Miliardari sempre più ricchi: 12 superano il patrimonio di 4 miliardi di persone

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La ricchezza dei miliardari ha continuato a correre perfino in un anno segnato da tensioni geopolitiche, rallentamento della crescita e fragilità sociali diffuse. Anzi, ha accelerato. È questo il dato che emerge nel nuovo rapporto di Oxfam presentato all’apertura del World Economic Forum di Davos. Lo studio, basato su un incrocio di ricerche accademiche e fonti statistiche internazionali, restituisce la fotografia di un’accumulazione sempre più concentrata, in un contesto in cui ampie fasce della popolazione globale restano esposte a condizioni di povertà e insicurezza alimentare. Mentre questi indicatori sociali continuano a segnalare criticità diffuse, le fortune dei miliardari hanno raggiunto nuovi massimi storici, ampliando fratture economiche e politiche già profonde.

 

In questo articolo:

 

  • Miliardari, un 2025 da record con una crescita senza precedenti
  • Insicurezza alimentare e disuguaglianze sociali: la fotografia delle asimmetrie
  • I miliardari crescono anche “grazie” a Donald Trump
  • Dalla politica all’informazione: il peso dei miliardari nello spazio pubblico

 

Miliardari, un 2025 da record con una crescita senza precedenti

Secondo Oxfam, nel 2025 la ricchezza complessiva dei miliardari globali è aumentata del 16%, raggiungendo i 18,3 trilioni di dollari. Un ritmo di crescita circa tre volte superiore a quello osservato negli anni più recenti, che si inserisce in una traiettoria avviata nel 2020. Dal marzo di quell’anno, l’incremento complessivo  è pari all’81%, equivalente a circa 8,2 trilioni di dollari aggiuntivi. L’elemento distintivo, sottolinea il rapporto, è l’accelerazione: la crescita registrata nel solo 2025 risulta tripla rispetto alla media annuale dei cinque anni precedenti, mentre la popolazione dei miliardari ha superato per la prima volta quota 3.000 individui. A titolo comparativo, Oxfam osserva che la ricchezza accumulata dai miliardari nell’ultimo anno sarebbe, in termini puramente aritmetici, sufficiente a incrementare di circa 250 dollari il patrimonio di ogni persona sul pianeta, lasciando comunque il valore aggregato dei grandi patrimoni oltre 500 miliardi di dollari al di sopra di quel livello.

 

Insicurezza alimentare e disuguaglianze sociali: la fotografia delle asimmetrie

L’analisi di Oxfam viene affiancata a indicatori sociali che restano critici su scala globale. Secondo i dati riportati nel rapporto, una persona su quattro nel mondo fatica a nutrirsi in modo regolare, mentre quasi metà della popolazione vive in condizioni di povertà, evidenziando la coesistenza di dinamiche divergenti tra l’accumulazione della ricchezza ai vertici e le condizioni materiali diffuse. La concentrazione emerge anche attraverso confronti che lo studio definisce strutturali: i dodici miliardari più ricchi detengono, nel loro insieme, una ricchezza superiore a quella della metà più povera dell’umanità, pari a oltre quattro miliardi di persone.

Questo andamento si inserisce in un contesto in cui gli strumenti fiscali redistributivi restano limitati. Le imposte patrimoniali sono attualmente applicate solo in un numero ristretto di Paesi, come la Norvegia, mentre in altre economie avanzate, dalla Gran Bretagna alla Francia fino all’Italia, il tema è oggetto di dibattito ma non di applicazione sistematica. Il rapporto affianca questo dato al riferimento ai tagli agli aiuti e al ridimensionamento di alcune libertà civili in diversi contesti nazionali, componendo un quadro che restituisce la natura strutturale delle attuali disuguaglianze globali.

La conseguenza è che i 12 miliardari più ricchi del mondo possiedono una ricchezza (2.635 miliardi di dollari) superiore a quella detenuta dalla metà più povera dell’umanità, ovvero da oltre 4,1 miliardi di persone.

 

I miliardari crescono anche “grazie” a Donald Trump

Oxfam collega l’ultima fase di crescita delle grandi fortune anche alle scelte di politica economica degli Stati Uniti. In particolare, le misure adottate durante la seconda amministrazione di Donald Trump: tagli fiscali, protezione delle multinazionali dalle pressioni internazionali e un allentamento della regolazione sui monopoli. A questo si aggiunge il ruolo dei mercati finanziari, con le valutazioni elevate delle società legate all’intelligenza artificiale che hanno generato ulteriori guadagni per gli investitori già più capitalizzati. In questo quadro, il numero dei miliardari ha superato per la prima volta quota 3.000 e, sempre secondo Oxfam, Elon Musk è diventato il primo individuo a oltrepassare i 500 miliardi di dollari di patrimonio netto. 

 

Dalla politica all’informazione: il peso dei miliardari nello spazio pubblico

Accanto ai dati patrimoniali, il report pone l’accento sulla dimensione politica. Oxfam rileva che i miliardari avrebbero probabilità oltre 4.000 volte superiori rispetto ai cittadini comuni di ricoprire cariche istituzionali e documenta, per il solo 2024, contributi per 2,6 miliardi di dollari versati da cento famiglie miliardarie alle elezioni federali statunitensi, con circa un dollaro ogni sei della spesa elettorale complessiva riconducibile a candidati, partiti e comitati legati a grandi aziende. A questi dati si affiancano le stime sul lobbying (88 milioni di dollari spesi dai dieci uomini più ricchi del mondo negli Stati Uniti nello stesso anno, contro i 54,5 milioni attribuiti ai sindacati) e quelle sulla proprietà dei media: sette delle dieci maggiori aziende globali del settore risultano controllate da miliardari, con esempi che includono Jeff Bezos, Musk, Patrick Soon-Shiong e Vincent Bolloré.

Inoltre, le 11,8 miliardi di ore trascorse ogni giorno su piattaforme social controllate da miliardari e il fatto che circa un terzo degli utenti vi attinga per informarsi collocano l’espansione dell’intelligenza artificiale generativa tra i fattori che possono amplificare i rischi di disinformazione in un sistema mediatico già fortemente concentrato.

Immagine di Hillary Di Lernia

Hillary Di Lernia

Classe 1994 e laureata in scienze della comunicazione, si è specializzata in sociologia conseguendo successivamente un master in criminologia. Giornalista pubblicista, ha collaborato con diverse testate finanziarie tra cui Bluerating e Milano Finanza, occupandosi di risparmio gestito e approfondimenti sui mercati finanziari. Oggi svolge anche la professione di criminologa e giornalista d’inchiesta, con particolare attenzione alle dinamiche sociali, economiche e criminali.

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