Microsoft compra il 4% della Borsa di Londra, quali impatti per l'azione?
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Microsoft compra il 4% della Borsa di Londra, quali impatti per l’azione?

Microsoft acquista 4% della Borsa di Londra. Quali gli impatti sull'azione?

La nuova settimana si apre sui mercati finanziari con importanti novità che giungono da Microsoft. Nelle ultime ore la società fondata da Bill Gates ha comunicato di aver acquisito una partecipazione del 4% capitale del London Stock Exchange. L’azienda guidata dall’amministratore delegato Satya Nadella rileverà questa quota dal consorzio Blackstone-Thomson, primo azionista con il 22% del capitale. L’operazione rientra nell’ambito di una partnership strategica decennale riguardanti sia le soluzioni di dati e analisi ma anche l’infrastruttura cloud di nuova generazione. Grazie a questa operazione la Borsa di Londra, che acquisterà dall’azienda statunitense servizi per quasi 2,8 miliardi di dollari, apre la strada ad una trasformazione dell’infrastruttura dei mercati finanziari, offrendo la possibilità ai proprio clienti di analizzare e negoziare titoli in tutto il mondo.

Con questo accordo LSEG Group prevede un incremento dei costi nell’ordine dei 250-300 milioni di sterline nei primi due anni, con la prospettiva di lungo periodo di ottenere un’importante crescita di ricavi grazie ai nuovi prodotti e servizi che verranno lanciati.

 

Azioni Microsoft: analisi tecnica e strategie operative

Andiamo ora a vedere cosa ci suggerisce l’analisi tecnica sull’azione quotata a Wall Street. Quel trend ribassista presente sul titolo Microsoft fin dall’inizio del 2022, che ha spinto i prezzi dai 345 dollari fin verso l’area dei 210 dollari, è ancora ben presente nonostante il rimbalzo che si è avuto nel mese di novembre 2022. Nel breve termine fondamentale per l’azione sarà la tenuta dei primi sostegni posti sui 235 dollari, dove transita sia la media mobile a 50 giorni che l’indicatore daily del Supertrend, per riportare i corsi in direzione dei top mensili situati sui 255 dollari. Nel caso in cui queste aree dovessero essere lasciati alla spalle, si avrebbe una prosecuzione del rimbalzo con un primo target sui 265 dollari, dove verrebbe chiuso il gap-down lasciato aperto il 13 settembre 2022, e successivamente spingersi in direzione dei 280 dollari. Per avere però un vero e proprio segnale di forza capace di far fare un cambio di passo al titolo, le quotazioni dovrebbero portarsi oltre i massimi di agosto 2022 situati sui 294 dollari.

Al contrario discese sotto i 235 dollari farebbero riprendere il trend primario ribassista, con primi test sui 228,5 dollari, dove verrebbe chiuso il gap-up del 10 novembre 2022, e a seguire i 210 dollari. Nel caso in cui questi supporti non dovessero arrestare la spinta ribassista, aumenterebbero di conseguenza la chance di rivedere i prezzi sui minimi degli ultimi 26 mesi situati sulla soglia dei 200 dollari.

AUTORE

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Pietro Origlia

Pietro Origlia, trader indipendente, ha iniziato ad interessarsi dei mercati finanziari all'inizio del 2000, facendone poi una professione tra il 2005-2006. Specializzato nel trading multiday (azioni, valute e materie prime) opera essenzialmente sul mercato italiano. Ha partecipato a vari eventi e manifestazioni in qualità di relatore. Dal 2017 è anche Giornalista Pubblicista. Da gennaio 2022 è entrato a far parte della redazione di Borsa&Finanza.

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