Nasdaq 100: azioni tech in crisi, cosa fare con l’indice di Borsa?

Nasdaq 100: azioni tech in crisi, cosa fare con l’indice di Borsa?

La sede del Nasdaq 100 a New York

Settecento miliardi di dollari di valore di mercato bruciati in un solo anno. Con questo bollettino si è chiuso un trimestre da incubo per Meta Platforms, che una decina di giorni fa ha perso il 24,56% del valore in Borsa in una sola seduta. Il colosso fondato da Mark Zuckerberg non è il solo ad aver sofferto nel corso del 2022. Gli investitori hanno bocciato anche le altre big Tech quotate sul Nasdaq 100, in particolare Amazon, con un sonoro -20% in Borsa. Debole anche Alphabet, cui fa capo Google, con una frenata della crescita dei ricavi al +6% nel trimestre. Mai le società tecnologiche avevano sofferto così tanto e mai avevano visto messo in dubbio come ora il loro modello di business.

 

Il Long Covid dei colossi Big Tech

Parte della delusione è una conseguenza del troppo ottimismo accumulato su queste società durante i difficili tempi della pandemia. Ci si era illusi che il boom tecnologico registrato durante quel periodo di chiusure forzate e mobilità limitata potesse durate all’infinito e che le persone si fossero abituate a un diverso modo di vivere e consumare. Ora le Big Tech quotate sul Nasdaq cercano di correre ai ripari. Come? Nel modo più classico: riducendo l’ipertrofia determinata dalla necessità di rispondere al boom di domanda durante la pandemia. L’era Musk in Twitter si è aperta con 3.700 licenziamenti, Zuckerberg ha tagliato 11.000 dipendenti, Amazon ha bloccato le assunzioni a tempo indeterminato e annunciato di star valutando possibili riduzioni di organico (possibili dopo il periodo natalizio caratterizzato da alta domanda). Alexa, l’assistente vocale di Amazon basato sull’intelligenza artificiale e sul cloud, dopo aver registrato un calo di vendite per oltre 5 miliardi di dollari, è in particolare al centro della revisione dei costi di Amazon.

Alla tempesta oggi sembra resistere solo chi punta su prodotti fisici anche se il mercato degli smartphone è in contrazione e sta perdendo quasi il 10% su base annua. Apple si salva grazie ai Mac, ma in Borsa rimane soggetta a una forte pressione ribassista. Il vero problema generale sembra essere l’eccessiva virtualizzazione di acquisti, di socializzazione, di entertainment. 

 

Nasdaq 100: possibile nuovo nuovo assalto a quota 12.000 punti

Quotato sul CME, il Future Nasdaq 100 sembra essere impostato al rialzo nel breve termine, nonostante la performance negativa registrata nella seduta semi-festiva di venerdì. Dopo un’apertura in linea con la chiusura precedente, infatti, le quotazioni hanno intrapreso fin da subito un andamento fortemente ribassista che le ha portate a realizzare un minimo sul livello 11.766, per poi mantenersi fino alla chiusura (anticipata) in uno stretto trading range laterale nell’intorno degli 11.800 punti. Ad esclusione delle ultime due sedute della scorsa ottava, caratterizzate dalla festività del “ringraziamento” statunitense, e quindi da fisiologiche prese di beneficio (ma con pochi volumi), il mercato tecnologico Usa gode di buona salute dal punto di vista grafico. Perlomeno, il forte rialzo avvenuto a metà novembre (anche grazie ai buoni dati sull’inflazione) si è mantenuto tale anche successivamente, con le quotazioni che continuano a muoversi nell’intorno della resistenza posta sul livello 12.000. Probabilmente si assisterà ancora a qualche giornata di indecisione questa settimana, ma è lecito attendersi prima o poi ad una prosecuzione del trend positivo in corso, con un movimento esplosivo proprio a partire dal breakout della già citata resistenza a 12.000 punti.

L’impostazione algoritmica, infatti, vede i prezzi stazionare al di sopra dell’indicatore Supertrend mentre sia l’indicatore Parabolic Sar che la media mobile a 25 sono diventati rialzisti dal 10 novembre. Anche l’indicatore Macd ha appena incrociato il proprio Signal. Inoltre, è da segnalare come l’indicatore RSI sia posizionato nell’area di “neutralità” vicino al livello 56. Dal punto di vista operativo, pertanto, l’ingresso in posizioni long è consigliabile al superamento del livello 11.924 con target nell’intorno dei 12.218 euro, mentre le posizioni ribassiste potranno essere aperte solo alla violazione di quota 11.766 con obiettivo molto vicino al livello 11.526.

 


L’andamento di breve termine del Future NASDAQ100

AUTORE

Alessandro Aldrovandi

Alessandro Aldrovandi

Alessandro Aldrovandi, trader specializzato nella negoziazione per conto proprio di futures, azioni ed ETF, italiani ed esteri, sia con strategie discrezionali che quantitative. È autore di alcune pubblicazioni sulle tecniche di trading, organizza periodicamente corsi di formazione ed è stato più volte relatore nei principali convegni dedicati alla finanza e agli investimenti sia in Italia che all’estero. Interviene spesso nelle trasmissioni televisive sul canale finanziario ClassCNBC e pubblica articoli per varie testate giornalistiche. Offre anche servizi di consulenza generica.

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