Nvidia ha archiviato un altra trimestrale da manuale, allontanando – per ora – gli spettri della bolla AI con numeri da record. Nel terzo trimestre fiscale 2026 (chiuso a fine ottobre 2025), la società guidata dal CEO Jensen Huang ha riportato ricavi per 57 miliardi di dollari, in crescita del 62% su base annua e oltre le attese del consenso, con un utile netto salito a 31,91 miliardi di dollari (+59%) e un utile per azione rettificato pari a 1,30 dollari, leggermente superiore alle stime di Wall Street. La guidance per il trimestre in corso alza ulteriormente l’asticella: il gruppo si attende vendite per circa 65 miliardi di dollari, a fronte di aspettative degli analisti nell’ordine dei 61,6 miliardi, segnalando che il ciclo di investimenti in infrastrutture AI è tutt’altro che in fase di esaurimento.
Trimestrale Nvidia: Data center e Blackwell Ultra, il motore da $51 miliardi
Il motore del business resta la divisione data center, che nel trimestre ha generato 51,2 miliardi di dollari di ricavi, +66% su base annua e nettamente sopra le previsioni di mercato, rappresentando quasi il 90% delle vendite totali. Di questi, 43 miliardi provengono dal segmento “compute”, ovvero dalle GPU per l’AI, mentre 8,2 miliardi arrivano dall’attività di networking (+162% anno su anno), l’infrastruttura che permette di orchestrare decine di migliaia di chip come un unico supercomputer.
Colette Kress, CFO del gruppo, ha sottolineato come la famiglia Blackwell Ultra – la seconda generazione dell’architettura Blackwell – sia ormai diventata “l’architettura leader in tutte le categorie di clienti”, con vendite definite “fuori scala” e una domanda che supera la capacità produttiva. Jensen Huang ha ribadito che “i cloud GPU sono esauriti”, a conferma di un contesto in cui i principali hyperscaler stanno saturando la capacità disponibile per costruire “AI factories” su scala globale.
Gaming, automotive e professionale: i segmenti in crescita
Sebbene la narrativa del mercato sia ormai interamente centrata sull’AI, le attività “storiche” di Nvidia continuano a contribuire al quadro complessivo. Il segmento gaming ha registrato ricavi per 4,3 miliardi di dollari, in crescita del 30% rispetto a un anno fa, mentre la divisione professional visualization ha messo a segno vendite per 760 milioni di dollari, con un rialzo del 56% su base annua, anche grazie al lancio di DGX Spark, il desktop AI che porta capacità di calcolo avanzate direttamente sulle scrivanie di sviluppatori e creativi. Il segmento automotive e robotics ha totalizzato 592 milioni di dollari di ricavi (+32% anno su anno), con l’azienda che identifica la robotica come uno dei driver di crescita più importanti nel medio termine.
Il nodo Cina: da handicap a possibile leva
Nel quadro scintillante della trimestrale resta però una grande assente: la Cina, che oggi contribuisce solo marginalmente ai risultati di Nvidia a causa dei vincoli normativi sulle esportazioni di chip AI avanzati. Le vendite in Cina hanno rappresentato circa il 5% del fatturato totale, circa 20 punti percentuali al di sotto dei livelli passati, con il prodotto di compromesso H20 che ha generato solo circa 50 milioni di dollari di vendite.
Proprio mentre Nvidia comunicava i conti, l’amministrazione Trump valutava un potenziale cambio di rotta, con l’ipotesi di dare il via libera alle vendite in Cina dei chip H200, più potenti e dotati di maggiore memoria rispetto all’H100 e stimati circa due volte più performanti dell’H20. Parallelamente, Washington ha autorizzato la spedizione verso il Golfo di chip equivalenti a un massimo di 70.000 unità Blackwell, in particolare alla saudita Humain e alla G42 degli Emirati Arabi Uniti, per un valore stimato di circa 1 miliardo di dollari: un mercato alternativo e sempre più strategico rispetto alla Cina.
Analisti ottimisti: capacità esaurita e margini al 70%
Yan Taw Boon, responsabile tematico Asia di Neuberger Berman, legge la trimestrale di Nvidia come conferma di una domanda che non solo resta robusta, ma che “sta accelerando e superando le aspettative”, in un contesto in cui la capacità dei grandi cloud provider rimane pienamente utilizzata e di fatto “esaurita” sulle piattaforme Blackwell e Hopper. Richard Clode, gestore di Janus Henderson Investors, evidenzia come Nvidia non solo abbia superato le aspettative, ma abbia anche segnalato una riaccelerazione della crescita, in linea con il percorso verso oltre 300 miliardi di dollari di vendite data center nel prossimo anno. Queste proiezioni incorporano ancora vendite minime in Cina, lasciando intendere che un eventuale via libera alle esportazioni di H200 potrebbe rappresentare una leva addizionale piuttosto che una componente già scontata nelle stime.









