Occhi puntati sulla scelta del nuovo numero uno della Federal Reserve, che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha indicato arriverà in giornata, mettendo fine a mesi di speculazioni. Le indiscrezioni su una possibile nomina di Kevin Warsh, rilanciate da Reuters e poi da Bloomberg, hanno riattivato i mercati globali, ma con una dinamica opposta alle attese, con un ritorno dell’avversione al rischio, rafforzamento del dollaro e al contempo un rialzo dei rendimenti obbligazionari.
Una scelta che colpisce: Warsh è descritto come una figura più moderata rispetto ad altri candidati sul fronte dei tagli dei tassi. Ed è proprio questa discrepanza tra profilo percepito e desideri del presidente Trump sulla traiettoria dei tassi di interesse ad aver generato nei mercati una risposta meno lineare del previsto.
In questo articolo:
- Mercati fin troppo cauti in attesa della nomina alla Fed
- Chi è Kevin Warsh, il possibile prescelto da Trump per guidare la Fed
- Nomina Fed: chi sono gli altri candidati
Mercati fin troppo cauti in attesa della nomina alla Fed
Dopo le dichiarazioni di Trump, che giovedì sera ha affermato di aver già deciso il nome del successore di Jerome Powell, i mercati hanno rapidamente ricalibrato le posizioni. I future sull’S&P 500 e-mini hanno perso fino allo 0,5%, mentre in Asia l’indice Msci delle azioni dell’area Asia-Pacifico, escluso il Giappone, è sceso fino all’1,3%, attenuando il miglior rialzo mensile del benchmark degli ultimi tre anni. Dollaro e rendimenti dei Treasury si sono mossi al rialzo, segnalando condizioni finanziarie più restrittive, mentre oro e bitcoin hanno registrato nuove pressioni al ribasso. In Europa, l’apertura è stata più composta, ma il quadro complessivo resta quello di un mercato che ha preferito ridurre l’esposizione al rischio in attesa di maggiore chiarezza.
Donald Trump ha colto l’occasione della proiezione del documentario Melania, dedicato alla moglie, per annunciare ai giornalisti che l’indomani avrebbe reso noto il nome del prossimo presidente della Federal Reserve, definendolo una figura “molto rispettata” e “nota a tutti nel mondo della finanza”. Trump ha aggiunto che “molti pensano che sia una persona che avrebbe potuto essere lì già qualche anno fa”, alimentando le ipotesi su Kevin Warsh, già finalista nel processo di selezione del 2017 che portò alla nomina di Jerome Powell.
Le dichiarazioni si inseriscono in un contesto di tensioni crescenti tra la Casa Bianca e la Banca centrale, con Trump che da tempo accusa la Fed di aver frenato la crescita mantenendo i tassi troppo elevati, mentre l’istituto continua a rivendicare la necessità di prudenza per contenere l’inflazione. Il confronto si è ulteriormente irrigidito dopo la citazione in giudizio notificata alla Fed nell’ambito di un’indagine penale sulla testimonianza resa da Powell in relazione a una ristrutturazione immobiliare, un passaggio senza precedenti per un presidente della banca centrale in carica.
Chi è Kevin Warsh, il possibile prescelto da Trump per guidare la Fed
Pur essendo stato a lungo considerato un “falco” sul fronte dell’inflazione e della disciplina monetaria, negli ultimi mesi Kevin Warsh si è espresso a favore di tassi di interesse più bassi, una posizione che lo avvicina maggiormente alla linea auspicata dal presidente Donald Trump rispetto a quella dell’attuale presidente della Fed Jerome Powell. Trump aveva già preso in considerazione Warsh nel 2017 per la guida della banca centrale, salvo poi optare per Powell.
Prima dell’esperienza alla Federal Reserve, Warsh ha costruito il proprio profilo professionale a Wall Street, lavorando presso Morgan Stanley dal 1995 al 2002, dove ha ricoperto il ruolo di managing director nell’unità di fusioni e acquisizioni. Successivamente è entrato alla Casa Bianca, assumendo tra il 2002 e il 2006 l’incarico di Assistente speciale del presidente per la politica economica e di Segretario esecutivo del Consiglio economico nazionale. In quel ruolo si è occupato principalmente di finanza nazionale, regolamentazione bancaria e tutela dei consumatori, fungendo anche da principale canale di raccordo tra la Casa Bianca e le autorità di vigilanza finanziaria. Nel gennaio 2006 il presidente George W. Bush lo ha nominato, insieme a Randall Kroszner, nel Consiglio dei governatori della Federal Reserve. A 35 anni Warsh divenne il più giovane membro mai nominato alla Fed, una scelta che suscitò perplessità all’epoca, soprattutto per l’età. Tuttavia, l’allora presidente della Fed Ben Bernanke sottolineò come la combinazione di esperienza di mercato, competenze di policy e relazioni con Wall Street si sarebbe rivelata un elemento utile per l’istituzione.
Nomina Fed: chi sono gli altri candidati
Il nome di Warsh emerge al termine di un processo di selezione ampio e politicamente esposto. Tra i candidati valutati figura Kevin A. Hassett, attuale direttore del Consiglio Economico Nazionale della Casa Bianca, che Trump ha dichiarato di voler mantenere nell’amministrazione. Un altro nome è quello di Christopher J. Waller, attuale governatore della Federal Reserve, percepito come un profilo più interno all’istituzione. Tra i finalisti è comparso anche Rick Rieder, dirigente di BlackRock, il più grande gestore patrimoniale globale. In ogni caso, l’attenzione dei mercati resta focalizzata sul messaggio che la nomina invierà in termini di continuità della politica monetaria e di equilibrio nei rapporti tra Federal Reserve e potere politico.









