Microsoft e Meta Platforms alla prova delle trimestrali, ecco cosa attendersi

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La stagione delle trimestrali per le grandi aziende tecnologiche a Wall Street entra nel vivo, con Microsoft e Meta Platforms che stasera a mercati chiusi pubblicheranno i conti del secondo quarto 2025. L’appuntamento arriva mentre le due Big tech sono reduci da un rally sontuoso delle loro azioni in Borsa, che dai minimi di aprile ha portato a un guadagno per ciascun titolo di oltre il 40%. In questo articolo:

 

  • Trimestrali Microsoft e Meta Platforms: riflettori sull’intelligenza artificiale
  • Occhio alle valutazioni delle azioni

 

Trimestrali Microsoft e Meta Platforms: riflettori sull’intelligenza artificiale

Tutti gli occhi di investitori e analisti questa sera saranno puntati sulle risultanze relative all’intelligenza artificiale, non tanto in relazione alle spese sostenute dalla due aziende ma anche e soprattutto in rapporto ai ritorni conseguiti dagli investimenti. Sia Microsoft che Meta Platforms hanno previsto finora un capex di circa 70 miliardi di dollari nel 2025 per costruire infrastrutture e software AI (Artificial Intelligence). Ora però gli investitori vogliono vedere come tutto ciò si stia riflettendo nei ricavi e negli utili aziendali. Gli analisti temono che gli esborsi massicci senza corrispondenti profitti possano minare l’entusiasmo degli investitori.

“Se un’azienda dice di avere benefici dell’intelligenza artificiale tra cinque anni, non sono ammessi passi falsi”, ha affermato Gabriela Santos, chief strategist per le Americhe di JPMorgan Asset Management. A quel punto “le valutazioni sono particolarmente importanti se un’azienda non riesce a far crescere le vendite alla stessa velocità degli investimenti”. Stando alle attese, nel secondo trimestre 2025 Microsoft dovrebbe aver registrato circa 18 miliardi di dollari di spese in conto capitale, segnando un incremento del 30% su base annua, mentre le vendite aumenteranno del 14%. Riguardo Meta, le attese sono per un capex di 16,4 miliardi di dollari, praticamente il doppio rispetto allo scorso anno, con un aumento delle entrate del 15% nello stesso periodo.

Secondo Daniel Flax, analista di ricerca senior presso Neuberger Berman, con l’aumento delle spese in conto capitale in entrambe le società, nessuna delle due può permettersi di vacillare nelle attività che negli ultimi anni hanno generato miliardi di flussi di cassa. Tuttavia, l’esperto ritiene che sia Microsoft che Meta “possono evitare passi falsi”. In particolare, Microsoft sta eseguendo “la strategia giusta” investendo in modo aggressivo nell’intelligenza artificiale e cogliendo bene “la sua opportunità cloud”, ha aggiunto l’esperto.

Michael McKinnon, gestore di portafoglio presso Artisan Partners ritiene che la scommessa di Meta sull’AI sia molto diversa rispetto a quella di un paio di anni fa per Reality Labs, in cui l’investimento da 20 miliardi di dollari non era giustificato. Con l’AI, invece, ci sono “diversi modi per ottenere un ritorno sulla spesa”, ha sottolineato l’asset manager. In sostanza, grazie all’intelligenza artificiale, l’azienda ha “la capacità di migliorare l’efficienza e aumentare sia il coinvolgimento degli utenti che il ritorno sulla spesa pubblicitaria”. Inoltre, la società guidata da Mark Zuckerberg ha “la capacità di creare nuove categorie di business, ad esempio gli occhiali intelligenti”. 

Per la verità, nelle scorse trimestrali di Microsoft e di Meta Platforms, la spesa per l’AI si è già rivelata in qualche modo vantaggiosa. Il colosso di Redmont ha visto migliorare la sua attività del cloud Azure, mentre il gigante di Menlo Park ha aumentato il targeting degli annunci.

 

Occhio alle valutazioni delle azioni

Messaggi confortanti sul fronte dell’intelligenza artificiale potrebbero continuare a sostenere le azioni in Borsa di Microsoft e Meta, ma le valutazioni sono arrivate a livelli molto alti, con rapporti price/earnings superiori alla loro media storica. Sul mercato delle opzioni, i trader scontano movimenti delle azioni Microsoft del 3,9% dopo la lettura del rapporto trimestrale, mentre il titolo Meta dovrebbe oscillare in una banda del più o meno 5,8%. Si tratta quindi di variazioni abbastanza contenute, segno che grandi sorprese positive o negative non sono previste.

Nel complesso, quindi, prevale cautela. Tuttavia, Tony DeSpirito, global chief investment officer di BlackRock Fundamental Equities, fa una precisazione in merito alle valutazioni. A suo avviso, le grandi aziende tecnologiche “vanno trattate in modo diverso rispetto ad altre”, in quanto sono entità molto redditizie e quindi un “capex elevato o in aumento, che storicamente è un fattore negativo, per loro si trasforma in un fattore positivo”.

Immagine di Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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