Nexi interessata ai sistemi di pagamento di BPER Banca - Borsa&Finanza
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Nexi interessata ai sistemi di pagamento di BPER Banca

BPER Banca

Ancora fumata nera sulla monetica di BPER. La banca non ha ancora raggiunto l’accordo con Nexi, interessata alle attività di sistemi di pagamento di BPER. A febbraio l’istituto modenese aveva concesso al gruppo, guidato da Paolo Bertoluzzo, un periodo in esclusiva di 60 giorni per le trattative che era terminato il 15 aprile ed è stato poi una prima volta prorogato di un mese. Quindi, scaduto il 15 maggio tale termine senza aver raggiunto un’intesa, l’istituto guidato da Piero Montani ha comunicato prima dell’avvio delle contrattazioni di Borsa di aver concesso alla pay-tech un’ulteriore estensione fino al 31 maggio.

Un deal da circa 350 milioni. Il confronto tra le parti, spiega una nota, è tuttora in corso di svolgimento e BPER provvederà ad informare il mercato al raggiungimento di eventuali accordi vincolanti in merito. L’offerta per la divisione merchant acquiring di BPER si aggirerebbe intorno a 350 milioni di euro. L’acquisizione, se confermata, sarebbe positiva strategicamente per Nexi in quanto rafforzerebbe ulteriormente il posizionamento competitivo in Italia anche alla luce di un ulteriore consolidamento degli operatori bancari, che comporta sempre dei rischi per la società se non possiede il merchant book. Nexi nel giro di pochi anni ha acquistato le divisioni di monetica di Monte dei Paschi, Carige e Intesa Sanpaolo. Inoltre, gli analisti di Equita hanno spiegato che il rischio Antitrust sia limitato in quanto BPER è già servita da Nexi sull’acquiring con modello licensing e quindi non vi sarebbe di fatto un reale aumento di quota di mercato.

Trimestrale in crescita. In base ai dati diffusi la scorsa settimana, Nexi ha chiuso il primo trimestre 2022 con ricavi a quota 712,6 milioni di euro, in crescita del 7,1% rispetto al primo trimestre 2021, nonostante il difficile confronto in Italia a causa di progetti straordinari relativi al consolidamento bancario realizzati lo scorso anno e del minore grado di riapertura nel primo trimestre rispetto ad altre aree geografiche. L’ebitda è stato pari a 307,5 milioni, in aumento del 17,4% e l’ebitda margin ha raggiunto il 43%, in crescita di circa 4 punti rispetto al primo trimestre 2021. Banca Akros (buy e target price a 16 euro invariati) prevedeva ricavi a 700 milioni e un ebitda di 293 milioni, +11%. I costi totali ammontano a 405,1 milioni, sostanzialmente stabili rispetto allo scorso anno, nonostante l’aumento del valore delle transazioni e la crescita del business, grazie alla leva operativa e al consueto focus sul controllo dei costi.

Nel primo trimestre Nexi ha registrato un’accelerazione della performance finanziaria e dei volumi. In particolare, in Italia i volumi delle transazioni acquiring hanno registrato una crescita a doppia cifra rispetto all’anno scorso, raggiungendo +38% annuo ad aprile, trainati da una veloce ripresa dei consumi ad alto impatto (+162%). Nei paesi nordici, i volumi di transazione acquiring hanno avuto una crescita a doppia cifra, in accelerazione ad aprile, trainata dai consumi ad alto impatto. Il gruppo sottolinea che “il percorso d’integrazione per la creazione della PayTech leader in Europa prosegue secondo i piani, con circa 100 milioni di sinergie cash confermate per il 2022”.

 

Nexi, l’analisi grafica

Il titolo Nexi sembra essere impostato al rialzo nel breve termine, anche grazie alla performance positiva registrata nella seduta di ieri (+1,02%). Dopo un’apertura con uno spike ribassista che ha toccato un importante minimo a quota 8,310, infatti, le quotazioni sono prontamente rimbalzate mantenendosi tutta la giornata all’interno di uno stretto trading range compreso tra i livelli 8,444 e 8,664, andando a chiudere nel finale proprio sul massimo intraday a 8,678 euro.

L’azione è una delle peggiori dell’indice FTSE/MIB, dato che continua a scendere inesorabilmente dallo scorso ottobre 2021, oramai sette mesi. In questo periodo non sono mancati tentativi di inversione, ma ogni volta si sono mostrati effimeri con solo qualche seduta di rialzo a cui ha fatto subito seguito una ancor più spiccata discesa dei prezzi su livelli ancora più bassi.

Se è indubbio che l’area 8,500 appena raggiunta possa rappresentare un supporto importante (l’ennesimo?), diventa lecito chiedersi se c’è da fidarsi per procedere con gli acquisti o è meglio aspettare una conferma più solida per una eventuale inversione di tendenza. Il consiglio è quello di aspettare e rimanere prudenti. Titolo, comunque, da monitorare con attenzione.

L’impostazione grafica, infatti, vede i corsi stazionare al di sotto dell’indicatore Supertrend mentre sia l’indicatore Parabolic Sar che la media mobile a 25 sono diventati ribassisti da settimane. Anche l’indicatore Macd ha appena incrociato il proprio Signal. Inoltre, è da segnalare come l’indicatore RSI sia posizionato nell’area di “neutralità” vicino al livello 37. Dal punto di vista operativo, pertanto, l’ingresso in posizioni long è consigliabile solo al superamento del livello 9,000 con target nell’intorno dei 9,546 euro, mentre le posizioni ribassiste potranno essere aperte solo alla violazione di quota 8,310 con obiettivo molto vicino al livello 8,000.


L’andamento di breve termine del titolo NEXI

AUTORE

Alessandro Aldrovandi

Alessandro Aldrovandi

Alessandro Aldrovandi, trader specializzato nella negoziazione per conto proprio di futures, azioni ed ETF, italiani ed esteri, sia con strategie discrezionali che quantitative. È autore di alcune pubblicazioni sulle tecniche di trading, organizza periodicamente corsi di formazione ed è stato più volte relatore nei principali convegni dedicati alla finanza e agli investimenti sia in Italia che all’estero. Interviene spesso nelle trasmissioni televisive sul canale finanziario ClassCNBC e pubblica articoli per varie testate giornalistiche. Offre anche servizi di consulenza generica.

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