Con Dona Italia, Nexi firma un nuovo capitolo nella digitalizzazione dei pagamenti in Italia. Questa volta rivolto al terzo settore che, come ricordato durante l’evento di lancio, rappresenta la ‘quarta economia’ del Paese con 84 miliardi di euro, pari al 4,4% del Pil nazionale.
Presentata ieri presso la Sala Refettorio della biblioteca della Camera dei Deputati “Nilde Lotti”, anche alla presenza del ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, che poi si è espresso sulla questione dazi (video), l’iniziativa introduce un QR-code a forma di cuore che consente agli enti non profit – anche i più piccoli – di ricevere donazioni digitali in modo diretto, immediato e sicuro. In un Paese dove il 43% delle donazioni avviene ancora in contanti, Dona Italia affronta una delle principali rigidità strutturali del sistema no-profit: la carenza di strumenti tecnologici semplici e universalmente accessibili. Secondo l’indagine Nexi–IID (l’Osservatorio sul Dono dell’Istituto Italiano della Donazione), il 73% degli enti dichiara di avere bisogno di formazione digitale.
Nexi, Bertoluzzo: “Una tecnologia al servizio della generosità degli italiani”
“L’obiettivo reale di Dona Italia è rendere le donazioni più facili per tutti gli italiani, che siamo convinti abbiano più voglia di donare rispetto a quello che concretamente riescono a fare, proprio per mancanza di strumenti semplici e digitali”, ha dichiarato a Borsa&Finanza Paolo Bertoluzzo, a.d. di Nexi, durante l’evento. “Allo stesso tempo vogliamo allargare la possibilità per gli enti del terzo settore di raccogliere fondi in modo immediato e accessibile, anche per chi non ha risorse o know-how tecnologico”.
Una componente strategica dell’iniziativa è anche l’avvicinamento delle nuove generazioni: “I giovani colgono al volo tutte le opportunità offerte dalla tecnologia. Il nostro QR-code parla il loro linguaggio: immediato, trasparente, mobile. E sappiamo che hanno una spiccata sensibilità sociale. Dona Italia è anche un modo per coinvolgerli attivamente”.
La fase iniziale di Dona Italia è in corso con una decina di enti di rilevanza nazionale, come Airc e Fondazione Francesca Rava. Ma le ambizioni sono ben più ampie: “Nel breve termine ci concentriamo sul test e sul miglioramento dell’esperienza con i primi partner. Poi ci rivolgeremo ai 126.000 enti iscritti al Runts (Registro nazionale del terzo settore). Il potenziale è enorme, ma il vero successo dipenderà dalla capacità degli enti stessi di comunicare e integrare questo strumento nei loro canali”, ha aggiunto Bertoluzzo.
L’iniziativa sarà gratuita nella fase di lancio, con Nexi che si farà carico di tutti i costi tecnologici. Successivamente resteranno a carico degli ETS solo le commissioni di circuito e le interchange fee. Sarà comunque possibile accedere alla piattaforma anche senza disporre di un e-commerce o infrastrutture complesse.
Nexi, Dona Italia e il punto di vista del terzo settore
L’evento è stato anche un momento di confronto per tutto il terzo settore, grazie a una tavola rotonda dove sono intervenuti Daniele Finocchiaro, consigliere delegato Airc, Mariavittoria Rava, presidente Fondazione Francesca Rava e Giorgio Righetti, direttore generale Acri. “La digitalizzazione delle donazioni è per Airc un obiettivo strategico, un progetto cui stiamo lavorando da oltre due anni e che si è concretizzato con strumenti dedicati”, ha dichiarato lo stesso Finocchiaro che ha aggiunto: “La partnership con Nexi, con il supporto di Intesa Sanpaolo, avviata in occasione dell’ultima edizione dell’Azalea della ricerca attraverso l’utilizzo dei POS, è un importante fattore abilitante per lo sviluppo futuro della digitalizzazione delle donazioni in tutte le 4.000 piazze dove siamo presenti con i nostri volontari.
“Nel 25° anniversario della Fondazione Francesca Rava – NPH Italia ETS, siamo profondamente orgogliosi di camminare ancora una volta al fianco di Nexi, in una sinergia concreta e innovativa che mette la tecnologia al servizio della solidarietà. Il QR code a forma di cuore, ideato anche per il nostro evento celebrativo al Duomo di Milano il prossimo 1° ottobre, contribuirà a sostenere il reparto di terapia intensiva dell’Ospedale pediatrico NPH Saint Damien in Haiti, che ogni anno salva la vita a oltre 80.000 piccoli pazienti Haiti”, ha commentato Mariavittoria Rava.
Sulla stessa scia anche Giorgio Righetti: “Le organizzazioni del Terzo Settore sono i partner naturali delle Fondazioni di origine bancaria. Insieme, secondo la propria natura e le proprie risorse, materiali e immateriali, lavorano insieme per rafforzare le comunità secondo i valori della solidarietà, della coesione sociale, dell’inclusione, della conoscenza. Strumenti innovativi che consentano alle organizzazioni di Terzo settore di accelerare e semplificare i processi di raccolta fondi da destinare al bene comune sono, pertanto, assolutamente benvenuti”.
Pagamenti digitali: un trend strutturale
Lo slancio verso il digitale non si ferma al terzo settore. Bertoluzzo conferma che la penetrazione dei pagamenti digitali in Italia, oggi attorno al 40%, è destinata a crescere ancora: “La crescita continua, soprattutto nei Paesi dove il contante è ancora molto diffuso, come l’Italia. Nei prossimi anni, ci aspettiamo un’espansione tra il mid e l’high single digit, trainata da fattori strutturali, anche indipendentemente dall’andamento dell’economia”. Un passaggio chiave anche per il sistema Paese, in quanto la transizione dal contante al digitale implica maggiore tracciabilità, lotta all’economia sommersa, e maggiore efficienza fiscale e amministrativa.









