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Nvidia: il rischio ora è che possa finire come Tesla

Nvidia: il rischio ora è che possa finire come Tesla

L’ascesa di Nvidia a Wall Street sembra incontenibile. Nell’ultima seduta alla Borsa americana, venerdì 1 marzo, il più grande produttore di chip avanzati al mondo ha sfoderato un altro +4% aggiornando il suo massimo storico a 822,79 dollari per azione e consolidando la posizione di terza società americana più capitalizzata. Gli investitori sono stati convinti dai numeri di Nvidia nell’ultimo anno. Per quattro trimestri consecutivi, l’azienda di Santa Clara ha pubblicato ricavi e utili strabilianti, ma soprattutto ha tracciato un percorso legato all’intelligenza artificiale che fa sognare il mercato.

I trader sono convinti che la situazione di Nvidia non abbia nulla a che vedere con quella delle dot-com che sono naufragate con lo scoppio della bolla internet a inizio millennio. La loro lettura è molto semplice: le società Internet di quell’epoca erano in perdita, i rialzi delle loro azioni erano costruiti solo su stime e il crollo ha messo tutti di fronte alla realtà. Nvidia, invece, è una macchina da soldi, con 30 miliardi di dollari di guadagni lo scorso anno (+500% rispetto all’anno precedente) e con una previsione di raddoppio quest’anno.

 

Nvidia come Tesla? Analogie e differenze

Ma se Nvidia finisse come Tesla? Qualcuno avanza questo paragone. Non che Tesla sia da accostare alle dot-com, ma per l’azienda guidata da Elon Musk il momento più fulgido sembra un ricordo. Nel 2020 le azioni della casa automobilistica americana avevano intrapreso un rally strepitoso, portando la valutazione della società a oltre 1.200 miliardi di dollari. A trainare gli acquisti allora era il presupposto che i veicoli elettrici sarebbero stati adottati su larga scala e in tempi rapidi, mentre Tesla avrebbe assunto una posizione dominante nel mercato.

Tuttavia le cose non sono andate esattamente come previsto. La domanda di auto elettriche si è raffreddata, perché i consumatori fanno ancora resistenza a passare a veicoli che hanno un costo superiore e tempi di ricarica ancora lenti. Nel contempo, l’ascesa del colosso cinese BYD – diventato il primo produttore di auto elettriche al mondo proprio al posto di Tesla – ha costretto la compagnia californiana a tagliare i prezzi dei propri modelli di auto. Di conseguenza i margini dell’azienda di Austin si sono ridotti e il mercato ha rifatto i conti. Le azioni Tesla sono scivolate di oltre il 50% dai top 2021.

Nvidia forse nel breve termine non subirà un crollo di tale portata, perché la domanda di chip AI (Artificial Intelligence) di fascia alta è incontenibile in questo momento e nessuna società al mondo è in grado di competere con il gigante statunitense. Ma quanto può durare l’idillio? La concorrenza scalpita per guadagnare quote di mercato in un settore  allettante. Advanced Micro Devices è tra i maggiori player che giocano un ruolo da protagonista, ma non è l’unica società a muoversi.

Inoltre non bisogna dimenticare che per ora la “bomba Cina” è disinnescata, ma i rischi sono sempre in agguato. Pechino rappresenta circa un quinto del fatturato di Nvidia e il Dipartimento del commercio USA ha impedito alle società di chip americane di esportare in Cina i semiconduttori all’avanguardia. La società guidata da Jen-Hsun Huang si è dovuta adeguare producendo per Pechino chip di potenza minore. Tuttavia c’è il pericolo che anche questi chip meno potenti possano finire sotto la stretta del governo americano, Inoltre le aziende cinesi potrebbero rifornirsi in patria man mano che i progressi tecnologici del Dragone progrediscono.

Un altro fattore che bisognerà tenere in considerazione riguarda l’alta valutazione del titolo Nvidia. Attualmente le azioni hanno  il più alto rapporto prezzo/vendite dell’S&P 500 (18x), sebbene con previsioni delle vendite in continuo aggiornamento  il prezzo potrebbe essere adeguato. Tuttavia è un segnale da non trascurare, soprattutto se qualcosa nei prossimi conti di Nvidia dovesse andare storto.

Secondo Sameer Bhasin, direttore di Value Point Capital, è possibile immaginare un futuro tra 10 anni in cui l’intelligenza artificiale sarà presente in molti luoghi e ci sarà bisogno di “enormi sistemi che eseguono chip che solo Nvidia puo’ fornire”.

AUTORE

Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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