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Mortgage backed securities: la bomba può scoppiare in mano alle banche

Mortgage backed securities: una bomba che può scoppiare in mano alle banche

La crisi bancaria americana sta contaminando il mercato dei mortgage backed securities, ossia delle obbligazioni garantite dai mutui ipotecari, che sono state protagoniste della grande crisi del 2008. Negli Stati Uniti questa tipologia di titoli è ampiamente detenuta da banche, assicuratori e fondi obbligazionari, in quanto sostenuta dai prestatori del governo Fannie Mae e Freddie Mac. Pertanto, è considerata più sicura. Oltre a essere obbligazioni con meno probabilità di default, i mortgage backed securities sono molto facili da acquistare e vendere perché trattati in un mercato altamente liquido.

Il problema è che la tempesta che si è abbattuta sulle banche potrebbe comportare una vendita forzata che, in un contesto di tassi alti, significherebbe contabilizzare perdite sostenute. Molti operatori finanziari sono seduti sopra una montagna di obbligazioni ipotecarie che, per via della risalita dei rendimenti, registrano una quantità notevole di perdite non realizzate. Fino a quando i bond rimangono in portafoglio e vengono portati alla scadenza finale, non vi sono problemi. Se invece nascono esigenze di liquidità, come nel caso delle tre banche statunitensi fallite, e si è costretti a cedere i titoli sul mercato, la situazione si fa difficile perché le perdite non realizzate diventano effettive.

 

Mortgage backed securities: ecco le banche a rischio

Negli ultimi mesi, i gestori dei fondi hanno venduto una buona parte dei loro mortgage backed securities, subendo parecchie perdite. Le banche sono riuscite a resistere alla tentazione, con l’obiettivo di portare i titoli fino alla scadenza, visti i prezzi di mercato più bassi. La domanda è quanto potrà durare questa situazione per gli istituti di credito, prima di trovarsi a corto di denaro. Da quando vi sono state le chiusure di Silvergate Capital, Silicon Valley Bank e Signature Bank, sono cresciuti i deflussi dei depositi dalle banche più piccole in direzione di quelle più grandi.

Nel frattempo le autorità di regolamentazione USA sono intervenute per garantire la liquidità necessaria affinché molte aziende di credito non si trovino nella condizione di dover liquidare gli asset contabilizzando perdite. Tuttavia, ciò potrebbe non essere sufficiente. Non a caso, il Segretario del Tesoro Janet Yellen ha riferito che un nuovo intervento massiccio a sostegno del sistema bancario per arginare il flusso di prelievi è reputato possibile.

Una delle società finanziarie a rischio è il colosso dell’intermediazione Charles Schwab Corp., che ha in pancia 237 miliardi di dollari di mortgage backed securities, secondo i documenti depositati presso la Securities and Exchange Commission. “Dato il nostro significativo accesso alle fonti di liquidità, c’è quasi zero possibilità che avremmo bisogno di vendere il nostro portafoglio prima della scadenza”, ha detto una portavoce di Charles Schwab. Tuttavia, le azioni sono in caduta libera da inizio marzo, segno eloquente del fatto che il mercato non si fida. Altre istituzioni di medie dimensioni, come Truist Financial Corp. e U.S. Bancorp, sono tra i maggiori detentori di obbligazioni garantite da ipoteca, ma non sembra che al momento emergano segnali che possano far suonar un campanello d’allarme.

AUTORE

Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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