Mutui Italia: giovani in prima linea, tasso medio al 3,28% tra i più bassi Ue

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Mutui casa in accelerazione e con un nuovo protagonista: i giovani. Nel 2025 le richieste complessive di nuovi mutui e surroghe sono salite del 12% secondo il Barometro Crif, dopo il +12,1% dell’anno precedente, e oltre un terzo delle domande arriva ormai da under 35.

Inoltre, il quadro italiano del credito immobiliare fotografato dalle statistiche europee mostra uno stock in crescita e un tasso medio sui mutui al 3,28%, tra i più bassi in Ue, in un contesto di progressiva riduzione del costo del denaro e di misure pubbliche di sostegno all’accesso alla prima casa.

 

In questo articolo:

 

  • Mutui casa, il motore sono gli under 35
  • Mutui, prezzi e compravendite: il ritratto del mercato italiano
  • Italia, il tasso medio è tra i più bassi d’Europa

 

Mutui casa, il motore sono gli under 35

Lo studio di Confedilizia indica che nel 2025 la quota di richiedenti con meno di 35 anni è salita al 35,8% del totale, dal 34,7% del 2024 e dal 33,8% del 2023. All’interno di questo aggregato, la fascia tra i 25 e i 34 anni ha rappresentato nel 2025 il 32,1% delle richieste di mutuo, contro il 30,1% registrato due anni prima e il 30,9% del 2023. La distribuzione per età mette in luce un andamento differenziato: la quota di domande presentate da chi ha tra i 35 e i 44 anni è rimasta sostanzialmente stabile, passando dal 30,8% del 2024 al 31% del 2025, mentre l’incidenza dei richiedenti con 45 anni o più è scesa dal 34,5% al 33,2%, dopo il 35,2% rilevato nel 2023. Confedilizia collega questi numeri, tra l’altro, alla proroga del Fondo di garanzia Consap per gli under 36 con Isee fino a 40 mila euro, che può coprire fino all’80% del mutuo destinato all’acquisto o alla ristrutturazione dell’abitazione principale, e richiama anche il contesto di riduzione del costo del denaro: il tasso di riferimento della Banca centrale europea, a gennaio 2025 al 3,15%, è stato portato nel giro di quattro interventi al 2,15% nel mese di giugno.

 

Mutui, prezzi e compravendite: il ritratto del mercato italiano

Nel terzo trimestre del 2025 il mercato italiano del credito ipotecario appare ancora in fase espansiva. Secondo la Quarterly Review dell’European Mortgage Federation, lo stock di mutui residenziali in essere viene stimato attorno ai 435,7 miliardi di euro, in crescita del 3% su base annua e dello 0,7% rispetto al trimestre precedente, mentre la nuova produzione lorda di finanziamenti per l’acquisto di abitazioni si attesta a circa 16,5 miliardi. Sul fronte dei valori, l’indice dei prezzi delle abitazioni (base 2015=100) segna un aumento dello 0,6% sul trimestre e del 3,8% su anno, con le case esistenti in progresso del 4,2% e le nuove abitazioni dell’1,4%. La dinamica delle compravendite, nelle stime riportate, indica oltre 175 mila transazioni residenziali nel periodo, in crescita dell’8,5% su base annua, con la quota di “prime case” che supera il 73% del totale degli acquisti.

 

Italia, il tasso medio è tra i più bassi d’Europa

Altro aspetto fondamentale riguarda il livello dei tassi. Tra luglio e settembre 2025 il tasso medio ponderato sui mutui in Italia si è attestato al 3,28%, in lieve aumento rispetto al 3,19% del trimestre precedente ma comunque tra i valori più bassi nel confronto europeo: nello stesso periodo l’Ungheria ha registrato un tasso medio del 6,64%, la Romania del 5,84%, la Norvegia del 5,27%, mentre Regno Unito e Repubblica Ceca si collocano rispettivamente al 4,25% e al 4,59%. Più vicini ma ancora superiori al livello italiano risultano Germania (3,71%), Olanda e Irlanda (3,59%) e Grecia (3,55%), mentre Belgio (3,22%) e soprattutto Francia (3,09%) e Spagna (2,66%) presentano condizioni leggermente o sensibilmente più favorevoli.

In questo contesto, la struttura delle nuove erogazioni continua a vedere una prevalenza netta delle soluzioni a tasso fisso: la quota di mutui a tasso variabile, intesi come quelli con periodo iniziale di fissazione fino a un anno, è scesa da circa il 46% dei nuovi prestiti nel primo trimestre 2023 a un valore attorno al 12% nel terzo trimestre 2025, pur risalendo di circa 4 punti percentuali rispetto al trimestre precedente, in una fase in cui il Tan dei mutui variabili a 20 e 30 anni si è progressivamente ridotto mentre quello dei fissi è salito fino a valori medi nell’ordine del 3,4% per effetto dell’andamento degli indici Irs. Sul fronte degli strumenti pubblici, il Fondo Prima Casa opera con garanzie statali pari al 50% dell’esposizione su mutui fino a 250 mila euro, estendibili all’80% e al 90% in presenza di determinate condizioni e per le famiglie numerose, e al 30 settembre 2025 risulta aver garantito oltre 630 mila finanziamenti per un ammontare complessivo di 74,5 miliardi di euro; il Fondo di solidarietà Gasparrini, dedicato alla sospensione delle rate dei mutui prima casa fino a 250 mila euro in caso di eventi come perdita del lavoro o grave infortunio, alla stessa data conta più di 189 mila operazioni per un totale di 18,7 miliardi di euro.

Immagine di Hillary Di Lernia

Hillary Di Lernia

Classe 1994 e laureata in scienze della comunicazione, si è specializzata in sociologia conseguendo successivamente un master in criminologia. Giornalista pubblicista, ha collaborato con diverse testate finanziarie tra cui Bluerating e Milano Finanza, occupandosi di risparmio gestito e approfondimenti sui mercati finanziari. Oggi svolge anche la professione di criminologa e giornalista d’inchiesta, con particolare attenzione alle dinamiche sociali, economiche e criminali.

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