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Miguel Ángel Gil Marín, chi è e cosa fa il CEO dell’Atlético Madrid

Miguel Ángel Gil Marín

Miguel Ángel Gil Marín è l’amministratore delegato e l’azionista di maggioranza dell’Atlético Madrid. Sotto la sua guida, i Colchoneros hanno raggiunto traguardi importanti, arrivando a spezzare il dominio di Real Madrid e Barcellona nella Liga spagnola. Grazie a Gil Marín, al presidente Enrique Cerezo e alla collaborazione del colosso cinese Wanda Group, i rojiblancos hanno voltato pagina dopo l’addio dell’ex patron Jesús Gil, scomparso nel 2004.

 

Chi è Miguel Ángel Gil Marín

Insieme a Florentino Pérez e Joan Laporta, Gil Marín compone la triade di uomini più potenti del calcio spagnolo. Classe 1963, secondogenito del vulcanico ex presidente (e sindaco di Marbella) Jesús Gil e di María de los Ángeles Marín Cobo, il manager detiene il 54.64% delle azioni dell’Atlético Madrid: il 20% è di Wanda Group e il restante 17.9% di Enrique Cerezo. Laureato in veterinaria alla Universidad Complutense de Madrid, il massimo dirigente rojiblanco riceve l’incarico dal padre ad appena 29 anni, dopo un breve periodo nel settore immobiliare con Explotaciones Agropecuarias El Carrascal e Compañía Internacional de Bienes Raíces.

Gil Marín è un allevatore di bestiame per hobby: appassionato di natura e animali sin da bambino, gestisce la fattoria Valdeolivas ad Avila e la fattoria El Arco a Toledo con la Campos de Avila y Segovia Explotaciones Agrícolas. Oltre all’allevamento di cavalli e di tori, la società è specializzata nelle attività di caccia e in corride, capeas e altri spettacoli. Sposato due volte, la prima con Marian Cogollos e la seconda con l’ex Miss Las Palmas Lucía Díaz Barrachina, padre di quattro figli, l’imprenditore ricopre nel corso degli anni numerosi incarichi in una trentina società, tutte riconducibili alle attività e alle holding di famiglia.

 

Da quanto tempo gravita nel calcio

Gil Marín è nato nell’Atlético. Il padre Jesús Gil, uno dei presidente più turbolenti nella storia del calcio europeo, prende in mano le redini del club madrileno nel 1987 e nomina il figlio General Manager del club nel 1993. Gil senior deve cedere lo scettro nel 2000, quando è costretto a dimettersi in seguito a un’accusa di sottrazione di fondi e a una condanna per truffa, mai diventata esecutiva.

Anche Miguel Ángel Gil Marín è coinvolto in un caso giudiziario (è accusato di appropriazione indebita), ma ne esce pulito (il reato cade in prescrizione) e ricopre la carica di amministratore delegato del club dal 2002. Negli ultimi vent’anni diventa socio di maggioranza della società. Sono importanti e significative pure le sue cariche politiche: dal 2019 è nell’Executive Board dell’ECA (il Consiglio della European Club Association) e dal 2024 è membro del Comitato Esecutivo della UEFA.

 

A quanto ammonta il suo patrimonio

Forbes stima il patrimonio di Gil Marín in 350 milioni di euro e lo piazza al 92esimo posto nella classifica 2023 dei cento uomini più ricchi di Spagna. La sua fortuna deriva soprattutto dal patrimonio di famiglia, dai successi sportivi dell’Atlético e dalle proprietà immobiliari: il CEO dei Colchoneros vive nella mega-tenuta di La Finca a Pozuelo de Alarcón, nella provincia di Toledo.

Dal padre, Gil Marín e i suoi tre fratelli ereditano un lascito di appena 854 euro ma una rete di imprese valutata 625.000 euro, di cui 150 sequestrate dalla Corte dei Conti per ammortizzare ciò che il patriarca aveva dirottato nelle casse pubbliche di Marbella per undici anni. Con l’attività da allevatore, l’AD dell’Atlético compone un impero di cavalli e tori: la proprietà di Valdeolivas ad Arenas de San Pedro, ai piedi della Sierra de Gredos, è famosa per gli allevamenti di cavalli di razza.

 

Quanto ha investito nell’Atletico Madrid

A potenziare le casse dell’Atletico Madrid sono soprattutto le collaborazioni esterne che Gil Marín porta nel club. Agli inizi degli anni Duemila l’intesa con il fondo di private equity Doyen permette di ripagare i debiti lasciati dal padre, fare mercato e risanare il bilancio. Quando la FIFA mette al bando gli accordi di Third-Party Ownership (TPO) nel calcio, la società madrilena attrae l’investitore cinese Wang Jianlin, il magnate proprietario di Wanda Group, una delle più grandi corporation multinazionali al mondo nel settore alberghiero, immobiliare e della vendita al dettaglio.

