Obbligazioni Evergrande: i gestori dei fondi ora comprano a sconto
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Obbligazioni Evergrande: i gestori dei fondi ora comprano a sconto

Evergrande: i gestori dei fondi ora comprano le obbligazioni a sconto

I gestori di fondi puntano sulle obbligazioni Evergrande. Nelle ultime settimane è cresciuta la quota di coloro che approfittano dei prezzi molto bassi per cercare buoni affari con il debito dello sviluppatore immobiliare. La società ha circa 20 miliardi di dollari di obbligazioni offshore in circolazione e i rendimenti ormai sono andati alle stelle.

Certo il rischio è molto alto. La settimana scorsa il gruppo è andato in default per non aver rimborsato cedole per 82 milioni di dollari alla scadenza del periodo di grazia di 30 giorni. E l’eventualità di una gigantesca ristrutturazione del debito si fa ogni giorno più concreta. La società ha cercato di mandare messaggi di fiducia al mercato, dichiarando ad esempio che si sta impegnando per fare in modo che i lavori in sospeso sulla costruzione delle case riprendano e gradualmente vengano effettuate le consegne.

 

Obbligazioni Evergrande: chi e perché sta comprando

Le vendite che nel frattempo hanno colpito le obbligazioni più scambiate sono state imponenti. Ad esempio il bond EGRNF al tasso nominale del 10,53% veniva negoziato a un prezzo di 70 centesimi a metà del mese di giugno, prima di precipitare a 30 a settembre e a 20 la scorsa settimana. Per alcuni investitori queste hanno rappresentato delle occasioni, sulla base della convinzione che il sentiment di mercato sarebbe cambiato dopo che i prezzi avevano toccato i minimi.

Altri operatori hanno pensato di comprare le obbligazioni in prospettiva di un default dell’azienda per fare poi causa e chiedere il rimborso totale con la liquidazione di alcune attività dell’azienda. Tutto ciò si inserirebbe nell’ambito della ristrutturazione del debito di Evergrande. I gestori dei fondi ritengono che questa potrebbe durare oltre 1 anno e alla fine il Governo farà di tutto per mettere i creditori stranieri dietro quelli nazionali nel rimborso di quanto spettante. Questo però potrebbe essere un forte deterrente per gli investitori esteri.

Il 3 dicembre Evergrande ha riconosciuto pubblicamente che occorre impegnarsi con gli obbligazionisti stranieri per il debito offshore, tuttavia la matassa è tutt’altro che semplice da sbrogliare, perché la partita si gioca a 3 e coinvolge le Autorità di Pechino. Queste ultime hanno dato sovente segnali di voler far fallire il colosso immobiliare pur di andare avanti con il grande obiettivo della prosperità comune.

In realtà il Governo sta provando a farlo attraverso un atterraggio morbido, per evitare che l’impatto su tutto il sistema economico del Paese sia deflagrante. Su una cosa però sembra ci siano pochi dubbi nell’intento dello Stato: Evergrande dovrà completare i progetti immobiliari che ha in sospeso e pagare tutti i fornitori che vantano crediti nei confronti della società. Questo comporta inevitabilmente che le risorse siano scarse per tutti gli altri, anche nell’ottica di una ristrutturazione. Di conseguenza la strada delle vie legali potrebbe essere perniciosa e non portare al risultato sperato.

AUTORE

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Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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