Mfe: ProSiebenSat taglia la guidance, prime insidie della fusione

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La luna di miele tra Mfe (MediaForEurope) e i mercati si è increspata. Anche oggi le azioni di classe A del gigante di media e telecomunicazioni italiano sono sotto pressione, dopo il tonfo del 7,48% nella seduta di ieri alla Borsa di Milano. Dal 28 agosto e fino a prima degli ultimi ribassi, il titolo del gruppo guidato da Pier Silvio Berlusconi aveva aumentato la sua capitalizzazione di circa un terzo, grazie ai numeri di bilancio entusiasmanti dell’azienda e ai suoi ambiziosi progetti di espansione. A inasprire il sentiment degli investitori ora sono le vicende di ProSiebenSat.1, la controllata tedesca che ha rivelato una guidance allarmante per il 2025. In questo articolo:

 

  • ProSiebenSat: ecco le previsioni economiche
  • Mfe: integrazione con ProSiebenSat parte in salita, quanto preoccuparsi?
  • Mfe, si dimettono due consiglieri di ProSiebenSat

 

ProSiebenSat: ecco le previsioni economiche

Per il numero uno di Mfe, Pier Silvio Berlusconi, arrivano i primi dolori dopo l’acquisizione del controllo di ProSiebenSat. Il broadcaster tedesco ha rivisto al ribasso l’outlook per l’anno in corso, a causa dell’incertezza sul fronte economico. In particolare con riferimento all’ultimo trimestre, che per la società con sede a Unterföhring è il più importante dell’anno. L’azienda ora prevede che le entrate derivanti dalla pubblicità del segmento Entertainment nell’area di lingua tedesca “diminuiranno di una percentuale mid-single-digit nel terzo trimestre e saranno in leggera flessione nel quarto trimestre”. Ciò significa che per l’intero anno si registrerà una diminuzione dei ricavi pubblicitari di intrattenimento nella regione DACH nell’ordine “mid-single-digit” rispetto all’anno precedente.

In termini numerici, la società tedesca stima per il 2025 un fatturato compreso tra 3,65 e 3,80 miliardi di euro, al di sotto dei 3,85 miliardi previsti in precedenza. Allo stesso tempo, prevede un margine operativo lordo (ebitda) rettificato tra 420 e 470 milioni di euro, mentre prima stimava un risultato prima di tasse, svalutazioni e ammortamenti di 520 milioni di euro. I numeri rivisti al ribasso sono la naturale conseguenza del calo della raccolta pubblicitaria in Germania, Austria e Svizzera

 

Mfe: integrazione con ProSiebenSat parte in salita, quanto preoccuparsi?

Questo mese Mfe ha terminato l’opas su ProSiebenSat assicurandosi il 75,6% dei diritti di voto, dopo mesi in cui ha dovuto combattere varie resistenze e superare la concorrenza del gruppo ceco Ppf. La holding della famiglia Berlusconi aveva lanciato l’offerta a maggio mettendo sul piatto azioni e contanti, ma a luglio l’ha riproposta con un miglioramento della componente azionaria. La proposta finale è stata di un corrispettivo di 4,48 euro cash e di 1,3 azioni Mfe di classe A per ogni azione ProSiebenSat, per una spesa complessiva di circa 1,8 miliardi di euro.

L’opas ha consegnato nelle mani del gruppo di Cologno Monzese un attore chiave del mercato televisivo nel nord Europa e in Svizzera, dopo un’attesa di sei anni. Con il consolidamento della società tedesca dal 1° ottobre, Mfe ha come obiettivo la realizzazione delle sinergie auspicate. Tuttavia, la strada parte in salita dopo le ultime comunicazioni, in un contesto in cui il mercato europeo di media e telecomunicazioni è in fermento. Dopo che RTL ha acquisito Sky Deutschland, si è tornati a parlare di fusione tra Tf1 e M6. Nel contempo, Vivendi ha acquisito MultiChoice in Africa.

 

Mfe, si dimettono due consiglieri di ProSiebenSat

Oggi è anche arrivata la comunicazione che Christoph Mainusch e la rappresentante di Ppf Klára Brachtlová si sono dimessi dal Consiglio di sorveglianza di ProSiebenSat, con la “futura composizione del consiglio che rifletterà l’aumento della quota del nuovo azionista di maggioranza Mfe”, si legge nella nota della società tedesca. I due nuovi membri saranno nominati dal tribunale. I candidati proposti riceveranno il supporto formale del supervisory board e dello stesso azionista di maggioranza Mfe. Il procedimento sarà richiesto con urgenza, per ottenere la nomina entro 2 o 3 settimane. Ciò eviterebbe i tempi ordinari che prevedono fino a 60 giorni tra convocazione e assemblea o procedura standard del tribunale.

Immagine di Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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