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Trimestrale MPS: utili salgono di oltre 20 volte, ma le azioni non decollano

MPS: gli utili trimestrali salgono di oltre 20 volte, ma le azioni non decollano

Le azioni di MPS viaggiano intorno alla parità oggi alla Borsa di Milano, nonostante la società abbia riportato una trimestrale eccellente e ben oltre le aspettative degli analisti. La banca senese ha realizzato profitti di oltre venti volte superiori rispetto al primo trimestre dello scorso anno. Ciò conferma “il nuovo posizionamento della banca, capace di generare una profittabilità sostenibile e con un miglioramento della performance operativa, grazie ai risultati già raggiunti nell’implementazione del piano industriale 2022-2026”, ha riferito la società nel comunicato che accompagna la presentazione dei risultati.

 

MPS: i numeri della trimestrale nel dettaglio

MPS ha prodotto ricavi complessivi per 879 milioni di euro nei primi tre mesi dell’anno in corso, segnando una crescita dell’11,8% in confronto allo stesso periodo del 2022 e del 4,8% su base trimestrale. La gran parte della performance è stata ottenuta dal margine di interesse, balzato del 56,6% anno su anno a 505 milioni di euro. La banca ha specificato come i dati siano frutto in primis del miglioramento dello spread tra interessi attivi e passivi, e in secondo luogo della crescita del contributo del portafoglio titoli della capogruppo in conseguenza di maggiori rendimenti. Il margine di interesse si è incrementato anche rispetto al quarto trimestre 2022, avanzando dell’1,2% per effetto del maggior contributo degli impieghi commerciali dovuto alla crescita dei tassi BCE.

Le commissioni nette sono risultate di 332 milioni di euro alla fine di marzo 2023, mettendo in luce un incremento del 7,3% su base trimestrale grazie soprattutto alla ripresa delle commissioni sulla gestione del risparmio. Su base annua vi è però un calo del 10,2%, da attribuirsi in particolare alla “volatilità di mercato e al rinnovato interesse da parte della clientela per gli investimenti a tasso fisso”.

Il gruppo ha ottenuto un risultato operativo netto di 309 milioni di euro, in netta crescita rispetto ai 136 milioni di euro dei primi tre mesi del 2022 e ai 233 milioni del trimestre precedente. L’utile netto è ammontato a 236 milioni di euro, mostrando una crescita gigantesca rispetto all’utile di appena 10 milioni di euro del primo quarto dello scorso anno e anche in confronto ai 156 milioni del trimestre di dicembre. Inoltre, ha stracciato le stime del consensus a 122 milioni di euro.

Dal punto di vista patrimoniale, si rileva una raccolta complessiva di 177,9 miliardi di euro, in crescita di 3,4 miliardi di euro su base trimestrale (2,1 miliardi per la raccolta diretta e 1,4 miliardi per quella indiretta). Mentre se si fa il paragone con il primo trimestre 2022, vi è un calo complessivo di 6,4 miliardi di euro (-6,1 miliardi la raccolta diretta e -0,4 miliardi quella indiretta).

Per quanto riguarda i coefficienti patrimoniali, al 31 marzo 2023 il CET1 Ratio fully loaded si è attestato a 14,4% rispetto al 15,6% di dicembre 2022 e il Total Capital Ratio al 18% rispetto al 19,5% di dicembre 2022. Includendo l’utile del primo trimestre, il CET1 Ratio proforma risulta al 14,9% e il Total Capital Ratio al 18,5%.

 

Le azioni in Borsa

Le azioni MPS sono partite a spron battuto all’apertura delle contrattazioni a Piazza Affari, salendo subito di oltre il 3%. Gli investitori poi hanno preferito realizzare i guadagni dopo anche il rialzo di ieri, in cui il titolo è balzato del 5,8%. Quest’ultimo movimento era stato innescato dalle indiscrezioni che lo Stato, che controlla la banca con una quota del 64,2%, possa attuare una vendita graduale della partecipazione valutando tutte le potenziali offerte affidabili. I nomi dei candidati, che si fanno ormai da tempo, risultano essere UniCredit, Banco BPM e BPER, per quanto le tempistiche di una possibile aggregazione non sembrano brevi. Ad ogni modo, l’amministratore delegato Luigi Lovaglio ha detto che la banca di Rocca Salimbeni adesso è in grado di “generare valore per tutti gli stakeholder” e che è giunto il tempo “per una valutazione adeguata” dell’azienda.

AUTORE

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Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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