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Neuralink: quanto vale l’azienda e come comprare le azioni

I microchip Neuralink

L’annuncio dell’impianto cerebrale di Neuralink su di un essere umano ha suscitato interesse ed entusiasmo in tutti quegli investitori che vogliono puntare sulle azioni dell’azienda di neurotecnologie lanciata da Elon Musk. Le promesse sono molte così come le prospettive di crescita e sviluppo, specie se (o forse è meglio dire quando) il microchip Telepathy dovesse allargarsi dal contesto clinico ed entrare nel mondo consumer con tutte le sue implicazioni.

 

Quanto vale Neuralink oggi?

Soltanto nel 2023, a sette anni dalla sua fondazione, Neuralink ha raccolto finanziamenti per un totale di 323,2 milioni di dollari, in netto aumento rispetto ai 280 milioni passati. Stando ad un documento depositato presso la SEC (Securities and Exchange Commission, l’ente federale statunitense preposto al controllo e alla vigilanza della Borsa), l’operazione finanziata da 32 investitori ha fatto salire la valutazione della start-up a 5 miliardi di dollari in alcune transazioni secondarie tra privati.

Nel precedente round di finanziamento, quello nel 2021, Neuralink era stata valutata 2 miliardi di dollari. A guidare i finanziamenti è sempre la Founders Fund di Peter Thiel. Oggi l’azienda di chip impiantabili, con sede a Fremont in California e ad Austin in Texas, conta circa 300 dipendenti ed è guidata dal CEO, CFO e presidente Jared Birchall, il manager finanziario che gestisce il patrimonio di Musk. Il co-fondatore è Dongjin “DJ” Seo, mentre il ruolo di responsabile scientifico e study director è affidato ad Adam Hacking.

Neuralink è costantemente alla ricerca di personale per le sue sedi. Le posizioni aperte sono moltissime: i profili più richiesti dalla società sono specializzati in neuroscienze, robotica, ingegneria, informatica, business development, program e project management. Con il primo impianto di Telepathy nel cervello di una persona e le risorse finanziare di cui dispone Musk, la crescita e la ricerca si allargheranno ancora di più, specie nell’elaborazione degli algoritmi che decodificano le intenzioni di movimento.

 

Neuralink: come comprare le azioni

Ma per chi volesse investire, come si fa per comprare le azioni della società? Al momento non è possibile: l’azienda è una private company che a differenza di Tesla e SpaceX, non è ancora quotata in Borsa. Almeno per ora. Reuters rivela che nel 2023, dopo aver ottenuto il via libera della Food and Drug Administration, le azioni di Neuralink sono state offerte privatamente agli investitori ad una valutazione di 7 miliardi di dollari, ovvero 55 dollari per azione.

In queste transazioni secondarie tra privati, dove l’importo massimo richiesto per le azioni commercializzate per la vendita ha raggiunto un volume di contrattazione di 500.000 dollari, la domanda per il titolo Neuralink è cresciuta esponenzialmente con l’approvazione da parte della FDA della sperimentazione PRIME sul primo paziente umano.

Naturalmente non bisogna scambiare le azioni con la criptovaluta Neuralink. Subito dopo che Musk ha fatto sapere su X che la società ha installato Telepathy nel cervello di un uomo, una crypto chiamata Neuralink, ma non collegata in alcun modo all’ambizioso progetto del miliardario, ha visto il suo prezzo schizzare del 3.400% in un solo giorno. La capitalizzazione di mercato del token è di 2,21 milioni di dollari, con una liquidità che supera i 200.080 dollari.

 

Tutti i problemi legati a Neuralink

Nonostante le premesse, rimane un certo scetticismo sulla valutazione monstre di Neuralink. Inizialmente, infatti, la FDA aveva respinto la richiesta per la sperimentazione umana di Telepathy perché non ritenuta sicura. In passato, inoltre, la società è stata al centro di numerose controversie e bersagliata da diverse accuse, alcune delle quali ancora non risolte.

Innanzitutto il trattamento degli animali nei laboratori. Secondo alcuni dipendenti, i test sulle cavie violano l’Animal Welfare Act, causando atroci sofferenze e morti inutili agli animali a causa del modo affrettato in cui vengono effettuati. C’è addirittura chi ha parlato di personale poco preparato, di infezioni e viti di fissaggio degli impianti che si allentano, e di un clima e un ambiente lavorativo tossico con una forte pressione e scadenze di consegna che cambiano all’improvviso. Un’indagine federale in merito è tuttora in corso.

C’è poi la questione della multa per la manipolazione impropria di materiali pericolosi. Un’indagine del Dipartimento dei Trasporti ha fatto emergere che l’azienda, nel periodo delle sperimentazioni sugli animali con la University of California, utilizzava imballaggi impropri per i rifiuti speciali (come il liquido infiammabile Xilene) e non si era registrata come trasportatore di agenti patogeni pericolosi. Alla fine Neuralink si è messa in regola e se l’è cavata con una sanzione di 2.480 dollari.

Infine, c’è l’aspetto legato alle normative, che negli Stati Uniti consentono un impianto del genere. Il vantaggio competitivo è enorme: grazie allo studio PRIME, l’azienda potrà accedere a set di dati che nessuno ha mai potuto acquisire finora e che Neuralink non è necessariamente tenuta a comunicare. Tuttavia, ci vorranno almeno dieci anni prima che le sperimentazioni sulle BCI (le interfacce neurali) progrediscano verso un uso medico più ampio e che Telepathy possa essere commercializzata.

Oltre a testare la tecnologia e ottenere l’ok scientifico, si prevedono ostacoli etici e sociali all’adozione dei chip. La convinzione diffusa è che sia più facile ottenere l’approvazione per sperimentazioni limitate e trials clinici su specifici pazienti i cui problemi e patologie non mostrano segni di miglioramento piuttosto che persuadere le persone a farsi impiantare un prodotto non medico nel proprio corpo. Senza dimenticare che ad oggi nessuna delle sperimentazioni di Neuralink, sia sugli animali che sugli esseri umani, è mai stata pubblicata in articoli su riviste di settore, con tutte le informazioni e i dettagli del caso.

AUTORE

Alessandro Zoppo

Alessandro Zoppo

Ascolta musica e guarda cinema da quando aveva 6 anni. Orgogliosamente sannita ma romano d'adozione, Alessandro scrive per siti web e riviste occupandosi di cultura, economia, finanza, politica e sport. Impegnato anche in festival e rassegne di cinema, Alessandro è tra gli autori di Borsa&Finanza da aprile 2022 dove si occupa prevalentemente di temi legati alla finanza personale, al Fintech e alla tecnologia.

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