Il flusso di investimenti cinesi consente di potenziare le Academy, costruire impianti di allenamento all’avanguardia e trasformare lo stadio: il vecchio Vicente Calderón è abbandonato in favore dell’avveniristico Wanda Metropolitano. La Peineta (come lo chiamano i tifosi, dal nome del suo quartiere) è inaugurata nel 2017: la capienza è di 67.829 posti, il costo del restyling è di 194 milioni di euro. Grazie al nuovo impianto, al marketing e ai diritti televisivi, il club raggiunge il dodicesimo posto nel report Football 50 stilato nel 2023 da Brand Finance, per un valore di brand di 570 milioni di euro.

Dalla stagione 2011-2012 da oggi, l’Atlético è il quinto club d’Europa per ricavi dal mercato (1,23 miliardi di euro) e l’undicesimo per spese (1,3 miliardi), con un passivo di 30 milioni. I suoi acquisti record sono quelli di João Félix dal Benfica (127,2 milioni di euro) e di Thomas Lemar dal Monaco per 72 milioni. Altrettante sono le cessioni con laute plusvalenze, come le vendite di Antoine Griezmann al Barcellona per 120 milioni (poi ripreso in prestito nel 2021 e riscattato l’anno successivo per 20 milioni) e di Lucas Hernández al Bayern Monaco per 80 milioni. Nella classifica delle trenta squadre che valgono di più stilata da Forbes nel 2023, i Colchoneros raggiungono il tredicesimo posto con un valore di 1,54 miliardi di dollari.

 

I risultati sportivi da quando è CEO

Gil Marín è l’amministratore delegato dell’Atlético dal 2002, quando gli Indios navigano in cattive acque. Nel 2000, nonostante la finale di Coppa del Re, quella che per blasone ed importanza è la seconda squadra di Madrid retrocede in Segunda División, la Serie B spagnola. Dal 2002-2003 i rossobianchi tornano in Primera División, ma galleggiano sempre a metà classifica fino al guizzo del 2010, quando la formazione allenata da Quique Sánchez Flores (subentrato ad Abel Resino) vince per la prima volta nella sua storia l’Europa League battendo 2-1 il Fulham in finale.

Complessivamente, la gestione Gil Marín porta in bacheca dieci trofei. Dal 2011, con l’ingaggio di Diego Pablo Simeone in panchina, comincia un’ascesa inarrestabile che conduce i Colchoneros al vertice del calcio iberico ed europeo. La formazione allenata dal Cholo conquista due campionati – il decimo titolo in assoluto, quello della stella, nella stagione 2013-2014 e l’undicesimo nel 2020-2021 –, tre Supercoppe Europee (nel 2011, 2013 e 2018), la seconda Europa League nel 2012 e la terza nel 2018, la Coppa del Re nel 2013 (2-1 in finale agli odiati cugini del Real) e la Supercoppa di Spagna nel 2014, sempre contro il Real con l’1-0 decisivo nella partita di ritorno. Senza dimenticare le due finali di Champions League raggiunte (e perse) in due anni, dal 2014 al 2016, contro i Blancos.

Nel novembre del 2023, Simeone prolunga il suo contratto con l’Atlético fino al 2027. Se dovesse arrivare alla scadenza, il Cholo avrebbe guidato la squadra madrilena per oltre sedici anni: un’autentica rarità nel calcio di oggi. L’obiettivo del tecnico più vincente e longevo nella storia del club, oltre che quello più pagato al mondo con 34 milioni di euro all’anno di stipendio, è battere Frank Schmidt (da 17 anni alla guida dell’Heidenheim) e soprattutto raggiungere due miti come Arséne Wenger (per 22 anni all’Arsenal) e Sir Alex Ferguson, una leggenda per 27 anni sulla panchina del Manchester United.

AUTORE

Alessandro Zoppo

Alessandro Zoppo

Ascolta musica e guarda cinema da quando aveva 6 anni. Orgogliosamente sannita ma romano d'adozione, Alessandro scrive per siti web e riviste occupandosi di cultura, economia, finanza, politica e sport. Impegnato anche in festival e rassegne di cinema, Alessandro è tra gli autori di Borsa&Finanza da aprile 2022 dove si occupa prevalentemente di temi legati alla finanza personale, al Fintech e alla tecnologia.

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