Nvidia: cresce la pressione concorrenziale dalle altre Big Tech

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La concorrenza per Nvidia arriva dall’interno del settore tecnologiche, con le altre Big Tech impegnate a sviluppare in autonomia chip allineati con le proprie esigenze. L’analisi degli esperti di Vontobel nell’Idea d’investimento di questa settimana (Clicca QUI per iscriverti).

 

La sfida a NVIDIA è lanciata. Nelle ultime settimane sono state numerose le notizie e le indiscrezioni che hanno interessato le Big Tech sul fronte dei chip. Nel pieno della corsa del cloud computing e all’intelligenza artificiale, sempre più aziende di primo piano della tecnologia stanno annunciando lo sviluppo di propri chip. Microsoft ha progettato due semiconduttori infrastrutturali aggiuntivi per i suoi data center che contribuiranno a velocizzare le operazioni di intelligenza artificiale e ad aumentare la sicurezza dei dati. L’intento è quello di ridurre la dipendenza da Intel e Nvidia. Avere a disposizione chip personalizzati per le proprie esigenze offre vantaggi in termini di prestazioni e di prezzo.

Un percorso che vede in prima linea sia Alphabet che Amazon. La società di e-commerce ha una divisione di cloud computing che sta investendo molto nello sviluppo di chip personalizzati per migliorare l’efficienza dei propri data center. A sviluppare il progetto la controllata Annapurna Labs, startup di Austin acquisita nel 2015 per 350 milioni di dollari. Il prossimo mese dovrebbe presentare Trainium 2, linea di chip dedicata all’intelligenza artificiale che potrebbe permettere ad Amazon di ridurre fino al 40% i costi attualmente sostenuti per l’AI. Quelli che sta compiendo l’azienda fondata da Jeff Bezos sono investimenti colossali, alla portata di poche società nel mondo, tra cui quelle Magnifiche 7 che negli ultimi anni hanno macinato profitti in larga scala.

Amazon stima una spesa in conto capitale di ben 75 miliardi di dollari per il 2024, in gran parte legata alle infrastrutture. Cifra che crescerà ulteriormente nel 2025, doppiando presumibilmente quei 48,4 miliardi di dollari spesi in investimenti tecnologici nel 2023. La posta in gioco è rilevante ma la possibilità di ridurre la dipendenza da fornitori esterni e di internalizzare la marginalità della filiera sono fattori che stanno spingendo le Big Tech ad affrontare questa sfida.

Immagine di Redazione

Redazione

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