Nike: view sul 2023 delude, azioni verso test supporti? - Borsa e Finanza

Nike: view sul 2023 delude, azioni verso test supporti?

Nike: delude view sul 2023. Titolo avviato al test dei supporti?

L’ultimo trimestre del 2022 si chiude positivamente per Nike ma il mercato rimane sorpreso negativamente dalla guidance riguardante il 2023. Nello specifico il colosso dello sportwear chiude il 4°trimestre fiscale dell’anno in corso con un fatturato a 12,2 miliardi di dollari, quasi in linea con il 2021, grazie alle ottime vendite registrate nei canali online che hanno messo in un angolo il -20% proveniente dalle vendite in Cina.

Nel dettaglio il marchio Nike ha generato 11,7 miliardi di dollari mentre Converse si ferma a 600 milioni di dollari. In questo contesto l’utile netto si è attestato a 1,4 miliardi di dollari, in calo del 5% rispetto a 12 mesi prima, con un utile per azione a 0,9 euro rispetto ad attese poste a 0,81 dollari. Per quanto riguarda i 12 mesi i ricavi sono saliti dai 44 miliardi di dollari del 2021 agli attuali 46,7 miliardi di dollari , mentre il margine lordo ha visto una crescita di quasi 120 punti base raggiungendo il 46%. Infine per quanto riguarda l’utile netto si è portato a 6 miliardi di dollari.

Per quanto riguarda il 1° trimestre del 2023 la società si aspetta ricavi stabili o in leggero aumento, al di sotto delle stime precedenti che erano superiori al 5%. Infine nel corso della presentazione dei dati l’azienda ha annunciato che il consiglio di amministrazione ha autorizzato un nuovo programma quadriennale da 18 miliardi di dollari per il riacquisto di azioni Nike ordinarie di classe B.

 

Azioni Nike: analisi tecnica e strategie operative

Andiamo ora a vedere cosa ci suggerisce l’analisi tecnica sul titolo Nike. Dopo aver raggiunto a fine 2021 i top di periodo in area 179 dollari, il titolo Nike ha innescato una fase discendente con le quotazioni che la scorsa settimana hanno rivisto i minimi di periodo vicino alla soglia dei 103,5 dollari. Nel breve periodo importante sarà la tenuta di questi sostegni, per evitare una prosecuzione del ribasso in direzione dei 100 dollari e successivamente verso i minimi del giugno 2020 posti nei pressi dei 93 dollari.

Al contrario il superamento dei 114.5-115 dollari potrebbe innescare un rimbalzo dell’azione che avrebbe un primo target situato sui 123,30 dollari. Nel caso in cui queste aree resistenziali dovessero essere superate, si assisterebbe ad una continuazione degli acquisti che potrebbero spingere i prezzi verso i massimi di marzo 2022 in area 140 dollari. Sarà solo nel caso di break di quest’ultimi livelli che il titolo invierebbe un segnale di forza che metterebbe in un angolo l’attuale fase correttiva.

 

AUTORE

Pietro Origlia

Pietro Origlia

Pietro Origlia, trader indipendente, ha iniziato ad interessarsi dei mercati finanziari all'inizio del 2000, facendone poi una professione tra il 2005-2006. Specializzato nel trading multiday (azioni, valute e materie prime) opera essenzialmente sul mercato italiano. Ha partecipato a vari eventi e manifestazioni in qualità di relatore. Dal 2017 è anche Giornalista Pubblicista. Da gennaio 2022 è entrato a far parte della redazione di Borsa&Finanza.

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