leverage Shares, secondo cui i risultati del quarto trimestre e, soprattutto, la traiettoria dei capex collocano Meta in una fase diversa del proprio ciclo industriale.
Utili in forte crescita, una pubblicità che resta il principale motore dei ricavi e un’accelerazione senza precedenti sulla spesa in intelligenza artificiale delineano un modello in cui la redditività del core business viene utilizzata per finanziare una trasformazione strutturale di lungo periodo. Anche se non tutto è così roseo come sembra.
In questo articolo:
- Meta supera le attese del mercato
- Raddoppiano gli investimenti in AI
- Metaverso sotto pressione e rischi legali ancora aperti
Meta supera le attese del mercato
Il trimestre di dicembre si è chiuso per Meta con un utile per azione pari a 8,88 dollari e ricavi per 59,9 miliardi di dollari, in crescita del 24% su base annua e superiori alle attese di mercato. Il dato conferma la solidità della piattaforma pubblicitaria, che continua a rappresentare circa il 97% del fatturato complessivo, con 58,1 miliardi di dollari generati nel periodo. Al di là del rimbalzo ciclico della spesa advertising, Meta segnala un miglioramento strutturale delle performance legato all’integrazione di strumenti di intelligenza artificiale nei processi di targeting e misurazione, ormai parte integrante del modello operativo.
Ciò che ha davvero acceso il fuoco sotto il titolo, tuttavia, è stata la guidance. Le indicazioni per il primo trimestre dell’anno collocano i ricavi in una forchetta compresa tra 53,5 e 56,5 miliardi di dollari, ben oltre le stime degli analisti. Il management collega la dinamica a una domanda pubblicitaria ancora sostenuta, nonostante un contesto macroeconomico incerto. In questo quadro, l’intelligenza artificiale non è presentata come un progetto futuro, ma come una leva già attiva nel sostenere l’efficienza e la monetizzazione del business esistente, rafforzando la capacità del gruppo di difendere margini elevati.
Raddoppiano gli investimenti in AI
Il vero elemento di discontinuità riguarda i piani di investimento. Meta prevede una spesa in conto capitale compresa tra 115 e 135 miliardi di dollari nel 2026, quasi il doppio rispetto ai 72 miliardi del 2025. La maggior parte delle risorse sarà destinata allo sviluppo dell’infrastruttura per l’intelligenza artificiale, dai data center ai Superintelligence Labs del gruppo, in fase di rapida espansione. Parallelamente, Meta ha indicato il rilascio di nuovi modelli di intelligenza artificiale nei prossimi mesi, con un’attenzione esplicita non solo alla qualità iniziale, ma anche alla capacità di iterazione e miglioramento continuo nel corso dell’anno.
Sul fronte tecnologico, il gruppo sta testando internamente un nuovo modello di frontiera, nome in codice Avocado, considerato il potenziale successore di Llama, dopo una risposta più contenuta della comunità di sviluppatori a Llama 4. La strategia di rafforzamento dell’ecosistema AI passa anche da operazioni mirate: Meta ha investito 14,3 miliardi di dollari in Scale AI, coinvolgendone il fondatore Alexandr Wang, e ha sottoscritto accordi infrastrutturali di lungo periodo per sostenere la costruzione della propria capacità computazionale. Un approccio che colloca il gruppo tra i pochi operatori in grado di finanziare e sviluppare l’intelligenza artificiale su scala industriale, accanto ai principali hyperscaler globali come Microsoft, Google e Amazon.
Metaverso sotto pressione e rischi legali ancora aperti
Non tutto è stato roseo nel trimestre. La divisione Reality Labs, la divisione di Meta dedicata al metaverso, ha chiuso il trimestre con una perdita operativa pari a 6 miliardi di dollari, a fronte di ricavi per 955 milioni. Dalla fine del 2020, l’unità ha accumulato perdite operative per circa 80 miliardi di dollari, continuando a rappresentare il principale fattore di diluizione della redditività del gruppo. Nel corso degli ultimi mesi Meta ha avviato una riorganizzazione dell’area, intervenendo sull’organico della divisione VR e riorientando parte degli investimenti verso dispositivi indossabili basati sull’intelligenza artificiale, come gli occhiali Ray-Ban Meta. Il management ha indicato che il 2026 potrebbe rappresentare il punto di massimo delle perdite di Reality Labs, prima di un successivo miglioramento graduale legato al contenimento dei costi e alla riallocazione del capitale. Accanto ai temi industriali, il gruppo ha richiamato l’attenzione sui rischi regolatori e legali. In particolare, negli Stati Uniti e in Europa sono attesi nel corso dell’anno diversi procedimenti legati all’utilizzo delle piattaforme social da parte dei minori. Meta ha segnalato che tali contenziosi potrebbero comportare oneri finanziari significativi, senza fornire una quantificazione puntuale.
Nel complesso, il trimestre evidenzia una struttura finanziaria caratterizzata da margini operativi superiori all’80% e da una capacità di autofinanziamento tale da sostenere investimenti in conto capitale di dimensioni elevate, pur in presenza di aree strutturalmente in perdita e di un contesto regolatorio complesso.









