MPS: nel giorno della semestrale arriva la bomba legale da 1,8 miliardi - Borsa e Finanza

MPS: nel giorno della semestrale arriva la bomba legale da 1,8 miliardi

MPS: nel giorno della semestrale arriva la bomba legale da 1,8 miliardi

Giornata nera oggi a Piazza Affari per le azioni MPS, dopo il rilascio dei risultati semestrali della banca. Il titolo ha perso oltre il 6%, non tanto per quanto emerso dai conti, in linea con l’esecuzione del Piano Industriale 2022-2026, stando a quanto riferito dall’Amministratore Delegato Luigi Lovaglio. A determinare il malumore degli investitori una bomba legale da 1,8 miliardi di dollari che è scoppiata a via Rocca Salimbeni.

Il comunicato, arrivato in concomitanza alla diffusione dei conti, annulla la notizia positiva di pochi giorni fa, quando la Commissione Europea ha dato il via libera alla richiesta del MEF, maggiore azionista di MPS con il 64% delle quote, di prorogare la sua permanenza nel capitale azionario. Una decisione che non ha fatto felici tutti gli schieramenti politici, anche e soprattutto in considerazione del fatto che tale permanenza ha un prezzo da pagare per i contribuenti italiani.

 

MPS: la richiesta di risarcimento

Il fardello che pesa su Banca Monte dei Paschi di Siena riguarda la richiesta di risarcimento danni avanzata da una società di consulenza per conto di investitori istituzionali in merito alle informazioni finanziarie dell’azienda di credito. La pretesa è di 1 miliardi di euro, che si aggiunge a quella di 800 milioni di euro pervenuta alla banca agli inizi di agosto da parte della stessa società.

I legali di MPS hanno riferito che non sussistono le condizioni per fare una stima del danno, tuttavia l’istituto di credito ha provveduto a effettuare accantonamenti al fondo rischi e oneri. Lovaglio ha cercato di infondere rassicurazioni al mercato, già provato per la situazione generale costantemente in bilico della banca più vecchia del mondo. “Le lettere con richieste presentate da questa società di consulenza per conto di investitori istituzionali difettano di documentazione, legittimità e nesso causale. Di conseguenza risultano essere infondate”, ha detto il CEO aziendale, che poi ha precisato che “tali richieste non giustificano quasi gli accantonamenti della banca, per cui è stato dato mandato agli avvocati di MPS affinché proteggano gli interessi dell’istituto”.

 

Un semestre in linea con le attese

I maggiori accantonamenti per i rischi legali a 78 milioni di euro hanno portato l’utile netto di MPS nei primi sei mesi dell’anno a un risultato inferiore alle attese, sebbene la performance operativa sia sostanzialmente in linea. L’utile netto di periodo è stato di 27,2 milioni di euro, subendo un tracollo dell’86,5% rispetto ai 202,1 milioni dello scorso anno. Il risultato operativo netto è ammontato a 230,4 milioni di euro, in calo del 29,5% rispetto ai 326,9 milioni del primo semestre 2021. I ricavi sono stati di 1,522 miliardi nel semestre, in diminuzione del 2,5% in confronto allo stesso periodo dello scorso anno.

Risalta il margine d’interesse cresciuto su base annua del 12,8% a 660 milioni di euro, grazie all’aumento dei tassi sul mercato, il che compensa il calo del 2,6% delle commissioni nette a 728 milioni di euro. La società ha annunciato che il 15 settembre prenderà il via l’aumento di capitale di 2,5 miliardi di euro, con l’aggiunta nel Consorzio di garanzia di Banco Santander, Barclays Bank Ireland, Société Générale e Stifel Europe Bank, che si uniscono a BofA Securities Europe, Citigroup, Credit Suisse e Mediobanca.

 

AUTORE

Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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