Monete rare, come venderle in completa sicurezza

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Può capitare di trovare in soffitta, nei negozi d’antiquariato o nei mercatini dell’usato monete rare, o magari di ricevere collezioni in eredità: spesso e volentieri, tuttavia, come venderle si trasforma in un problema, specie se non si è esperti collezionisti. Alcuni esemplari, infatti, sono particolarmente preziosi, come il Silver Dollar del 1804, il Saint-Gaudens Double Eagle d’oro del 1907 e la Double Eagle del 1933, battuta all’asta da Sotheby’s nel 2021 per la bellezza di 18,9 milioni di dollari.

Nel mondo della numismatica sono tanti i pezzi pregiati e introvabili che fanno gola a intenditori, appassionati e investitori: monete capaci di raggiungere un valore altissimo nel mercato secondario. Grazie a un’eredità o a un ritrovamento fortunato, a un acquisto azzeccato o a un colpo di fortuna, come ci si deve comportare quando si incappa in una moneta rata? A chi è consigliabile portarla e qual è il modo migliore per metterla in vendita?

 

Come faccio a sapere se una moneta ha valore?

L’identificazione e la valutazione di una moneta rara si basano sull’interesse dei collezionisti. Gli specialisti della numismatica identificano e valutano una moneta innanzitutto in base alla sua origine (il periodo storico di coniazione e la nazione di emissione) e ai metalli preziosi di cui è composta: oro, argento, platino, acciaio, nichel, cupronichel e così via. A determinare il valore effettivo sono però altri due fattori.

Il primo elemento decisivo per la valutazione di una moneta rara è lo stato di conservazione: la classificazione prevede diversi gradi di condizione a seconda dell’usura delle superfici determinata dalla circolazione. Si va da molto usurata e discreta (D) fino a splendida (SPL) e Fior di conio (FDC), che è considerato il livello più elevato di conservazione. Più la moneta si avvicina al Fior di conio, ovvero alla brillantezza originale priva di segni di circolazione, maggiore è il suo valore.

C’è poi la questione della tiratura, ossia la quantità di pezzi coniati e messi in circolazione. Meno monete di una certa emissione esistono in circolazione, più aumenta il loro valore. Non è un caso se le monete con tirature limitate o con errori di conio (fuori centro, tondello sbagliato, bordo ritagliato, doppio valore, sovraconio, doppio colpo, doppia testa, immagine in incuso, rotazioni di assi e altri errori di questo tipo) sono le più ricercate dai collezionisti.

 

Monete rare: come venderle in sicurezza

Dopo aver ottenuto un certificato di autenticità e una valutazione attendibile e corretta da parte di un esperto numismatico o di un’associazione riconosciuta, è necessario scegliere il posto e il modo più adatto per organizzare la vendita. La prima soluzione è rivolgersi a negozi e aziende numismatiche che possono offrire consulenze, valutazioni e perizie (a pagamento) per stabilire l’autenticità, la provenienza lecita e il valore della moneta. Se si sceglie un negozio per la vendita, ci sarà anche da pagare una commissione per l’esercente che fa da intermediario con l’acquirente.

La seconda opzione è trovare un collezionista privato per effettuare una vendita diretta. In questo caso, però, bisogna fare molta attenzione, sia a riconoscere il reale valore dell’esemplare (la valutazione di un perito numismatico è sempre migliore di una raccolta autonoma di informazioni del mercato) che alle truffe. Ormai in rete circolano migliaia di articoli privi di fondamento su presunti tesori nascosti: sono fake news che illudono gli inesperti e spingono gli imbroglioni a vendere a cifre spropositate monete prive di valore. Marketplace come eBay, Etsy, Catawiki e Subito.it non sono immuni a questa tendenza.

 

Vendere online o affidarsi a una casa d’aste

Chi preferisce muoversi in autonomia può mettere le sue monete all’asta, sia online che presso le case indipendenti o associate all’Anca, l’Associazione nazionale delle case d’asta. I siti di e-commerce generalisti più usati in Italia per vendere (e scambiare) monete rare sono eBay, Amazon, Etsy, Catawiki, Subito.it e Framework360. In alternativa ci sono portali specializzati come Nomisma, LaMoneta.it e Cartamoneta.com con aste online e specifiche sezioni di compravendita. In questi casi, bisogna inserire tutte le informazioni, le immagini e i dettagli relativi ai prodotti e stabilire un prezzo di partenza. In aggiunta, si possono usare pure i social network per la vendita, in particolare il marketplace di Facebook.

L’alternativa è affidare le monete a una casa d’aste per la vendita all’incanto. Questa scelta è consigliata soprattutto a chi è in possesso di esemplari di valore elevato che sono difficilmente vendibili altrove. Chi sceglie questa soluzione deve tenere presente che le case trattengono una commissione variabile (a seconda dell’importo realizzato) per l’intermediazione, solitamente tra il 20% e il 30% del prezzo di vendita. Inoltre i tempi di liquidazione sono lunghi: vanno da tre a sei mesi. Le case d’aste in Italia sono numerose: tra le più celebri per le monete rare spiccano Arcadia, Bertolami, Bolaffi, Cambi, Capitolium e Finarte. Ciascuna ha specifiche condizioni per la vendita e dopo la stima della moneta (di solito gratuita) si occupa di ogni aspetto, dall’allestimento dell’asta e la promozione sui suoi canali al saldo finale.

Immagine di Alessandro Zoppo

Alessandro Zoppo

Ascolta musica e guarda cinema da quando aveva 6 anni. Orgogliosamente sannita ma romano d'adozione, Alessandro scrive per siti web e riviste occupandosi di cultura, economia, finanza, politica e sport. Impegnato anche in festival e rassegne di cinema, Alessandro è tra gli autori di Borsa&Finanza da aprile 2022 dove si occupa prevalentemente di temi legati alla finanza personale, al Fintech e alla tecnologia.

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