Calcio e finanza. Un binomio che, considerando il numero di fondi di investimento proprietari di società calcistiche, numero in aumento, appare sempre più stretto. L’asset manager britannico M&G ha deciso di reinterpretare il binomio in occasione dei Mondiali 2026, con il calcio d’inizio previsto stasera alle ore 21 italiane allo stadio Azteca di Città del Messico. L’incontro vedrà affrontarsi il Messico e il Sudafrica. A seguire Corea del Sud contro Repubblica Ceca, alle 4 di venerdì 12 giugno.
Gli asset manager di M&G si sono chiesti cosa succederebbe se, per prevedere i risultati delle partite dei Mondiali di calcio, si utilizzassero non soltanto le classifiche FIFA ma anche inflazione, crescita economica, disoccupazione e debito pubblico? Da questa curiosità è nata l’iniziativa del team BondVigilantes, che ha sviluppato un modello previsionale capace di combinare dati calcistici e fondamentali macroeconomici.
Ogni partita viene così interpretata come un confronto tra sistemi-paese, in cui la qualità delle istituzioni, la crescita del Pil e la stabilità finanziaria contribuiscono alla valutazione complessiva delle nazionali in campo.
In questo articolo:
- Come funziona il modello economico-calcistico di M&G
- Mondiali 2026: le prime due previsioni di M&G
Come funziona il modello economico-calcistico di M&G
Alla base del modello c’è un algoritmo che attribuisce il 50% del peso alle classifiche Fifa ufficiali e il restante 50% a un punteggio economico che tiene conto di sei variabili: popolazione, crescita reale del Pil, inflazione, disoccupazione, tassi ufficiali e rapporto debito pubblico/Pil.
Secondo il team di BondVigilantes, la popolazione rappresenta il punto di partenza naturale: più ampia è la base demografica, maggiore è la probabilità di individuare talenti calcistici. La crescita economica viene interpretata come un indicatore della capacità di investimento nelle infrastrutture sportive e nei vivai. Al contrario, inflazione elevata e disoccupazione costituiscono fattori penalizzanti perché segnalano instabilità e minore sviluppo.
Anche il livello dei tassi di interesse entra nell’equazione. Paesi con tassi contenuti vengono considerati generalmente più stabili dal punto di vista istituzionale e finanziario. Il debito pubblico, invece, ha un impatto più limitato, quasi come un’ammonizione nel linguaggio calcistico. Gli sviluppatori del modello spiegano infatti che una penalizzazione eccessiva rischierebbe di sottovalutare economie solide come quella giapponese. Per evitare risultati eccessivamente teorici, il sistema incorpora inoltre una componente casuale che tiene conto dell’imprevedibilità tipica dello sport.
Mondiali 2026: le prime due previsioni di M&G
La prima partita analizzate con il modello di M&G è la sfida di apertura tra Messico e Sudafrica. Carlos Carranza, gestore di portafoglio specializzato nel debito dei mercati emergenti, legge la sfida attraverso le dinamiche fiscali delle due economie: “Se il Sudafrica riuscirà a giocare come ha gestito le proprie dinamiche fiscali, allora il Messico dovrà prepararsi all’impatto”, osserva sottolineando i progressi registrati nella riduzione del deficit pubblico sudafricano.
L’esperto non manca però di evidenziare la solidità delle istituzioni messicane. “Il Messico resta un calcio investment grade”, afferma, paragonando la credibilità della banca centrale Banxico all’affidabilità del portiere Guillermo Ochoa.
Il modello assegna ai padroni di casa una vittoria per 2-0, anche se Carranza si mostra più prudente e intravede la possibilità di un pareggio per 1-1. Nella sua analisi emerge anche un interessante parallelo tra la coalizione di governo sudafricana e il calcio: “Goals Need Unity”, sintetizza, trasformando l’acronimo GNU in uno slogan sportivo.
Corea del Sud e Repubblica Ceca è un altro confronto particolarmente interessante nel quadro dei Mondiali 2026. Eva Sun-Wai, gestore di portafoglio Global Macro, descrive la Corea del Sud come un Paese caratterizzato da fondamentali robusti ma da una narrativa economica spesso complessa.
L’esperta evidenzia la forte crescita delle esportazioni di semiconduttori, l’accelerazione dell’export complessivo e la revisione al rialzo delle prospettive economiche da parte della Banca di Corea. Allo stesso tempo, sottolinea come inflazione, cambio e crescita rendano particolarmente articolata la gestione della politica monetaria.
La Corea del Sud continua inoltre il proprio percorso verso il riconoscimento come mercato sviluppato, sostenuta dall’ingresso dei titoli governativi nel FTSE World Government Bond Index e da afflussi stimati per circa 52 miliardi di dollari.
Dal lato opposto del campo, Eldar Vakhitov mette in evidenza la trasformazione economica della Repubblica Ceca. Dal 2006 a oggi il Pil pro capite del Paese è passato dal 45% al 71% della media dell’Eurozona. Un progresso che ha contribuito al riconoscimento della Repubblica Ceca come economia avanzata da parte del Fondo Monetario Internazionale. Secondo l’analista, la forza del Paese risiede nella disciplina fiscale, nel basso debito pubblico e nella credibilità della banca centrale. Caratteristiche che potrebbero tradursi anche sul terreno di gioco. “Disciplina, coerenza e prudenza potrebbero essere esattamente ciò di cui la squadra di calcio ha bisogno per raggiungere la fase a eliminazione diretta”, osserva. Risultato finale? 2 a 1 per la Corea del Sud.









