Mutui, tassi in calo ad aprile 2025: quale conviene tra fisso e variabile?

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Il mercato dei mutui continua a essere in fermento, con i tassi d’interesse in diminuzione rispetto allo scorso anno.  Le progressive riduzioni operate dalla Banca Centrale Europea (BCE) hanno reso il tasso variabile più conveniente, mentre il tasso fisso si conferma la scelta più sicura per chi vuole bloccare una rata stabile nel tempo.

Vediamo nel dettaglio come si sono mossi i tassi nel primo trimestre del 2025 e quale soluzione risulta più vantaggiosa per chi deve sottoscrivere un mutuo.

 

Mutui, tassi di interesse in calo: ecco di quanto

Dall’inizio del 2024, la BCE ha ridotto il costo del denaro per ben sei volte, determinando un progressivo calo dei tassi di interesse sui mutui. La riduzione ha avuto un impatto significativo soprattutto sui mutui a tasso variabile, che sono tornati su livelli più competitivi rispetto agli ultimi anni.

Secondo i dati aggiornati, ad aprile 2025 il TAN medio dei mutui variabili con durata di 20 o 30 anni si è attestato al 3,69%, contro il 4,84% di marzo 2024. Questo calo si traduce in un risparmio concreto per chi ha già un mutuo variabile o sta pensando di sottoscriverne uno. Ad esempio, per un prestito da 140.000 euro con durata ventennale, la rata è passata da 912 euro a 826 euro, con un risparmio totale sulla durata del finanziamento che supera i 20.600 euro.

Anche i mutui a tasso fisso hanno registrato un leggero calo, seppur meno marcato. Il TAN medio per questa tipologia di finanziamento si è attestato intorno al 2,82% ad aprile 2025, rispetto al 3,02% dell’anno precedente. La riduzione dell’inflazione ha favorito un abbassamento dei tassi fissi, sebbene la loro discesa sia più graduale rispetto a quella del variabile.

 

Mutui, meglio il tasso fisso o il variabile?

Nonostante la discesa dei tassi variabili, il mutuo a tasso fisso continua a essere la scelta più vantaggiosa e sicura per chi sta valutando l’acquisto di una casa. A parità di importo finanziato e durata, il tasso fisso garantisce una rata più bassa rispetto al variabile.

Ad aprile 2025, per un mutuo ventennale da 140.000 euro, la rata mensile con tasso fisso è di 764 euro, mentre con tasso variabile si attesta a 826 euro. Questo significa che, scegliendo il fisso, si risparmiano 62 euro al mese, per un totale di quasi 15.000 euro nell’intero periodo di rimborso.

Se il tasso variabile continua a scendere, la differenza con il fisso si sta progressivamente riducendo, lasciando aperta la possibilità che nei prossimi mesi i due prodotti possano riequilibrarsi. La decisione finale dipende dalle prospettive economiche e dall’andamento degli indici di riferimento: mentre gli Euribor a 1 e 3 mesi sono scesi sotto il 2,34%, il tasso IRS a 20 e 30 anni resta più stabile, rendendo ancora il fisso l’opzione più conveniente.

 

Cosa aspettarsi nei prossimi mesi?

Gli analisti prevedono che la BCE continuerà ad abbassare i tassi di interesse almeno fino alla fine del 2025. Secondo le proiezioni, l’Euribor potrebbe scendere sotto il 2% entro ottobre, rendendo il mutuo variabile più competitivo rispetto ai livelli attuali.

Tuttavia, un elemento chiave da considerare è lo spread applicato dalle banche, che attualmente premia il mutuo a tasso fisso, mantenendo margini più alti sul variabile. Se gli istituti di credito decideranno di ridurre lo spread sui mutui variabili, allora questi potrebbero diventare ancora più vantaggiosi.

Un altro aspetto da monitorare è il calendario delle prossime decisioni della BCE, che potrebbe operare ulteriori tagli dei tassi nelle riunioni del 17 aprile, 5 giugno e 24 luglio 2025. Se ciò dovesse avvenire, il tasso variabile potrebbe diventare più competitivo già entro la seconda metà dell’anno.

In conclusione, per chi deve sottoscrivere un mutuo oggi, il tasso fisso resta l’opzione migliore, con valori storicamente bassi e una rata prevedibile.

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Achiropita Cicala

Giornalista e Seo Copywriter dal 2021. Laureata in Economia Applicata, ha consolidato le conoscenze in materia presso vari studi commerciali, per poi dedicarsi al giornalismo web. Ha lavorato in diverse testate editoriali online (Blastingnews.com, Trend-online.com, Money.it, Ftaonline.com, etc.), occupandosi della redazione di articoli e notizie a carattere economico (finanza personale, mercati, risparmio, pensioni, fisco e tasse, lavoro, previdenza sociale, diritto).

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