Sul palco della Mediobanca Ceo Conference, Luigi Lovaglio ha rotto il silenzio delle ultime settimane, scegliendo le parole con una cura maniacale. La stessa cura di chi sa di essere ascoltato da più interlocutori contemporaneamente. I temi ovviamente erano diversi, ma strettamente concatenati e impossibili da evitare, vista la loro portata: l’offerta pubblica di acquisto e scambio lanciata da Intesa Sanpaolo proprio su Rocca Salimbeni, la proposta di fusione alla pari avanzata da Banco Bpm, e il progetto di integrazione con Mediobanca. Tre scenari, tre interlocutori, una sola regia.
In questo articolo:
- Luigi Lovaglio: “Mps è un gioiello”
- L’integrazione con Mediobanca
Luigi Lovaglio: “Mps è un gioiello”
La risposta di Lovaglio ha avuto il tono di chi non vuole chiudere porte, ma ha cura di alzare la soglia d’ingresso. “Accogliamo con favore l’interesse verso Mps: la rinascita di Montepaschi negli ultimi anni ci ha portato a diventare un attore di primo piano, altamente attraente, e quando una banca viene riconosciuta anche a livello istituzionale come un gioiello, è chiaro che lo standard di qualsiasi operazione diventa naturalmente più elevato“, ha dichiarato l’amministratore delegato.
Una formulazione che suona come un avvertimento diplomatico: chiunque voglia Mps deve essere consapevole del prezzo, non solo in termini economici. Il riferimento alla capitalizzazione ha reso il concetto ancora più esplicito. “Quattro anni fa Montepaschi aveva una capitalizzazione di mercato di 300 milioni”, ha ricordato Lovaglio. “Oggi, grazie a Mediobanca, ne abbiamo più di 30 miliardi”. Un salto di cento volte che l’ad ha usato come argomento retorico, oltre che finanziario: chiunque voglia sedersi al tavolo deve confrontarsi con una banca trasformata, non con quella che rischiava il dissesto.
Sul piano procedurale, Lovaglio ha tenuto un profilo di rigorosa correttezza formale. “C’è un processo, ci sono delle regole e voglio attenermi a queste: con il consiglio di amministrazione noi siamo completamente impegnati ad analizzare tutte le opzioni nell’interesse di tutti gli stakeholder e degli azionisti, e questo è un dovere che mi sento di confermare al mercato”, ha affermato. Nessuna preferenza esplicitata, nessuna porta chiusa. Il richiamo alla passivity rule, la norma che impedisce al management di adottare misure difensive senza l’approvazione degli azionisti durante un’offerta, è arrivato puntuale: “La regola della passivity rule esiste per proteggere gli azionisti e noi la rispettiamo pienamente. Il dovere di un consiglio di amministrazione è quello di analizzare, valutare e cercare l’opzione migliore nell’interesse dei nostri azionisti, ed è proprio quello che stiamo facendo”.
L’integrazione con Mediobanca
Eppure, dentro questa neutralità di facciata, la preferenza di Lovaglio per il progetto con Mediobanca è emersa con una chiarezza che difficilmente poteva passare inosservata alla platea della conferenza. “Credo sempre di più che la combinazione di Mediobanca con Mps rappresenti una delle migliori iniziative per affrontare le sfide del mercato e per offrire ai nostri clienti servizi unici e completi”, ha detto l’ad, aggiungendo che l’integrazione procede “in linea con le tempistiche previste”.
L’accento sul brand, “unendo lo storico e iconico brand di Monte Paschi con lo storico e iconico brand di Mediobanca”, ha suonato come la descrizione di un progetto già avviato, non di una delle tante opzioni sul tavolo. Nel frattempo, i consigli di amministrazione di Mps, Mediobanca Premier e Banca Widiba hanno approvato all’unanimità il progetto di scissione mediante scorporo che costituisce un passaggio attuativo del percorso di integrazione già deliberato lo scorso febbraio.
L’operazione prevede, tra le altre cose, il trasferimento delle attività di corporate & investment banking e private banking in una società non quotata interamente controllata da Mps, che assumerà la denominazione di Mediobanca SpA, insieme alla partecipazione in Assicurazioni Generali. Le delibere assembleari sono attese dopo le necessarie autorizzazioni regolamentari.
Su un punto, infine, Lovaglio ha tenuto a marcare la propria posizione rispetto al dibattito più generale sul consolidamento del settore. “Il consolidamento nel settore bancario è utile, è salutare, ma deve anche garantire che il mercato sia ben servito”, ha detto, sottolineando la necessità di “un facile accesso al credito per le famiglie, le piccole e medie imprese e le grandi imprese”. In questo quadro, Mps si posiziona come “uno dei più importanti operatori indipendenti”.









