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Nichel: LME sospende le contrattazioni, ecco perché

Nichel: LME sospende le contrattazioni dopo un'impennata del 250%

Le contrattazioni del nichel oggi sono state sospese nel mercato delle materie prime di Londra, dopo che il prezzo si era fiondato sopra i 100.000 dollari, con uno spike del 250% negli ultimi 2 giorni. Il materiale utilizzato nell’acciaio inossidabile e nelle batterie dei veicoli elettrici è aumentato del 111% a 101.365 dollari la tonnellata, dopo aver chiuso il giorno prima in rialzo del 66%. Mai si era vista un’impennata di questo rilievo per il minerale e questo fa capire la frenesia in questo momento che investe tutti gli operatori di mercato.

A determinare la situazione in stile meme stock è stato ancora una volta un fenomeno di short squeeze, con alcuni trader in posizione short che si sono dovuti affrettare a ricoprire le posizioni dopo che i prezzi sono aumentati per via delle preoccupazioni sulle forniture russe. I broker hanno dovuto fare diversi richiami al margine nella giornata di oggi per effetto di perdite rilevanti con l’elevata volatilità che si è registrata.

Malcolm Freeman, un broker di Kingdom Futures che ha iniziato la sua carriera nel London Metal Exchange nel 1974, ha dichiarato che la sospensione delle contrattazioni era la cosa giusta da fare e probabilmente non sarà l’unico episodio. Freeman ha riferito che questo evento ricorda la Crisi dello stagno del 1985, quando il metallo fu sospeso per 4 anni dopo il crollo dell’International Tin Council. Quest’ultima era un’organizzazione di Paesi venditori e acquirenti dello stagno che dominava il mercato e i movimenti bruschi della materia prima allora mandarono in default il sistema, con alcuni broker che dovettero chiudere l’attività.

 

Nichel: LME modifica le regole degli obblighi di consegna

L’LME ha dichiarato che il mercato del nichel rimarrà chiuso per tutta la giornata di oggi ma è possibile una sospensione anche per i prossimi giorni, alla luce degli altissimi momenti di tensione che si stanno vivendo a causa della guerra Russia-Ucraina. Occorre ricordare che Mosca produce attualmente il 17% di nichel su scala mondiale. Inoltre la Borsa ha riferito che avrebbe calcolato le richieste di margine per ora sulla base del prezzo di chiusura del nichel di lunedì di circa 48.000 dollari.

Nella giornata di ieri l’istituto ha annunciato modifiche alle regole, dopo il picco giornaliero del 90% del metallo. Grazie a tali variazioni, gli obblighi di consegna di tutti i contratti principali potevano essere differiti. Una cosa questa che in 145 anni di esistenza del mercato non si era mai vista. Il problema però è stato che i trader che avevano posizioni short sono stati costretti a chiudere le vendite proprio perché non erano in grado di soddisfare le richieste di margine.

 

Nichel: chi sono i venditori che hanno subito grosse perdite

Chi sono i grandi shortisti rimasti incastrati dalla forza dirompente delle quotazioni del nichel? Il principale è l’imprenditore cinese Xiang Guangda, conosciuto anche come Big Short, che per mesi ha tenuto una posizione di vendita sul nichel, attraverso il più grande produttore mondiale del metallo, Tsingshan Holding Group. I broker hanno effettuato svariate richieste di rientro di margine negli ultimi giorni, contribuendo a far salire ulteriormente le quotazioni. Uno dei broker dell’azienda, un’unità di China Construction Bank Corp., ha ricevuto dal London Stock Exchange una specie di dilazione nel pagamento di richieste di margine per centinaia di milioni di dollari andati in fumo lunedì. Sembra comunque che il pagamento sia stato effettuato.

 

AUTORE

Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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