I Mondiali di calcio 2026 si giocano da giovedì 11 giugno a domenica 19 luglio tra Stati Uniti, Messico e Canada. Tornata alla sua tradizionale collocazione estiva dopo l’esperimento invernale nel mondo arabo, la Coppa del Mondo avrà un nuovo format a 48 squadre (16 in più rispetto a Qatar 2022) per un totale di 104 partite, ben 40 in più rispetto alla precedente edizione.
Il numero dei gironi è aumentato da otto a dodici (dal gruppo A al gruppo L) con l’aggiunta di un turno ulteriore nelle fasi a eliminazione diretta (i sedicesimi di finale) per incorporare il numero ampliato di Nazionali partecipanti. Una terza importante novità, oltre al format allargato e all’organizzazione congiunta, è il montepremi extra: i premi economici messi in palio dalla Fifa non sono mai stati così imponenti.
In questo articolo:
- Mondiali di calcio 2026: un montepremi senza precedenti
- Quanto guadagna la Nazionale che vince la Coppa del Mondo 2026
Mondiali di calcio 2026: un montepremi senza precedenti
Alla vigilia della finale di Coppa Intercontinentale, vinta ai rigori dal Paris Saint-Germain di Nasser Al-Khelaïfi contro i brasiliani del Flamengo, il Consiglio Fifa si è riunito a Doha per approvare un contributo finanziario da record per i campionati 2026. Il montepremi complessivo ammonta a 727 milioni di dollari, con 655 milioni di specifici prize money: è la cifra più alta mai stanziata nella lunga storia del mondiale di calcio, cominciata nel 1930 da un’idea di Jules Rimet.
Il budget di 727 milioni sarà distribuito fra le 48 Nazionali partecipanti sotto forma di premi in denaro, con un significativo +50% rispetto alle cifre dell’edizione 2022 in Qatar. I cash prize sono legati ai risultati sportivi, ma le Federazioni di ogni squadra qualificata riceveranno un contributo fisso di 1,5 milioni di dollari per coprire le spese di preparazione al torneo. L’ingresso nel tabellone principale, con la partecipazione alla fase a gironi, vale invece 9 milioni. Ciò significa che tutte le associazioni calcistiche nazionali avranno la certezza di incassare almeno 10,5 milioni dalla sola qualificazione al mondiale.
Quanto guadagna la Nazionale che vince la Coppa del Mondo 2026
La Nazionale che vince la Coppa del Mondo porta a casa la bellezza di 50 milioni di dollari, un ammontare che arriva a 51,5 milioni aggiungendo il contributo fisso. La finalista strappa un premio di 33 milioni, mentre le due semifinaliste ottengono, rispettivamente, 29 milioni per il terzo posto e 27 milioni per il quarto. Il modello è a scalare fino agli 11 milioni per chi raggiunge i sedicesimi e ai 9 milioni destinati a chi non supererà i gironi. Ecco nel dettaglio la distribuzione dei premi:
- Campione del mondo: 50 milioni di dollari;
- Finalista: 33 milioni di dollari;
- Terzo posto: 29 milioni di dollari;
- Quarto posto: 27 milioni di dollari;
- Quarti di finale: 19 milioni di dollari;
- Ottavi di finale: 15 milioni di dollari;
- Sedicesimi di finale: 11 milioni di dollari;
- Fase a gironi: 9 milioni di dollari.
“La Coppa del Mondo 2026 sarà rivoluzionaria anche dal punto di vista del contributo finanziario alla comunità calcistica globale”, ha spiegato il presidente Gianni Infantino in una nota. Nell’ottica dell’esecutivo, l’incremento del montepremi intende rafforzare la solidità economica delle Federazioni, ampliare l’impatto redistributivo del Mondiale a livello globale e sostenere lo sviluppo del calcio giovanile. Non a caso il contributo monstre è stato presentato insieme ai nuovi tornei Under 15 in formato festival, aperti a tutte le 211 Federazioni affiliate: la prima edizione si terrà nel 2026 con le squadre maschili, la seconda nel 2027 con le formazioni femminili e dal 2028 si procederà con la doppia competizione.
In occasione del summit di Doha, il Consiglio Fifa ha anche approvato l’istituzione di un fondo per la ripresa post-conflitto. Questo strumento finanziario, ribattezzato Fifa Peace Fund, sarà aperto ai contributi di terzi (previa una approfondita indagine patrimoniale) per sostenere le regioni del mondo colpite dalle guerre: il Medio Oriente, l’Africa (in particolare il Sudan, la Libia, il Sahel, il Mali e la Repubblica Democratica del Congo), l’Ucraina in Europa, Haiti e la Colombia in America Latina.









