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Mutui Jumbo: ecco come hanno fatto fallire First Republic Bank

Mutui Jumbo: ecco come hanno fatto fallire la First Republic Bank

Il sistema bancario americano perde un altro pezzo importante con la caduta di First Republic Bank. Il fallimento della banca di San Francisco è il secondo più grande della storia bancaria americana dopo quello di Lehman Brothers del 2008. L’istituto finanziario scomparirà dalle scene, fuso in JPMorgan che le sue attività. Il tutto si è consumato in una situazione concitata dopo che le soluzioni per salvare la banca si erano sgretolate una dietro l’altra e si andava profilando l’ennesimo default. La strada ritenuta più indolore alla fine è risultata il sequestro della banca da parte della Federal Deposit Insurance Corp. e l’apertura di un’asta governativa per rilevarla.

Nella gara, a cui hanno partecipato quattro istituzioni finanziarie (JPMorgan, Citizens Financial Group Inc., Fifth Third Bancorp e PNC Financial Services Group Inc.), alla fine l’ha spuntata JPMorgan che ha accettato di rilevare tutti i depositi, alleggerendo il peso per FDIC nella copertura anche dei depositi non assicurati.

 

Mutui Jumbo: il successo e il disastro di First Republic Bank

Il collasso di First Republic Bank è derivato da un’incredibile emorragia di depositi: 100 miliardi di dollari nel solo primo trimestre dell’anno. A poco è servito l’afflusso di 30 miliardi di dollari messi a disposizione da 11 grandi banche per cercare di contenere i prelievi. Il malesseredi First Republic Bank ha però radici più lontane.

Il suo presidente Jim Herbert ha lanciato a metà degli anni ’80, quando ha fondato First Republic Bank, una novità che non era riuscita a fare breccia nella sua precedente esperienza alla guida della San Francisco Bancorp. Si tratta dei mutui Jumbo, ovvero finanziamenti ipotecari riservati a soggetti con grandi capacità reddituali e a condizioni molto agevolate. In sostanza, tali mutui venivano concessi solamente a persone dotate di grande affidabilità e merito creditizio.

L’operazione fu da subito un successo perché i mutuatari potevano approfittare di bassi tassi d’interesse pagati per finanziamenti che utilizzavano in maniera più redditizia. Nel periodo pandemico vi è stato un vero boom di questi mutui perché i tassi in genere sul mercato erano a livelli stracciati. First Republic Bank non ha fatto altro che incrementare gli asset in portafoglio e i mutui Jumbo sono aumentati del doppio in quattro anni. Il dramma è iniziato quando la Federal Reserve ha iniziato ad alzare i tassi d’interesse a marzo del 2022. I depositanti hanno cominciato a cercare forme di investimento più remunerative e altrettanto sicure come i fondi monetari. I deflussi dai conti della banca sono stati sempre più forti, fino a mettere in grande difficoltà l’istituto nel far fronte alle richieste di prelievo.

Smobilizzare l’enorme quantità di mutui Jumbo in portafoglio per ottenere la liquidità necessaria a coprire i deflussi equivaleva a realizzare perdite che fino a quel momento erano iscritte in bilancio come non realizzate. La spiegazione è semplice. I tassi d’interesse più alti avevano ridotto la valutazione delle attività della banca. Di quanto? A inizio anno First Republic Bank ha affermato che i mutui sarebbero valsi 19 miliardi di dollari in meno del loro valore nominale se venduti. Se questa cifra si unisce agli 8 miliardi di perdite potenziali su altri prestiti, significa che per contrastare la fuga di denaro dai depositi, l’azienda di credito avrebbe dovuto caricare il bilancio di un passivo di 27 miliardi di dollari. Una cifra insostenibile se si pensa che il capitale comune tangibile della banca ammontava a 15 miliardi di dollari.

I mutui Jumbo risultano essere l’opposto dei mutui subprime, perché i primi sono indirizzati ai clienti più meritevoli e i secondi a quelli più problematici. Eppure entrambi hanno manifestato lo stesso effetto deflagrante, contribuendo in egual misura ai più grandi fallimenti bancari della storia americana. Questo dimostra che le trappole della finanza possono essere molte e colpire anche in terreni che da sempre sono stati considerati più sicuri. L’idea di Herbert era geniale, avendo portato redditività alla First Republic Bank per tanti anni. Alla fine però il banchiere ha innescato un meccanismo che gli si è ritorto contro, trascinando al fallimento il gioiello che aveva creato.

AUTORE

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Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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